Case e strade abusive all'Argentario: arrivano i carabinieri Skip to content

Case e strade abusive all’Argentario: arrivano i carabinieri

Trovati immobili e annessi costruiti senza alcun permesso o autorizzazione, i primi accertamenti erano partiti ad agosto
Carabinieri durante i controlli

ORBETELLO. I rilievi hanno individuato 5 case con tanto di annessi e pertinenze. Come tettoie per rimesse, prefabbricati utilizzati come magazzini, una terrazza, strade e piazzole. Tutto costruito senza alcun permesso

Questo è quello che hanno rilevato durante un controllo i militari della stazione carabinieri forestale di Orbetello, insieme al personale dell’ufficio tecnico del Comune di Monte Argentario.

Gli accertamenti dei carabinieri erano cominciati nel mese di agosto. Dopo una prima segnalazione, i militari si erano subito mossi per individuare le opere e comprendere bene cosa stesse succedendo.

Nessun permesso, nessuna autorizzazione paesaggistica

Trattandosi di area tutelata, le costruzioni dovevano essere corredate anche dell’autorizzazione paesaggistica. Invece i committenti dei lavori avevano fatto costruire e cementificare senza richiederla. E agli uffici del Comune non era arrivato alcun documento che riguardasse quelle costruzioni.

I militari hanno effettuato i rilevi e, secondo i termini di legge, sono in arrivo i provvedimenti per i titolari dei terreni e delle opere.

Nei controlli si è rivelato importante anche il supporto tecnico del Comune. In un territorio come quello del Monte Argentario, sensibile alla preservazione dell’ambiente e possibile preda di un selvaggio abusivismo edilizio, il dialogo tra amministrazione e carabinieri si rivela sempre molto utile.

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati

Michela morì prima di vedere cosa sarebbe diventata la sua intuizione. Ora Mattarella arriva al Misericordia

Prima che si chiamasse Codice Rosa, al Misericordia di Grosseto le ginecologhe Michela Milianti e Zelinda Formica avevano capito che bisognava imparare a riconoscere la violenza anche dietro i silenzi delle donne. Giuseppe Mazzullo racconta la nascita dei primi protocolli e un documento aziendale del 2008 ne conserva la traccia. Una storia che riemerge alla vigilia della visita di Sergio Mattarella alla Stanza Rosa

Leggi di più