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SUBGarden: l’efficienza nei sistemi d’irrigazione

Siamo abituati a vedere l’acqua arrivare dall’alto, ma forse il modo migliore per irrigare un giardino è proprio quello che non si vede. A San Vincenzo SUBGarden ha trasformato questa intuizione in una tecnologia capace di portare l’acqua direttamente alle radici
L’acqua solo dove serve: la rivoluzione di SUBGarden

SAN VINCENZO. Ci sono gesti che appartengono così tanto alla nostra quotidianità da sembrare quasi inevitabili. Innaffiare il giardino è uno di questi: quando arriva il momento, partono gli irrigatori, l’acqua viene distribuita sul prato, le superfici si bagnano e, dopo qualche ora, tutto torna apparentemente come prima. È il modo in cui siamo abituati a pensare all’irrigazione e, per moltissimi giardini, continua a essere una soluzione apparentemente efficace.

Ma essere abituati a una tecnologia non significa necessariamente che quella tecnologia rappresenti l’unica strada possibile.

È proprio da qui che parte la sfida di SUBGarden, realtà di San Vincenzo guidata da Fausto Favilli, che ha scelto di guardare all’irrigazione da un’altra prospettiva: non più l’acqua distribuita dall’alto, ma l’acqua portata direttamente nel terreno, nella zona dove le piante possono utilizzarla davvero.

Una sorta di rivoluzione silenziosa, perché la cosa più interessante del sistema SUBGarden è proprio questa: quasi tutto ciò che lo rende innovativo, alla fine, non si vede. Si capisce, dunque, come siamo di fronte a un vero e proprio “nuovo modo di irrigare”.

 

Che cos’è davvero la subirrigazione

Detto in maniera semplice, la subirrigazione è un sistema che porta l’acqua sotto la superficie del terreno, direttamente nella zona interessata dalle radici, attraverso una rete di tubazioni dotate di gocciolatori.

La differenza rispetto alla classica irrigazione a pioggia è tutta qui, ma le conseguenze sono importanti: l’acqua non deve attraversare l’aria prima di arrivare al terreno e non viene distribuita indiscriminatamente su tutto ciò che trova lungo il percorso. Il sistema SUBGarden lavora in profondità e sfrutta la distribuzione per capillarità, con un rilascio lento e uniforme dell’acqua nella zona radicale.

«L’obiettivo – spiega Favilli – è portare l’acqua dove serve, quando serve e nella quantità necessaria». E qui si comprende perché parlare semplicemente di “un altro impianto di irrigazione” sarebbe riduttivo. La subirrigazione applicata al verde ornamentale cambia infatti il punto di partenza: non si cerca più di bagnare il prato, ma di idratare il terreno nella zona in cui il prato vive.

La subirrigazione porta l’acqua direttamente alle radici

 

Il prato c’è già? Nessun problema: il sistema arriva senza distruggerlo

È probabilmente uno degli aspetti più sorprendenti per chi non conosce questa tecnologia. L’idea di installare un impianto sotterraneo fa immediatamente pensare a scavi, terreno sollevato, prato distrutto e settimane di lavoro.

Con SUBGarden, invece, il presupposto è esattamente l’opposto.

L’azienda ha sviluppato un sistema di installazione brevettato che permette di intervenire anche su aree verdi già esistenti, realizzando nel terreno i solchi necessari per inserire le tubazioni senza dover “sventrare” il giardino. Un metodo non invasivo, pensato per preservare il manto erboso esistente.

È qui che entra in gioco il macchinario brevettato da SUBGarden: il lavoro può essere effettuato sia su un giardino ancora in fase di realizzazione sia su un prato già formato, rendendo quindi la subirrigazione una possibilità concreta di riconversione del verde già esistente.

