GROSSETO. Quando sembrava ormai arrivato il momento di mettere definitivamente la parola fine alla mediazione sul centro sportivo di Roselle, la partita si riapre. O, almeno, viene concessa un’altra possibilità perché qualcosa possa cambiare. La chiusura ufficiale della procedura tra il Comune di Grosseto e l’Us Grosseto era fissata per martedì 8 settembre. Quell’appuntamento, però, non sarà più quello conclusivo.
La mediazione è stata infatti rinviata di circa un mese, ai primi giorni di ottobre. La nuova data dovrebbe essere fissata intorno al 5 ottobre, anche se al momento manca ancora la conferma definitiva.
Un rinvio tutt’altro che formale. Perché nelle ultime ore sarebbe emerso l’interesse di un soggetto privato per il centro sportivo di Roselle o per una parte dell’impianto.
I contorni della vicenda sono ancora tutti da definire. Non è noto chi sia il soggetto interessato, quale sia esattamente la proposta avanzata né quale parte del centro sportivo possa eventualmente essere coinvolta. Ma la novità è sufficiente a impedire che domani, 8/9, la mediazione venga definitivamente dichiarata conclusa.
Il Comune: «Arrivata una proposta di ulteriore confronto»
Da Palazzo comunale, per il momento, non trapelano dettagli. L’amministrazione conferma però che qualcosa è effettivamente cambiato rispetto allo scenario delle ultime settimane.
«È arrivata una proposta di ulteriore confronto, rispetto alla quale la giunta sta facendo le proprie valutazioni», è l’unico commento che arriva al momento dal Comune.
Poche parole, ma sufficienti a certificare che la porta che sembrava ormai definitivamente chiusa è rimasta socchiusa.
La giunta dovrà ora capire quale sia la consistenza della proposta, se esistano concretamente le condizioni per proseguire il confronto e, soprattutto, se la nuova ipotesi possa tutelare l’interesse dell’amministrazione.
Il giallo della prima fideiussione e il secondo no
Il nuovo colpo di scena arriva dopo un’estate nella quale la vicenda del centro sportivo ha cambiato direzione più volte. La mediazione era stata avviata dopo la revoca della concessione disposta dal Comune nei confronti dell’Us Grosseto, conseguenza della risoluzione del mutuo da parte di Banca Tema e dell’accollo del debito residuo da parte dell’amministrazione comunale.
Alla fine di luglio le parti erano sembrate vicinissime a trovare un’intesa. Poi era esploso il caso della fideiussione risultata falsa, finito con una denuncia alla Guardia di finanza.
Il Grosseto aveva sostenuto di essere stato a sua volta vittima di una truffa da parte del broker al quale si era rivolto per ottenere la garanzia. Nonostante quanto accaduto, il Comune aveva concesso alla società un’ultima possibilità, chiedendo la presentazione entro il 12 agosto di una nuova fideiussione valida.
Il documento era arrivato nei termini, ma anche la seconda garanzia era stata respinta dall’amministrazione, che l’aveva ritenuta non conforme alle condizioni richieste.
A quel punto la strada della mediazione sembrava definitivamente arrivata al capolinea.
Il Grosseto doveva lasciare Roselle entro l’8 settembre
La decisione presa ad agosto prevedeva anche un’altra scadenza fondamentale: entro l’8 settembre l’Us Grosseto avrebbe dovuto rilasciare il centro sportivo. La stessa giornata avrebbe dovuto segnare la conclusione formale della procedura di mediazione.
Ora il rinvio introduce inevitabilmente un elemento nuovo.
Bisognerà capire, innanzitutto, se lo slittamento della mediazione avrà conseguenze anche sui tempi e sulle modalità di riconsegna dell’impianto oppure se i due percorsi resteranno distinti.
La revoca della concessione, infatti, non era stata cancellata durante i mesi del confronto. Il Grosseto era rimasto a Roselle sulla base delle successive decisioni assunte dal Comune mentre si tentava di trovare una soluzione alla controversia.
Ed è proprio su questo punto che saranno decisive le valutazioni che la giunta sta compiendo in queste ore. È evidente che servirà una nuova delibera.
Chi è il privato interessato a Roselle
È il nuovo interrogativo che si aggiunge a una vicenda già complessa. Al momento non ci sono elementi sufficienti per stabilire quale forma possa assumere l’interesse del soggetto privato emerso nelle ultime ore.
Resta soprattutto da capire quale sia la natura della proposta arrivata nelle ultime ore. L’interesse di un soggetto privato, infatti, non potrebbe tradursi automaticamente nel trasferimento della concessione del centro sportivo, che resta legata al rapporto tra Comune e Us Grosseto. Un eventuale nuovo affidamento a un soggetto diverso dovrebbe rispettare le procedure previste per la gestione dei beni e dei servizi pubblici, quindi servirebbe una gara. È quindi possibile che la proposta riguardi un’operazione differente, eventualmente collegata soltanto a una parte del centro o ai rapporti economici con l’attuale concessionario. Ed è proprio su questo che la giunta sta facendo le proprie valutazioni.
È anche per questo che il rinvio di un mese assume un peso particolare. Se si trattasse soltanto di prendere atto del mancato accordo tra Comune e Grosseto, non ci sarebbe molto altro da discutere. La decisione di non chiudere la mediazione l’8 settembre indica invece che la proposta arrivata sul tavolo viene considerata almeno meritevole di approfondimento.
Un dato però c’è: senza questa novità, l’8 settembre la mediazione sarebbe stata chiusa. L’arrivo della proposta ha invece convinto le parti a concedersi altro tempo.
Un mese per capire se esiste ancora un accordo possibile
La nuova scadenza porta la vicenda direttamente a ottobre.
E il calendario diventa particolarmente delicato perché il 6 ottobre è fissata anche l’udienza davanti al giudice civile nella causa tra le parti.
Se la chiusura della mediazione sarà effettivamente collocata nei primissimi giorni di ottobre, Comune e Grosseto arriveranno dunque a ridosso dell’appuntamento in tribunale con un’ultima finestra aperta. Tutto dipenderà dalla proposta arrivata in queste ore e dalle valutazioni della giunta.
Dopo la revoca della concessione, il contenzioso, il tentativo di accordo, la fideiussione falsa e la seconda garanzia respinta, la storia del centro sportivo di Roselle regala così un altro colpo di scena proprio alla vigilia di quella che avrebbe dovuto essere la sua conclusione.




