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«Cavallerizza inaccessibile ai disabili»

Un post di Lorella Ronconi apre la discussione sulla scarsa attenzione all’accessibilità nelle strutture pubbliche a Grosseto
Lorella Ronconi davanti alle scale che portano alla Cavallerizza
Lorella Ronconi davanti alla scala che porta alla Cavallerizza

GROSSETO. È stato inaugurato da poco il primo stralcio dei lavori di riqualificazione e già fioccano le polemiche sull’area della Cavallerizza, sulle mura medicee. E il problema, manco a dirlo, è quello dell’accessibilità per i diversamente abili, purtroppo “endemico” in Italia, soprattutto quando riguarda gli interventi sugli edifici storici e di interesse culturale.

La denuncia ancora una volta arriva da Lorella Ronconi, battagliera paladina dei diritti per i disabili, che per il suo impegno nel sociale, nel 2006 è stata insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica dall’allora presidente Giorgio Napolitano, che oggi, 1° ottobre, ha affidato la sua frustrazione al suo profilo facebook alla pagina “Cara Grosseto vorrei dire qualcosa“. 

«Accesso della Cavallerizza, i cancelli sono stati pensati, realizzati e posti in essere», scrive Lorella in riferimento alle cancellate che sono state messe ai piedi della scalinata che da piazza del Sale porta alle mura. «Invece qualcosa che possa permettere alle persone con disabilità motoria e anziane (che hanno bisogno spesso di un corrimano) nulla. Uno scivolo bello e ben fatto si poteva.

La colpa è della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio? Non ci credo, con la rampa della cattedrale ci siamo riusciti, tutti assieme. Quanto è stata coinvolta la Consulta comunale per le diverse abilità sul progetto? Quanti soldi spesi per i cancelli? Quando c’è volontà ci sono possibilità. Anche stavolta con la scusa della sicurezza, ma non diciamo e non scriviamo che l’area sarà per tutti, perché non è vero».

Tra l’altro La Cavallerizza dovrà diventare un’arena per gli spettacoli, in una complessiva opera di rivalorizzazione del simbolo di Grosseto, quale sono le mura medicee, le uniche con la cinta completa in Italia, insieme a Lucca, Ferrara e Bergamo.

«Il problema dell’accessibilità riguarda tutti – aggiunge Lorella – non solo per un fatto di civiltà e di accoglienza, ma anche perché banalmente a chiunque può capitare di doversi muovere per un periodo in carrozzella o con le stampelle. Poi ci sono gli anziani e altre disabilità, come quelle visive. Un non vedente o un ipovedente difficilmente potrà salire le scale della Cavallerizza se non accompagnato.

Ci sono gli accessi per i diversamente abili da altre parti delle mura, è vero e va detto, ma non sono funzionali anche solo per la distanza, alla fruizione della cavallerizza. Qualcuno mi ha detto che sono una rompiscatole, ma perché anche sulle mura non è stato lanciato un concorso di idee come per la scalinata del Duomo? In quel caso ha funzionato. Ci abbiamo messo 13 anni, ma alla fine ci siamo riusciti».

Peraltro, qualche anno fa, i ragazzi del Manetti-Porciatti di Grosseto, insieme al collegio dei Geometri, parteciparono al progetto nazionale Fiaba, per l’abbattimento delle barriere architettoniche, proprio con un lavoro sulle Mura Medicee.

 

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