Dario Rosini nuovo direttore generale dell’Asl Toscana Sud Est | MaremmaOggi Skip to content

Dalla vecchia Asl 9 al vertice della maxi azienda: Giani sceglie il grossetano Dario Rosini

Ha diretto il personale dell’ex Asl 9 e nel 2016 ha gestito la fusione delle aziende sanitarie di Grosseto, Siena e Arezzo. Ora lascia la direzione amministrativa di Careggi per tornare nella Sud Est dalla porta principale. Sul tavolo trova la rivoluzione della chirurgia, gli equilibri tra le province e un bilancio da 94 milioni di perdita
Dario Rosini e l'ospedale Misericordia di Grosseto
Dario Rosini e l’ospedale Misericordia di Grosseto

GROSSETO. Per guidare una delle aziende sanitarie più grandi e complesse della Toscana, il presidente Eugenio Giani ha scelto un uomo che quella macchina la conosce già dall’interno, perché ha contribuito a costruirla quando le vecchie Asl di Grosseto, Siena e Arezzo furono riunite sotto un’unica direzione.

Sarà Dario Rosini, grossetano e attuale direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Careggi, il nuovo direttore generale dell’Asl Toscana Sud Est. La designazione è stata annunciata sabato 12 settembre dal presidente della Regione e dovrà ora completare il proprio iter istituzionale con il passaggio nella Conferenza aziendale dei sindaci e la comunicazione al Consiglio regionale.

Rosini non è ancora formalmente insediato, dunque, ma la scelta politica e amministrativa è stata compiuta. E arriva appena dodici giorni dopo l’inizio della gestione provvisoria affidata a Biancamaria Rossi, diventata direttrice generale facente funzioni il primo settembre, dopo il trasferimento di Marco Torre alla guida della Direzione sanità, welfare e coesione sociale della Regione.

Dalla vecchia Asl 9 di Grosseto alla guida della maxi azienda

La storia professionale di Rosini è profondamente legata alla sanità maremmana. Laureato in Economia e con un master in Management sanitario alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha sviluppato gran parte della propria carriera nel settore amministrativo, occupandosi soprattutto di organizzazione, personale e controllo di gestione.

Dopo le esperienze nel controllo di gestione dell’ex Asl 7 di Siena e dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Careggi, dal 2011 al 2015 ha diretto l’unità operativa Gestione del personale dell’allora Asl 9 di Grosseto.

Il passaggio decisivo è arrivato nel 2016, quando la riforma sanitaria regionale ha riunito le aziende di Grosseto, Siena e Arezzo nella nuova Asl Toscana Sud Est. Rosini ha gestito il processo di fusione e accorpamento della gestione del personale delle tre vecchie aziende, assumendo poi la direzione del Dipartimento Risorse umane della Sud Est.

Un incarico mantenuto fino all’aprile 2023, quando è tornato a Careggi come direttore amministrativo. Adesso compie il percorso inverso: lascia la grande azienda ospedaliero-universitaria fiorentina e rientra nella Sud Est, questa volta per assumerne la guida generale.

«Dario Rosini è una persona di grande competenza professionale – dice Giani –. Si è formato ed è cresciuto professionalmente proprio all’interno dell’Asl Sud Est, arrivando a svolgere funzioni di massima direzione. Con questo nuovo incarico viene promosso al rango di direttore generale».

Il presidente della Regione sottolinea soprattutto la conoscenza che Rosini ha già maturato dell’azienda e delle tre province che la compongono.

«Sono certo che la sua profonda conoscenza della macchina amministrativa e del territorio rappresenterà un valore aggiunto per la sanità delle province di Arezzo, Siena e Grosseto».

La Maremma torna al vertice della sanità di area vasta

Per Grosseto, però, la nomina ha anche un significato politico. La provincia era rimasta fuori dalla squadra di vertice costruita da Marco Torre nel marzo 2025: la direzione sanitaria era stata affidata all’aretina Barbara Innocenti, quella amministrativa alla senese Biancamaria Rossi, mentre alla guida dei servizi sociali era stata confermata Patrizia Castellucci, di San Giovanni Valdarno.

MaremmaOggi aveva allora raccontato l’assenza di dirigenti grossetani ai vertici dell’azienda, ricordando che tra i profili maremmani dotati dell’esperienza necessaria per ricoprire un incarico apicale c’era proprio quello di Rosini.

Il suo nome era tornato a circolare con insistenza dopo l’uscita di Torre. Insieme a Rosini, nella corsa per la direzione generale era comparso anche il grossetano Daniele Testi, direttore generale di Estar, mentre tra le possibili soluzioni veniva indicata anche la conferma di Biancamaria Rossi.

