ROCCASTRADA. Ci sono quelli che vanno nel bosco e tornano con quattro castagne, quelli che camminano per ore e riportano a casa soltanto un gran mal di gambe. E poi c’è Francesco Neri, che nel bosco ci va e torna con un porcino che, più che un fungo, sembra una bistecca già pronta per finire in padella.
Settecentodiciotto grammi. Sì, proprio 718. Tutti insieme, in un unico porcino, con il gambo e la cappella perfettamente intatti. Un piccolo capolavoro della natura, di quelli che quando li trovi ti fermi a guardarli, poi li riguardi e infine, per sicurezza, li pesi.
È successo lunedì 26 ottobre, nei boschi intorno a Torniella, dove Francesco ha messo a segno un ritrovamento che farebbe venire l’acquolina in bocca anche al più distratto degli appassionati.
Il posto del ritrovamento? Segreto di Stato
Naturalmente, davanti a un porcino del genere, la prima domanda è inevitabile: ma dove l’hai trovato? Francesco sorride e risponde come ogni cercatore di funghi che si rispetti. «L’ho trovato nel bosco, dove non si dice».
E non c’è verso di fargli cambiare idea.
Del resto, chi conosce la tradizione dei fungaioli sa benissimo che certi posti non si rivelano nemmeno sotto tortura. Si possono raccontare il peso, le dimensioni, il colore della cappella e persino il menu della cena. Ma le coordinate del ritrovamento, quelle no.
Nel caso di Francesco, la riservatezza ha anche una ragione di prudenza: evitare che persone poco esperte, senza conoscere il territorio, si avventurino in zone boschive dove è facile perdere l’orientamento.
Meglio dunque lasciare il mistero dov’è. E godersi il fungo.
Dopo la pioggia, i boschi tornano a regalare porcini
Il ritrovamento arriva in un momento particolarmente atteso dagli appassionati. Dopo le piogge dei giorni scorsi, infatti, la stagione dei funghi sembra aver ripreso slancio. I boschi tornano a offrire soddisfazioni a chi li frequenta con pazienza, esperienza e un buon paniere.
E la speranza dei cercatori è che le condizioni favorevoli continuino ancora, regalando altre giornate di raccolta prima che la stagione finisca.
Certo, non tutti possono sperare di imbattersi in un porcino da oltre sette etti, per giunta così bello e integro.
Ma è proprio questo il bello della ricerca: puoi camminare per ore senza trovare niente e poi, quando meno te lo aspetti, eccolo lì. Il fungo che ripaga tutta la fatica.
E che, una volta tornato a casa, diventa inevitabilmente protagonista di fotografie, racconti e discussioni su come cucinarlo.
«Ci vengono le bistecche di porcino»
E arriviamo alla questione più importante. Perché trovare un porcino di 718 grammi è una soddisfazione enorme. Ma decidere come mangiarlo è una faccenda altrettanto seria. Risotto? Tagliatelle? Trifolato? Alla griglia?
Francesco non ha bisogno di pensarci nemmeno un secondo. «Ci vengono le bistecche di porcino – dice – fritto è la miglior cosa».
E come dargli torto? Con una cappella di quelle dimensioni, tagliare delle belle fette, passarle nella panatura e farle dorare in padella è una prospettiva che mette immediatamente d’accordo tutti.
Altro che bistecca alla fiorentina: a Torniella, almeno per una sera, la protagonista della tavola sarà una gigantesca bistecca di porcino.
Croccante fuori, morbida dentro. E con quel profumo di bosco che è impossibile confondere.
Buon appetito Francesco. Con un pizzico d’invidia
Non sappiamo quanti saranno i fortunati invitati a condividere il bottino di Francesco. Una cosa, però, è certa: 718 grammi di porcino non passano inosservati, né nel bosco né a tavola.
A Francesco Neri vanno i complimenti per il ritrovamento e l’augurio che la stagione continui a regalargli altre soddisfazioni.
E a lui, e soprattutto a chi avrà la fortuna di sedersi alla sua tavola, non possiamo che dire una cosa: buon appetito!
Con un pizzico d’invidia, naturalmente. Perché va bene raccontare le notizie, ma davanti a una bella bistecca di porcino fritto anche il giornalista più rigoroso rischia di perdere la propria imparzialità.





