Treni sulla Tirrenica, ritardi fino a 310 minuti dopo un fulmine | MaremmaOggi Skip to content

Un fulmine ferma il treno, la Tirrenica va in tilt per ore: ritardi fino a 310 minuti

Un fulmine mette fuori servizio il Regionale Veloce Pisa-Roma, poi il caos si propaga sulla linea: ritardi fino a 310 minuti, cancellazioni e coincidenze perse. Il Comitato Pendolari chiede a RFI e Trenitalia di spiegare perché siano servite oltre tre ore per liberare la Tirrenica
La stazione di Grosseto con un Intercity sul binario 3
La stazione di Grosseto con un Intercity sul binario 3

GROSSETO. Un fulmine dura pochi istanti. Sulla linea Tirrenica, però, le sue conseguenze si sono trascinate per ore, fino a produrre ritardi che hanno raggiunto addirittura i 310 minuti, cancellazioni, coincidenze perse e disagi che si sono fatti sentire ancora nella mattina successiva.

È quanto accaduto giovedì 17 settembre, quando una scarica ha messo fuori servizio il Regionale Veloce 4133 Pisa-Roma tra Vada e Cecina. Un evento imprevedibile, come riconosce lo stesso Comitato Pendolari Costa Tirrenica. Ma è quello che è successo dopo a finire adesso sotto la lente dei viaggiatori.

La domanda posta dal Comitato è precisa: perché sono state necessarie più di tre ore per liberare la linea e spostare il convoglio fermo?

Il fulmine colpisce il Rock e il treno resta fermo

Secondo le testimonianze raccolte dal Comitato, la scarica avrebbe danneggiato la catena di alimentazione del Rock, impedendo al macchinista di rialzare entrambi i pantografi.

Il convoglio sarebbe quindi rimasto alimentato esclusivamente dalle batterie. Le luci erano disponibili, ma non la climatizzazione, la normale produzione di aria compressa e il funzionamento delle toilette. Ma è soprattutto la durata delle operazioni di soccorso a provocare la protesta.

Il RV 4133 risulta fermo dalle 14.22. Per recuperarlo, secondo quanto ricostruito dal Comitato, è stato impiegato un altro Rock destinato al servizio regionale verso Piombino, con la conseguente soppressione di quella corsa.

Il Comitato richiama inoltre le procedure RFI, che prevederebbero anche la possibilità di utilizzare un treno commerciale compatibile per trainare o spingere il convoglio guasto, proprio allo scopo di ridurre i tempi necessari al soccorso. Da qui la domanda: «Come è possibile che siano state necessarie oltre tre ore per spostare il treno da Vada a Cecina?»

Ritardi mostruosi: un Regionale arriva a +310 minuti

Nel frattempo, però, il problema di un singolo convoglio si è propagato lungo la Tirrenica. E sono proprio i numeri riportati dal Comitato a dare la dimensione della giornata vissuta dai viaggiatori.

A Orbetello, nel pomeriggio, sui tabelloni comparivano 205 minuti di ritardo per l’Intercity 511 e addirittura 310 minuti per un Regionale.

Ancora alle 19.18 a Livorno Centrale venivano segnalati treni con 160, 125, 105 e 95 minuti di ritardo. Secondo il Comitato, inoltre, gli aggiornamenti della Regione Toscana hanno documentato per tutta la serata cancellazioni e ritardi superiori alle due ore.

Una situazione che ha avuto conseguenze molto concrete per chi viaggiava: coincidenze perse a Roma Termini, collegamenti verso il Sud saltati e difficoltà anche per chi doveva raggiungere l’aeroporto di Fiumicino.

I disagi continuano anche venerdì 18 settembre

E il problema non si è esaurito con il ritorno alla normalità della circolazione. Gli strascichi della giornata di giovedì si sono infatti fatti sentire anche oggi, venerdì 18 settembre.

Secondo quanto riportato dal Comitato, RFI registrava il Regionale 19431 Grosseto-Orbetello cancellato e il 19406 Orbetello-Livorno cancellato in partenza da Orbetello, con il servizio poi effettuato più a nord.

Un’altra mattinata difficile, dunque, per una parte dei pendolari della costa.

Il Comitato chiede a RFI e Trenitalia tutta la cronologia

Dopo una giornata del genere, il Comitato Pendolari Costa Tirrenica chiede ora risposte precise a RFI e Trenitalia. Non viene contestata la causa iniziale del guasto. Il punto è capire quanto tempo sia trascorso tra l’incidente e l’attivazione effettiva del soccorso.

Sono tre, in particolare, le informazioni richieste: quando è stato domandato il soccorso, quando è stato individuato il treno soccorritore e quanto tempo è stato necessario per effettuare l’accoppiamento e liberare la linea. «Il fulmine è durato un istante – sottolinea il Comitato –. I suoi effetti sulla Tirrenica si sono trascinati per ore e, per i pendolari, fino alla mattina successiva».

Una Tirrenica già finita più volte nel mirino dei pendolari

L’episodio arriva dopo mesi difficili per chi utilizza quotidianamente la linea Tirrenica. Il Comitato aveva già denunciato cancellazioni, ritardi, collegamenti spezzati durante i cantieri e pesanti difficoltà per chi si sposta tra la Maremma, la Val di Cornia, Livorno e Roma.

Questa volta, però, la questione posta è differente: non riguarda la programmazione dei lavori o gli orari, ma la capacità della linea di assorbire un evento imprevisto senza trasformare il guasto di un singolo convoglio in un problema destinato a propagarsi per ore.

Ed è proprio su questo che i pendolari chiedono adesso chiarezza. «Occorre capire cosa non abbia funzionato – conclude il Comitato – e soprattutto come ridurre drasticamente i tempi di sgombero, perché su una linea strategica come la Tirrenica un singolo guasto non può produrre conseguenze di questa portata».

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