Giani ha scelto Rosini, riportando così un dirigente espressione professionale della Maremma nella posizione più alta dell’azienda che governa la sanità di Grosseto, Siena e Arezzo.

La richiesta di una guida imparziale tra i territori

La designazione arriva pochi giorni dopo l’appello di Anaao Assomed Toscana, che aveva chiesto al presidente della Regione di individuare una guida tecnica, autonoma e capace di garantire la massima imparzialità tra le diverse aree dell’azienda.

Il sindacato dei medici aveva descritto l’Asl Sud Est come una realtà attraversata da forti tensioni territoriali, nella quale il futuro direttore avrebbe dovuto costruire una sintesi tra province molto vaste, tredici presidi ospedalieri e comunità con esigenze profondamente differenti.

Rosini conosce bene quegli equilibri, ma proprio questa conoscenza renderà ancora più alte le aspettative nei suoi confronti. Dovrà dimostrare che la provenienza professionale grossetana non si tradurrà in una direzione condizionata dalla logica delle appartenenze e, allo stesso tempo, che la Maremma non continuerà a essere considerata un territorio periferico nelle scelte dell’area vasta.

Il primo nodo è la rivoluzione della chirurgia

Sulla scrivania del nuovo direttore generale troverà immediatamente uno dei dossier più controversi lasciati dalla precedente gestione: la riorganizzazione della rete chirurgica in provincia di Grosseto, approvata da Torre negli ultimi giorni del proprio mandato.

Il progetto prevede la concentrazione al Misericordia di Grosseto dell’attività oncologica, dell’alta complessità e di buona parte delle urgenze chirurgiche, mentre ridisegna le funzioni degli ospedali di Massa Marittima, Castel del Piano e Orbetello.

Una scelta che ha provocato una rivolta politica e istituzionale trasversale, con sindaci di centrodestra e centrosinistra uniti nel chiedere chiarimenti e un confronto prima che il nuovo assetto diventi definitivo.

Il nodo non riguarda soltanto la difesa dei presidi periferici. Gli amministratori hanno sottolineato anche il rischio che un ulteriore accentramento possa aumentare la pressione sul Misericordia, già alle prese con carenze di personale, liste d’attesa e difficoltà organizzative.

Rosini dovrà decidere se confermare integralmente il disegno lasciato da Torre, modificarlo o riaprire il confronto con i territori. Sarà probabilmente questo il primo banco di prova concreto della sua direzione.

Un’azienda con 94 milioni di perdita

Il nuovo direttore eredita inoltre una situazione economica particolarmente pesante. Il bilancio 2025 dell’Asl Toscana Sud Est si è chiuso con una perdita superiore a 94 milioni di euro, quasi 28 milioni in più rispetto all’anno precedente.

La Regione ha coperto integralmente il risultato negativo e il Collegio sindacale ha espresso parere favorevole sul bilancio, senza segnalare irregolarità. Ma i numeri mostrano comunque una crescita dei costi vicina ai 100 milioni di euro in un solo anno e un’azienda che, nella propria relazione, sostiene di non avere ulteriori margini significativi per comprimere la spesa.

A Rosini toccherà quindi tenere insieme sostenibilità economica e servizi, investimenti e carenze di personale, ospedali centrali e presidi periferici. Un compito che richiederà non soltanto competenze amministrative, ma anche la capacità politica di ricucire il rapporto con sindaci e territori.

Finisce la lunga attesa per il successore di Torre

Con la designazione di Rosini si chiude una partita aperta dall’estate, quando era stato annunciato il trasferimento di Marco Torre alla direzione regionale. Dal primo settembre Biancamaria Rossi ha garantito la continuità aziendale come facente funzioni, mentre intorno alla successione si rincorrevano nomi e indiscrezioni.

Adesso la scelta è stata fatta. Dopo avere diretto il personale dell’ex Asl 9, avere partecipato alla costruzione della maxi azienda e avere guidato l’amministrazione di Careggi, Dario Rosini torna nella Sud Est dalla porta principale.

La conoscenza della macchina rappresenta il suo vantaggio più evidente. Ma significa anche che non avrà bisogno di un lungo periodo per capire i problemi dell’azienda.

La riorganizzazione della chirurgia, gli ospedali periferici, le liste d’attesa, il personale, i conti e l’equilibrio tra Grosseto, Siena e Arezzo sono già tutti sul tavolo. E questa volta sarà lui a dover decidere.

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