«È importante far capire che non bisogna aspettare di rifare il giardino per cambiare sistema», sottolinea Favilli. Perché il prato che già c’è non è un ostacolo: può diventare, semplicemente, il punto di partenza. E anche quando esiste già un impianto tradizionale, la riconversione può permettere di riutilizzare parte delle linee di adduzione esistenti.

Prima, durante e dopo: gli interventi di SUBGarden

 

Meno acqua, meno energia: il risparmio corre su due fronti

Il primo vantaggio concreto della subirrigazione, e forse quello più immediatamente comprensibile, è il risparmio. Ma con la subirrigazione il conto non riguarda soltanto l’acqua: si risparmia su due fronti – quello idrico e quello energetico. Portando l’acqua direttamente nella zona radicale, infatti, il sistema riduce le dispersioni dovute a evaporazione, vento e ruscellamento e consente di risparmiare fino al 70% di acqua ed energia.

Il principio è semplice: se per mantenere verde un prato serve meno acqua, necessariamente servirà anche meno energia per movimentarla. L’ala gocciolante utilizzata da SUBGarden lavora a pressioni contenute e distribuisce l’acqua lentamente e in maniera uniforme direttamente nel terreno, senza dover affidare l’efficacia dell’irrigazione alla forza con cui l’acqua viene spruzzata nell’aria.

«Non dobbiamo dare meno acqua al prato, dobbiamo evitare di sprecare quella che gli diamo», spiega Favilli. E quando l’acqua viene utilizzata in maniera più efficiente, anche pompe e impianto lavorano meno. Il risultato è un sistema che punta a ridurre contemporaneamente consumi d’acqua, consumi energetici e costi di gestione, trasformando quello che normalmente è un costo necessario per mantenere bello il proprio giardino in un processo molto più efficiente.

Alcune fasi di realizzazione dell’impianto SUBGarden

 

Meno umidità in superficie, meno zanzare e problemi per il prato 

C’è poi un vantaggio che riguarda direttamente non solo la salute del verde, ma anche il modo in cui viviamo il giardino. Quando l’acqua viene distribuita dall’alto, foglie e superficie del terreno vengono inevitabilmente bagnate; con la subirrigazione, invece, l’acqua arriva direttamente nella zona radicale, mentre il prato può rimanere asciutto. 

Il risultato si traduce innanzitutto in condizioni meno favorevoli alla formazione di ristagni e allo sviluppo di alcune patologie fungine. Le foglie dell’erba rimangono asciutte e, allo stesso tempo, l’acqua non viene dispersa su vialetti, bordure o altre superfici che non hanno bisogno di essere irrigate. 

Ma c’è anche un altro effetto che si percepisce immediatamente, soprattutto nei mesi più caldi: meno umidità significa un ambiente meno favorevole alla presenza delle zanzare, tanto che con il sistema SUBGarden è possibile ridurre fino al 90% la presenza di zanzare sul tuo prato, senza l’uso di insetticidi.

 

 

Se il prato resta asciutto, cambia anche il modo di vivere il giardino

Un prato irrigato con un sistema tradizionale deve essere lasciato libero durante il ciclo di irrigazione. Ma con i sistemi SUBGarden, l’abbiamo detto, la superficie rimane asciutta: non ci sono getti d’acqua, non ci sono irrigatori che emergono dal terreno. Dunque, non è neppure necessario spostare continuamente lettini, poltrone, tavoli o altri arredi per consentire all’acqua di raggiungere il prato o per evitare che si rovinino.

E poi c’è un altro elemento spesso sottovalutato: il rumore. Gli irrigatori notturni appartengono ormai al paesaggio sonoro di molti giardini. La subirrigazione elimina invece il caratteristico rumore degli spruzzatori e consente di irrigare anche durante il giorno, in presenza di persone, senza interferire con la fruizione dello spazio.

 

Un impianto invisibile che punta a durare nel tempo

C’è poi tutto il tema della manutenzione. E qui la tecnologia utilizzata da SUBGarden gioca un ruolo fondamentale.

