Acciaieria Metinvest, Lavoro&Ambiente contro la Via esclusa | MaremmaOggi Skip to content

Nuova acciaieria, è scontro sulla Via: «La Regione ha fatto un passo falso»

La lista civica di Sabrina Nigro contesta la scelta della Toscana, richiama il caso dell’ex Ilva di Taranto e chiede garanzie sulla salute
Il rendering del progetto Metinvest a Piombino
Il rendering del progetto Metinvest a Piombino

PIOMBINO. La nuova acciaieria può rappresentare un’occasione per il futuro industriale di Piombino, ma non può nascere attraverso scorciatoie nelle procedure ambientali. È questa la posizione della lista civica Lavoro&Ambiente, di cui fa parte l’ex assessora Sabrina Nigro, che interviene sulla decisione della Regione Toscana di non sottoporre il progetto Metinvest Adria alla procedura ordinaria di Valutazione di impatto ambientale.

Una scelta che la lista civica contesta apertamente, pur riconoscendo la necessità di dare risposte ai lavoratori e alle imprese di un territorio che da anni attende una prospettiva concreta di rilancio industriale.

«Abbiamo sempre creduto nella necessità di una reale diversificazione economica per il nostro territorio, ma siamo consapevoli che la siderurgia ha segnato profondamente la nostra storia e l’identità stessa di Piombino. Un passato che non possiamo rinnegare», spiegano da Lavoro&Ambiente.

Il problema, dunque, non è il ritorno della produzione siderurgica, quanto piuttosto il percorso scelto per arrivare alla realizzazione del nuovo stabilimento.

«La tutela ambientale non è un ostacolo burocratico»

La Regione Toscana ha concluso la verifica di assoggettabilità del progetto Metinvest Adria stabilendo che non è necessaria una VIA ordinaria, pur prevedendo una serie di prescrizioni ambientali che dovranno essere rispettate nelle successive fasi.

Una decisione accolta favorevolmente dall’amministrazione comunale del sindaco Francesco Ferrari, che la considera un passaggio importante per accelerare l’iter autorizzativo. Ma Lavoro&Ambiente la pensa diversamente.

«Riteniamo che la scelta della Regione Toscana di escludere la nuova acciaieria dalla procedura ordinaria di Valutazione di impatto ambientale, seppur motivata dall’esigenza di accelerare i tempi, rappresenti un passo falso».

E aggiunge: «La tutela dell’ambiente e della salute pubblica non dovrebbe mai essere percepita come un freno burocratico da superare per stringere i tempi dei cronoprogrammi, bensì come il pilastro su cui fondare un’industria davvero moderna e integrata con la città».

Una posizione che mette al centro il rapporto tra sviluppo economico e salvaguardia del territorio, soprattutto in una città nella quale il peso dell’industria continua a convivere con le conseguenze ambientali del passato.

Piombino è ancora un Sin e le bonifiche sono una questione aperta

A preoccupare la lista civica è soprattutto la particolare condizione ambientale dell’area industriale piombinese, inserita nel Sito di interesse nazionale (Sin), dove il tema delle bonifiche resta da anni uno dei nodi principali della riconversione.

«Parliamo di un’area complessa che attende da troppi anni bonifiche profonde e che necessita della massima attenzione», sottolinea Lavoro&Ambiente, secondo cui proprio questa situazione dovrebbe rendere indispensabile il ricorso ai percorsi di verifica più rigorosi, accompagnati da trasparenza e partecipazione.

La preoccupazione è che la necessità di recuperare il tempo perduto sul fronte industriale possa finire per comprimere gli approfondimenti ambientali, anziché considerarli una garanzia per la città e per lo stesso investimento.

Il precedente dell’ex Ilva di Taranto e la sentenza della Cassazione

Nel comunicato viene richiamata anche la vicenda dell’ex Ilva di Taranto, tornata al centro dell’attenzione nazionale dopo la sentenza del 29 ottobre con cui la Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi delle società contro il provvedimento che dispone la sospensione dell’attività produttiva dell’area a caldo.

Una decisione che conferma la centralità della tutela della salute e dell’ambiente e che Lavoro&Ambiente considera un monito da non ignorare.

«Quella vicenda ci deve insegnare che non si possono ammettere scorciatoie autorizzative, poiché i controlli parziali rischiano inevitabilmente di compromettere sia la salute della popolazione sia la stessa stabilità del lavoro».

Il richiamo a Taranto, secondo la lista civica, serve a ricordare come le garanzie ambientali non siano soltanto una questione di salute pubblica, ma rappresentino anche una condizione fondamentale per assicurare continuità e prospettive all’occupazione.

L’appello al sindaco e alla Regione: «Una Via ordinaria sarebbe una garanzia»

L’intervento arriva in un momento particolarmente delicato per il futuro della siderurgia piombinese. Metinvest ha infatti confermato la volontà di proseguire il progetto, ma sta cercando nuovi partner industriali e finanziari, non essendo più nelle condizioni di sostenerne da sola il ruolo di principale investitore.

È in questo scenario, nel quale la città attende ancora di conoscere chi realizzerà concretamente la nuova acciaieria, che Lavoro&Ambiente chiede di non sacrificare il rigore delle verifiche ambientali in nome della rapidità.

«Se il nuovo progetto per Piombino è solido, innovativo e orientato alla sostenibilità, una Via ordinaria non rappresenterà un ostacolo, ma una certificazione di qualità per tutta la comunità».

Da qui l’appello al sindaco Francesco Ferrari e alla Regione Toscana affinché l’urgenza del rilancio industriale sia accompagnata da un altrettanto forte impegno sulla prevenzione e sulla tutela ambientale.

«Solo attraverso un impegno concreto e responsabile sarà possibile costruire un futuro in cui il lavoro, la salute e il rispetto dell’ambiente possano finalmente camminare insieme».

Un nuovo intervento che alimenta il confronto sul progetto siderurgico e pone una questione destinata ad accompagnare anche le prossime fasi dell’investimento: come garantire il ritorno dell’acciaio a Piombino senza ripetere gli errori ambientali del passato.

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