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A Sydney con il gelato artigianale made in Maremma

Arrivato in Australia come informatico, Emanuele Giannetti ha rivoluzionato tutto con la pandemia. Ora ha aperto “Gaia”, dove lavorano due italiane e dove il re è il gelato con ricette maremmane
Emanuele Giannetti gelateria Gaia a Sidney
A sinistra il giorno dell’inaugurazione. Nella foto a destra (da sinistra): Alfredo Cerboneschi, il figlio Samuele, Emanuele Giannetti, Brigitte Canins e il marito Manuele Presenti della Scuola gelato naturale

GROSSETO. Arriva da uno degli angoli più lontani della provincia Emanuele Giannetti. Da Monterotondo Marittimo, aveva puntato inizialmente su una carriera da informatico, ma con l’arrivo della pandemia, lo smartworking, i meeting online e la lontananza dalle persone gli hanno fatto definitivamente abbandonare l’idea di continuare.

Così è tornato in Maremma, ha fatto un corso intensivo alla Gelato naturale academy ed è ritornato sulla terra dei koala per dare un assaggio delle estati maremmane all’Australia. A due passi dal mare, la gelateria si chiama “Gaia” (come la dea della Terra), e non manca di ospitare un sano tocco di Toscana e Maremma. Emanuele l’ha inaugurata il 5 gennaio alle 14.

Da Monterotondo Marittimo a Sydney

Dopo l’Iti, Emanuele si è laureato a Bologna in discipline informatiche ed economiche nel 2009. Guardando subito fuori dalla sua Monterotondo e sfruttando l’aggancio del suo compaesano Alfredo Cerboneschi che già lavorava in Australia.

«Lui si era già trasferito – ricorda – io sono arrivato in Australia per la cosiddetta “Working holiday” poi sono rimasto a Sydney lavorando sempre nell’informatica».

Sidney
Una veduta di Sydney

Il lavoro procedeva bene, poi è arrivato il Covid, che ha rimesso in discussione tutto.

«Con il lavoro da casa ho iniziato ad annoiarmi tantissimo – racconta Emanuele – Sono rimasto in smartworking per altri 2 anni tornando solo qualche volta in ufficio. Durante la pandemia guardavo molti video su YouTube e ho iniziato a fare la pizza a casa. Ho deciso che qualcosa doveva cambiare e ho comprato un forno a gas per provare a farla da me. Ma di pizzerie qua già ce n’è un sacco, non lo vedevo molto probabile un futuro da pizzaiolo. Quindi ho riflettuto un attimo su cosa invece potessi fare con più successo, proponendo qualcosa di diverso, e ho deciso di puntare sul gelato».

Corso a Grosseto e stage a Porto Santo Stefano

Dopo qualche ricerca, Emanuele si è imbattuto nel corso di Manuele Presenti, titolare della gelateria Chiccheria e fondatore della “Scuola Gelato Naturale”.

«A ottobre 2022 sono tornato in Maremma e ho fatto due settimane intensive alla sua Gelato naturale academy. È stato un periodo intenso – racconta – Mi sono licenziato dal lavoro e con la ragazza con la quale convivevo il rapporto è andato in frantumi. Ho “raccattato i cocci” e con parte dei soldi ricavati dalle vendite delle attività che avevo insieme a lei, ho finanziato il progetto del gelato».

Emanuele Giannetti gelateria Gaia Sidney Manuele Presenti
Emanuele Giannetti e Manuele Presenti

Il progetto si è concretizzato negli ultimi mesi del 2023.

«Nel frattempo ho fatto pratica a casa – dice Emanuele Giannetti – Facevo il gelato con le ricette dei corsi. Poi, sono tornato a giugno-luglio e ho fatto uno stage in gelateria da “Pozioni di neve” a Porto Santo Stefano, per qualche weekend. Tornato ad agosto in Australia ho iniziato a fare sul serio. E finalmente ho trovato il posto giusto per la gelateria a metà ottobre».

Poi a novembre ha ottenuto le chiavi e ha iniziato a fare i lavori, molti con le proprie mani.

«Ho iniziato a rimettere a posto gli interni, doveva essere rifatto tutto – dice Emanuele – Ho cercato di fare il più possibile da solo, come le panche o la cornice della lavagna del menu. Per il resto mi sono avvalso di professionisti. In un mese e mezzo abbiamo messo tutto a posto. Ho preso a noleggio i primi macchinari e abbiamo fatto una prima apertura “soft” con gli amici».

Gaia gelato sidney
Emanuele Giannetti nella gelateria Gaia

 

Emanuele e il gelato made in Maremma

Emanuele Giannetti abita in Australia ormai da 14 anni e ha notato che anche quello che lì viene venduto come “gelato italiano” spesso parte da ingredienti solubili, non naturali. Insomma, anche il gelato più “artigianale” era sempre troppo industriale.

Quello che proporrà tramite Gaia sarà invece fatto lavorando ingredienti naturali, con metodo italiano, senza utilizzare nessun semilavorato. Per il locale, tramite associazioni di italiani locali, Emanuele ha trovato anche due ragazze connazionali che lo aiuteranno dietro al bancone. Gaia, quindi, parlerà decisamente italiano. 

Emanuele Giannetti e il team di Gaia
Emanuele Giannetti e il team di Gaia

Il designer di interni che si è occupato degli arredi e dei colori, poi, rifacendosi all’origine del gelato, si è ispirato alla natura. Il colore principale è un verde chiaro, che ricorda quello di un prato. «A Gaia è tutto naturale – dice Emanuele – cerchiamo di utilizzare meno plastica possibile, cerchiamo di riciclare tutto. Il tavolo, per esempio, è fatto con i pancali. Con alcuni oggetti ho voluto richiamare la Toscana e la sua rusticità: alcuni sono volutamente imprecisi, per questo».

Bella l’Australia ma la Maremma

Emanuele Giannetti, anche se non ha perso l’accento della mai dimenticata Maremma, oramai è naturalizzato australiano. Anche se non esclude un ritorno. «Per i prossimi 2 anni almeno sarò completamente assorbito dal progetto della gelateria – dice Emanuele – ma per il futuro avrei qualche idea per tornare in Maremma, magari per la stagione estiva, nel settore dell’ospitalità».

A Sidney ha sempre il suo amico Alfredo che lo supporta dal punto di vista contabile. E per la gelateria ha fatto affidamento anche su altri due amici sempre italiani e su un australiano che gli può dare direttamente una mano per il negozio. «Qua mi trovo bene – conclude – È vero che 14 anni fa le cose costavano molto meno anche qui e il costo della vita si è alzato, ma il tasso di disoccupazione in fondo è basso e anche gli effetti delle crisi globali ci toccano spesso meno che altri paesi. Mi manca la Maremma ma non vedo l’ora di far assaggiare il nostro pistacchio, il nuovo pane burro e marmellata».

Così anche gli australiani, grazie a Emanuele, assaggeranno cosa è il vero gelato. Non c’è ice cream che tenga.

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