L’ala gocciolante Rain Bird XSF è auto-compensante, auto-pulente e dotata di protezione contro l’intrusione delle radici. Il sistema prevede inoltre punti di spurgo e lavaggio delle tubazioni che permettono di effettuare le operazioni di manutenzione senza dover intervenire sulla superficie del prato.

Un impianto progettato bene, dunque, non deve essere continuamente controllato o “inseguito” per capire dove si trova il problema. La filosofia di Favilli è quella di costruire un sistema che lavori in autonomia e che richieda controlli periodici, non una presenza costante.

SUBGarden prevede inoltre un anno di assistenza gratuita e, attraverso il contratto di manutenzione stagionale, una garanzia illimitata. È un dettaglio importante perché racconta anche il modo in cui l’azienda intende accompagnare il cliente: non limitandosi a consegnare un impianto, ma continuando a seguirne il funzionamento nel tempo.

 

Dal piccolo giardino alle grandi aree verdi: una tecnologia che può andare molto oltre

Oggi il cuore dell’attività di SUBGarden è soprattutto il verde ornamentale: giardini residenziali, strutture ricettive e aree verdi dove estetica, efficienza e possibilità di continuare a vivere gli spazi hanno un peso particolare. Ma la tecnologia non deve – e non può – fermarsi qui.

La subirrigazione può infatti trovare applicazione anche in aree verdi pubbliche e in contesti sportivi, dove il controllo dei consumi, l’uniformità dell’irrigazione e la possibilità di mantenere fruibile il manto erboso rappresentano esigenze altrettanto importanti.

E proprio il verde pubblico offre alcuni esempi particolarmente significativi: basti pensare alle rotatorie, alle aiuole strette e agli spartitraffico, superfici spesso difficili da irrigare in maniera precisa con un sistema tradizionale. L’acqua distribuita dall’alto può finire inevitabilmente anche sulle zone circostanti, dal manto stradale ai marciapiedi, mentre vento ed evaporazione contribuiscono ad aumentare le dispersioni. La subirrigazione, al contrario, permette di portare l’acqua direttamente nel terreno, nella zona interessata dalle radici, anche quando lo spazio verde è piccolo, stretto o caratterizzato da forme particolari.

È una prospettiva che Fausto Favilli guarda con particolare interesse, perché significa portare i vantaggi della tecnologia anche fuori dal giardino privato: meno acqua dispersa, maggiore precisione nella distribuzione e una gestione più razionale di spazi verdi che, proprio perché appartengono a tutti, hanno bisogno di essere curati con attenzione e sostenibilità.

Ed è probabilmente questo uno degli aspetti più interessanti del percorso intrapreso da SUBGarden: non limitarsi a proporre un impianto, ma contribuire a far conoscere una tecnologia e creare attorno a essa nuove competenze professionali. L’obiettivo dell’azienda è infatti mettere a disposizione progettazione, tecnologia, macchinari e supporto affinché anche i professionisti del settore possano avvicinarsi alla subirrigazione e imparare a lavorare con questo sistema in autonomia.

 

La rivoluzione più grande? Quella che, una volta finita, non si vede

Alla fine, forse, il punto è proprio questo.

Un buon impianto di irrigazione dovrebbe fare il proprio lavoro senza chiedere continuamente attenzione. Dovrebbe lasciare il prato libero, gli arredi al loro posto, le persone a godersi il proprio giardino e l’acqua a fare ciò per cui viene utilizzata: nutrire le radici.

SUBGarden parte da un principio tecnologico molto preciso, ma arriva a un risultato quasi poetico: rendere invisibile la complessità per restituire semplicità al giardino. Così, come nelle magie che tanto continuano ad affascinarci, il trucco c’è, ma non si vede: grazie a SUBGarden, l’acqua arriva dove serve, quando serve e senza farsi notare.

 


 

Via Pitagora 3, 57027 San Vincenzo (LI)

 


 

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