di ROSSANO MARZOCCHI
GROSSETO. Un popolo di poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori. Queste le parole che svettano sul Palazzo della Civiltà Italiana a Roma.
C’è un popolo ricco di cultura e talento dentro questa frase, c’è l’Italia con le sue contraddizioni, c’è la Maremma con la sua tenacia, c’è Mauro Mancini con la sua storia.
Da Castiglioncello a Grosseto
Nato a Castiglioncello nel 1927 da Bianca Benedetti e Giovanni, capostazione di prima classe delle Ferrovie, per il lavoro del padre si trasferisce presto a Grosseto, andando ad abitare nella palazzina della stazione, in un appartamento che affaccia proprio sotto l’orologio.
Nel dopoguerra comincia a scrivere sui giornali Fronte della Gioventù, Vie Nuove e Canapone. Apprezzato reporter, passa alla Nazione e con la moglie Roberta si stabilisce nel cuore di Firenze, in Por Santa Maria.
Il giornalismo e la grande passione per il mare
Mentre segue le vicende del Paese della fine degli anni Sessanta, coltiva una fortissima passione per il mare, tanto che progetta un barchino a vela, il Piviere, di cui vengono prodotti vari esemplari. È anche ispiratore e autore della collana “Navigare lungo costa”, simbolo della cultura del mare in Italia negli anni Settanta. Sarà proprio il mare a segnare tragicamente il suo destino.
Poi arriva l’oceano col Surprise
Poi arriva l’oceano col Surprise.
È il 19 gennaio 1978, quando da Mar del Plata, in Argentina, decide di affrontare l’oceano con Ambrogio Fogar sull’imbarcazione Surprise. Al largo delle Falkland l’imbarcazione viene colpita e danneggiata gravemente da un branco di orche. I due afferrano al volo ciò che possono prima che la barca affondi e si gettano sul gommone di salvataggio, che va alla deriva per settantaquattro infiniti giorni. Il 2 aprile, una nave greca li individua e li trae in salvo: Fogar ha perso venticinque chili e Mancini, che ne ha persi quarantuno, anche a causa di una polmonite, due giorni dopo muore.
L’ultimo saluto di Grosseto a Mauro Mancini
La città di Grosseto non può far altro che dare l’ultimo saluto a quella persona buona e generosa che è per tutti Mauro Mancini, e lo fa con un imponente funerale in cattedrale, prima della sepoltura nel cimitero della Misericordia, in un’elegante tomba in onice, accanto ai suoi genitori.
Rossano Marzocchi, nota biografica
Rossano Marzocchi è nato e vive a Grosseto. Giornalista pubblicista, già direttore di banca, è un attento studioso e cultore di storia locale, tematica che da molti anni tratta su quotidiani e periodici legati al territorio.
In particolare, dal 2011 al 2025, su La Nazione Grosseto ha ripercorso ogni domenica le vite di uomini e donne che hanno segnato la Maremma, raccontando negli anni le storie di oltre seicento personaggi.
È membro delle redazioni del settimanale Toscana Oggi/Rinnovamento e del mensile Maremma Magazine, del consiglio di amministrazione della Fondazione Luciano Bianciardi e dell’Arciconfraternita di Misericordia di Grosseto.
Ha ricoperto in passato incarichi pubblici e istituzionali, tra i quali membro della Commissione Toponomastica del Comune di Grosseto, della Commissione consultiva del Teatro Comunale degli Industri e commissario dell’Azienda Farmaceutica Comunale. Per il suo impegno per il territorio, nel 2005 è stato insignito anche dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica.
È autore, inoltre, di numerosi saggi che affondano la penna nella Maremma e nella sua gente. Tra questi, Vite nel vento – Storie e persone che hanno segnato l’ultimo secolo in Maremma” (Polistampa, 2009), acquisito anche dalle biblioteche statunitensi delle Università di Princeton, Harvard e Yale, nonché dalla Library of Congress e dalla New York Public Library; Maremma voce dell’anima – Il linguaggio della nostra terra (Innocenti Editore, 2017); La storia dei Grifoni – Sessant’anni del premio della Proloco di Grosseto, scritto insieme a Umberto Carini (Innocenti Editore, 2018).
Nel 2025, La Nazione ha pubblicato il libro da lui curato “Storie di Maremma – Grosseto e la sua terra nei volti dei protagonisti”, che raccoglie una selezione di articoli dell’autore tra quelli pubblicati nel tempo per il giornale.







