Priamo Ulmi, storia del medico che non abbandonò Grosseto | MaremmaOggi Skip to content

Curava i grossetani anche sotto le bombe: la storia del dottor Priamo Ulmi

Volti di Maremma. Dalle campagne alla città, curava chi aveva bisogno anche mettendo a rischio la propria vita. Quando morì, nel 1981, il duomo si riempì di gente per l’ultimo saluto
Priamo Ulmi e il vecchio ospedale di Grosseto, oggi sede dell'università
Priamo Ulmi e il vecchio ospedale di Grosseto, oggi sede dell’università

di ROSSANO MARZOCCHI

GROSSETO. Il valore di una persona spesso si misura dalla folla presente ai suoi funerali. Così disse anche Alessandro Magno in occasione delle esequie di Filippo il macedone.

Storia d’altri tempi, rivissuta a Grosseto l’8 giugno 1981, in occasione della messa funebre del dottor Priamo Ulmi, celebrata nel duomo cittadino alla presenza di tanta, tantissima gente.

Da Grosseto alla laurea in medicina

Priamo nasce a Grosseto nel 1903 da Ulisse Ulmi, un uomo che riuscirà a crearsi una posizione diventando titolare di un’armeria e imprenditore agricolo. È il primogenito di cinque fratelli: Silvestro, morto giovanissimo di tubercolosi, Mauro, Elio, Rosina e Aldo, morto col suo aereo in una missione di guerra nei cieli africani.

All’età di ventiquattro anni, Priamo si laurea a Siena con 110 in medicina, poi diventa assistente volontario all’Ospedale Misericordia di Grosseto e nel 1928 medico condotto di Campagnatico.

Si sposa con Luciana Gobbini, che morirà nel 1958, e nel 1930 nasce il suo unico figlio, Ulisse, anche lui valente medico a Grosseto dal 1955 al 2002.

Nel 1930 vince la condotta nel Comune di Grosseto per la frazione di Istia d’Ombrone, dove resta fino al 1948, quando vincerà quella per la città di Grosseto.

Il medico che non lasciò Grosseto durante la guerra

Durante la guerra è incaricato per oltre tre anni del servizio medico interinale di Batignano e, per un breve periodo, anche di quello di Montepescali.

Durante il periodo dei bombardamenti aerei, con l’occupazione tedesca e quella alleata, si fa apprezzare per la dedizione, l’altruismo e lo spirito di servizio, tanto che non abbandona mai il posto di lavoro, rispondendo anche con grave pericolo della vita a chiamate che giungono da ogni parte delle campagne, essendo i medici titolari sfollati in località lontane da Grosseto.

Una vita al servizio della città

Membro del Consiglio Provinciale di Sanità dal 1941 1943, Ulmi è anche medico sportivo dell’Unione Sportiva Grosseto, medico fiduciario delle Ferrovie e di altre compagnie.

Muore all’età di settantotto anni, contornato dai suoi affetti: il figlio Ulisse, la nuora Marisa, i nipoti Monica e Andrea, medico dentista, anche lui con lo studio nella stessa via centrale in cui l’avevano avuto il nonno Priamo e il babbo.

E in qualche modo Grosseto lo ricorda ancora. Perché Priamo volle donare al Comune lo spazio di piazza Lulli per realizzare il campo da basket che ancora esiste e attira tantissimi giovani che amano lo sport.

Un’eredità di affetti che vive ancora

Se, come afferma il Foscolo nei Sepolcri “poca gioia ha nell’urna chi non lascia eredità di affetti”, è possibile affermare che a molti anni di distanza dalla morte del dottor Ulmi, i ricordi nei suoi confronti sono ancora vivi, intensi e carichi d’affetto.


   


Rossano Marzocchi, nota biografica

Rossano Marzocchi è nato e vive a Grosseto. Giornalista pubblicista, già direttore di banca, è un attento studioso e cultore di storia locale, tematica che da molti anni tratta su quotidiani e periodici legati al territorio.

Grosseto notizie locali

In particolare, dal 2011 al 2025, su La Nazione Grosseto ha ripercorso ogni domenica le vite di uomini e donne che hanno segnato la Maremma, raccontando negli anni le storie di oltre seicento personaggi.

È membro delle redazioni del settimanale Toscana Oggi/Rinnovamento e del mensile Maremma Magazine, del consiglio di amministrazione della Fondazione Luciano Bianciardi e dell’Arciconfraternita di Misericordia di Grosseto.

Ha ricoperto in passato incarichi pubblici e istituzionali, tra i quali membro della Commissione Toponomastica del Comune di Grosseto, della Commissione consultiva del Teatro Comunale degli Industri e commissario dell’Azienda Farmaceutica Comunale. Per il suo impegno per il territorio, nel 2005 è stato insignito anche dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica.

È autore, inoltre, di numerosi saggi che affondano la penna nella Maremma e nella sua gente. Tra questi, Vite nel vento – Storie e persone che hanno segnato l’ultimo secolo in Maremma” (Polistampa, 2009), acquisito anche dalle biblioteche statunitensi delle Università di Princeton, Harvard e Yale, nonché dalla Library of Congress e dalla New York Public Library; Maremma voce dell’anima – Il linguaggio della nostra terra (Innocenti Editore, 2017); La storia dei Grifoni – Sessant’anni del premio della Proloco di Grosseto, scritto insieme a Umberto Carini (Innocenti Editore, 2018).

Nel 2025, La Nazione ha pubblicato il  libro da lui curato “Storie di Maremma – Grosseto e la sua terra nei volti dei protagonisti”, che raccoglie una selezione di articoli dell’autore tra quelli pubblicati nel tempo per il giornale.

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