I carabinieri tornano alla sua porta. Ma stavolta hanno i pacchi pieni di spesa | MaremmaOggi Skip to content

I carabinieri tornano alla sua porta. Ma stavolta hanno i pacchi pieni di spesa

I militari erano entrati pochi giorni prima nella casa del sessantenne per notificargli un atto e avevano scoperto le sue difficoltà. Tornati in caserma hanno fatto una colletta e comprato generi alimentari: a raccontare il gesto sono stati i vicini
I carabinieri con i pacchi alimentari per il sessantenne

MONTIERI. Quando i carabinieri arrivano alla porta di casa di qualcuno, quasi mai è per portare una buona notizia. Devono notificare un atto giudiziario, controllare chi è sottoposto a una misura, qualche volta hanno il compito terribile di dire a una famiglia che è successa una tragedia.

È anche per questo che lunedì 7 settembre, quando l’auto di servizio dei carabinieri della stazione di Montieri si è fermata di nuovo davanti a un’abitazione dov’era stata vista soltanto pochi giorni prima, qualcuno tra i vicini si è preoccupato.

Che cosa era successo ancora?

Poi si sono aperte le portiere. E dalle mani dei militari sono comparse alcune scatole di cartone piene di cibo.

Dentro c’erano pasta, passata di pomodoro, tonno, verdure in scatola e altri generi alimentari. Una bella scorta, comprata mettendo insieme i soldi raccolti dai quattro carabinieri della stazione

Quella casa che i carabinieri non hanno dimenticato

La storia era cominciata qualche giorno prima, quando i militari avevano bussato alla porta di quell’abitazione per svolgere uno dei tanti compiti che fanno parte del loro lavoro.

Dovevano notificare un atto a un uomo di circa sessant’anni. Una volta entrati in casa, però, si erano trovati davanti a una situazione difficile da dimenticare una volta tornati in caserma.

Il sessantenne ha un grave problema alle gambe e non riesce a camminare. A causa della sua invalidità ha perso il lavoro e oggi vive in condizioni economiche estremamente difficili.

È già seguito dai servizi sociali. Riceve un pacco alimentare dalla Caritas, mentre il pagamento dell’affitto viene sostenuto dai servizi sociali e, per i prossimi due mesi, dal Comune. E anche i vicini e i suoi compaesani lo aiutano come possono.

Una rete che prova a tenere insieme una quotidianità diventata complicatissima

Quel giorno i carabinieri erano lì per consegnargli un atto, ma insieme al loro compito, i militari hanno visto anche tutto il resto. Hanno visto un uomo che non riesce più a lavorare, che ha difficoltà a muoversi anche in casa e che deve fare i conti ogni giorno con una condizione di indigenza.

Poi hanno chiuso la porta e sono tornati in caserma. Ma quella casa se la sono portata dietro.

La colletta in caserma

È stato una volta rientrati alla stazione che i militari hanno deciso che potevano fare qualcosa. Non servivano disposizioni, ordini di servizio o pratiche da compilare. Hanno semplicemente messo mano al portafoglio.

I quattro carabinieri hanno raccolto tra loro una somma di denaro e sono andati a fare la spesa. Hanno scelto alimenti che potessero durare: pasta, pomodoro, tonno, verdure conservate e tutto quello che poteva essere utile per riempire un po’ la dispensa di quell’uomo.

Poi hanno preparato alcune scatole e lunedì sono tornati. Quando se ne sono andati, i vicini dell’uomo sono andati a chiedergli se fosse tutto a posto. E lui ha raccontato tutto quello che era successo: della colletta fatta in caserma, della decisione di andare personalmente a fare la spesa e poi di consegnargliela. 

Stavolta, dietro la porta, c’era una buona notizia

L’auto dei carabinieri davanti a quella casa non poteva non essere notata. Montieri è un paese dove ci si conosce e dove quello che succede a pochi metri dalla propria porta difficilmente passa inosservato.

I vicini avevano visto i militari arrivare qualche giorno prima. Quando li hanno visti tornare, hanno pensato che ci fosse un altro problema.

Poi hanno visto quei pacchi. Ed è stato proprio uno dei vicini a raccontare quello che era successo, perché quel gesto non rimanesse chiuso tra le mura di una casa. Lo aveva saputo dal diretto interessato, dal sessantenne che si è visto arrivare i militari a casa con le scatole piene di cibo.

I quattro carabinieri, probabilmente, avrebbero continuato il loro servizio senza dire niente a nessuno. I vicini dell’uomo però, quando hanno saputo quello che avevano fatto i quattro militari, hanno voluto rendere loro un tributo. E ringraziarli, per un gesto che non ha bisogno di essere enorme per dire qualcosa di importante.

Lunedì 7 settembre quattro uomini in divisa sono tornati alla stessa porta alla quale, pochi giorni prima, avevano dovuto consegnare un atto giudiziario.

Solo che questa volta non avevano carte in mano ma avevano i pacchi della spesa.

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