Quando a Barbanella c'erano solo campi e un fossino: i cappuccini festeggiano 60 anni nel quartiere | MaremmaOggi Skip to content

Quando a Barbanella c’erano solo campi e un fossino: i cappuccini festeggiano 60 anni nel quartiere

Domenica 13 settembre la messa con il vescovo Bernardino apre il momento più atteso della 58ª Festa di Santa Lucia. Dal 1966 i frati hanno accompagnato la crescita del quartiere, dalle celebrazioni in una sala del “piazzalone” alla chiesa diventata punto di riferimento per intere generazioni
I frati cappuccini

GROSSETO. Quando i primi frati cappuccini arrivarono a Barbanella, la chiesa non c’era ancora. Nemmeno la canonica. Intorno c’erano campi, un fossino che attraversava quella parte di Grosseto e i primi palazzi popolari che cominciavano a riempirsi di famiglie arrivate dalla Maremma e dal Sud per costruirsi una nuova vita.

Sessant’anni dopo, quello che allora era un quartiere periferico è diventato uno dei cuori della città. E proprio lì, dove tutto è cominciato, domenica 13 settembre Barbanella festeggerà i sessant’anni di presenza dei frati minori cappuccini, nel giorno centrale della 58ª Festa di Santa Lucia.

Il momento più significativo sarà la messa all’aperto delle 11, presieduta dal vescovo Bernardino Giordano, che trasformerà la festa del quartiere anche in un grande momento di memoria collettiva.

Quando la messa si celebrava al “piazzalone”

La storia comincia il 21 agosto 1966, quando in Maremma arrivano i primi tre cappuccini: padre Vittore Lino Parri, padre Giorgio Pantini e padre Lamberto Bigagli.

L’ingresso ufficiale nella giovane parrocchia avverrà poche settimane dopo, il 4 ottobre, in una realtà completamente diversa da quella di oggi.

La parrocchia di Santa Lucia era nata da poco e mancavano gli edifici che oggi sembrano parte naturale del quartiere. Le celebrazioni si svolgevano in una sala messa a disposizione dalla circoscrizione, nel luogo che tutti chiamavano semplicemente il piazzalone.

I frati, invece, vivevano in un piccolo appartamento di via Cattaneo.

Era una Barbanella che oggi molti anziani ricordano ancora: poche strade, tanta campagna e un quartiere che cresceva insieme alle persone che lo abitavano.

Un quartiere cresciuto insieme ai frati

In questi sei decenni, la storia della parrocchia e quella di Barbanella si sono intrecciate fino a diventare quasi inseparabili.

I cappuccini hanno portato nel quartiere il loro stile fatto di semplicità, familiarità e vicinanza alle persone, accompagnando generazioni di famiglie nei battesimi, nei matrimoni, nei funerali e nella vita quotidiana.

Dopo padre Vittore si sono alternati alla guida della comunità padre Vasco Ristori, padre Mario Giovacchini, padre Luigi Senesi, padre Lamberto Fantoni, padre Francesco Borri e l’attuale parroco padre Valerio Mauro.

Accanto a loro hanno lasciato il segno molti altri frati, italiani e provenienti da diversi Paesi del mondo, tra cui padre Luka Aikara, arrivato dall’India, e i frati Theodul, Erik Mbwakibete e Agapit Tarimo, originari della Tanzania.

Un mosaico di volti e storie che ha contribuito a costruire l’identità della comunità.

La memoria diventa cammino

Le celebrazioni sono già entrate nel vivo. Giovedì sera la tradizionale processione di Santa Lucia si è trasformata anche in un viaggio nella storia del quartiere.

Tappa dopo tappa sono stati ricordati la nascita di Barbanella, l’arrivo dei cappuccini nel 1966 e la costruzione della chiesa, in un percorso pensato come rendimento di grazie per chi ha contribuito a far crescere la comunità.

Al termine della processione, padre Valerio Mauro ha lanciato un invito che guarda al futuro più che al passato: continuare a “sognare ancora”, perché la parrocchia possa restare una presenza viva nel quartiere.

La festa che unisce il quartiere

La Festa di Santa Lucia, arrivata alla 58ª edizione, continua a essere uno degli appuntamenti più sentiti di Barbanella.

Non è soltanto una ricorrenza religiosa. È il momento in cui il quartiere si ritrova, riscopre le proprie radici e ricorda come una comunità possa crescere attorno a un luogo diventato casa per migliaia di persone.

Sessant’anni dopo quell’agosto del 1966, quando i primi cappuccini arrivarono in una periferia ancora tutta da costruire, Barbanella continua a riconoscersi in quella storia.

E domenica la celebrerà insieme.

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