ORBETELLO. L’epidemia che ha colpito gli allevamenti di pesce della costa toscana viene riconosciuta come un evento eccezionale, assimilabile a una calamità naturale, e per le aziende danneggiate si apre ora la possibilità di ottenere un contributo economico. Una misura che interessa direttamente anche la Maremma, con gli impianti di Orbetello e Castiglione della Pescaia, oltre a quelli di Piombino e del Golfo di Follonica.
Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha infatti riconosciuto il carattere eccezionale dell’epidemia di lattococcosi che ha interessato gli impianti toscani di acquacoltura e maricoltura nel 2024 e nel 2025.
Per far fronte alle conseguenze provocate dalla diffusione della batteriosi sono stati quindi attivati contributi compensativi destinati alle imprese che hanno subito perdite rilevanti della produzione.
Gli aiuti anche agli allevamenti della Maremma
La misura è destinata alle micro, piccole e medie imprese che gestiscono impianti di acquacoltura e maricoltura nei territori individuati dal provvedimento.
Tra questi ci sono Orbetello e Castiglione della Pescaia, due aree nelle quali il settore ittico e l’allevamento rappresentano una componente importante dell’economia locale. Gli aiuti riguardano inoltre gli impianti di Piombino, con particolare riferimento al Golfo di Follonica.
Il riconoscimento dell’eccezionalità dell’epidemia permette adesso alle aziende che rispettano i requisiti previsti di chiedere un ristoro per i danni subiti nelle due annualità interessate.
Per ottenere il contributo serve una perdita superiore al 30%
Non tutte le imprese colpite potranno però accedere automaticamente agli aiuti. La condizione fondamentale è l’entità del danno subito.
Per ciascuno degli anni interessati, quindi sia per il 2024 sia per il 2025, l’epidemia deve aver determinato una riduzione superiore al 30% della produzione lorda vendibile.
La perdita viene calcolata prendendo come riferimento la media triennale ricavata dal quinquennio precedente a ciascuna annualità, eliminando dal conteggio l’anno con il valore più alto e quello con il valore più basso.
Un meccanismo pensato per ricostruire il livello produttivo ordinario dell’impresa e quantificare così il danno effettivamente provocato dall’emergenza sanitaria.
Necessaria una perizia asseverata
La perdita non potrà essere semplicemente dichiarata dall’azienda. Alla domanda dovrà infatti essere allegata una perizia asseverata, redatta da un professionista esperto regolarmente iscritto al relativo Albo professionale.
Sarà questa documentazione a dover attestare la sussistenza della riduzione produttiva richiesta per accedere agli aiuti.
Anche l’importo del contributo non sarà uguale per tutte le aziende: il sostegno economico verrà determinato sulla base della perdita di reddito calcolata individualmente per ciascuna impresa.
Domande entro il 26 settembre
I tempi, però, sono strettissimi.
Le imprese interessate devono presentare la richiesta entro le 13 di sabato 26 settembre 2026.
Le domande possono essere trasmesse esclusivamente per via telematica attraverso il portale Artea, utilizzando il modello ID 72.
Per gli allevamenti ittici della costa toscana colpiti dalla lattococcosi si apre così una possibilità concreta di recuperare almeno una parte delle perdite accumulate durante due anni particolarmente difficili. E per le aziende della Maremma e della Val di Cornia restano ormai pochi giorni per presentare la richiesta.





