GROSSETO. Il 12enne che ha avuto un malore in spiaggia a Principina a mare è ricoverato al Meyer di Firenze. È in rianimazione, ma le sue condizioni sono stabili.
Lotta per la vita, anche a causa di patologie pregresse, accanto a lui i genitori. In grande apprensione anche i bagnini che lo hanno strappato alla morte con grande professionalità.
Ieri, sabato 29 agosto, erano più o meno le 16, dal fischio al tuffo in acqua sono passati pochissimi secondi.
Tanto che alcuni bagnanti quasi non si sono accorti di cosa stesse succedendo: hanno sentito il richiamo e subito dopo hanno visto il bagnino Giulio Filicetti già vicino al bambino per soccorrerlo.
Il piccolo, 12 anni, aveva avuto un malore mentre si trovava in mare con i genitori, che lo hanno portato in braccio verso la riva. Il bagnino ha visto la situazione ed è corso verso di loro, portando il bambino sul bagnasciuga e iniziando immediatamente le manovre per rianimarlo.
Intanto una collega, che aveva capito immediatamente la gravità della situazione, era già andata a prendere il defibrillatore e il pallone Ambu. Una volta portato il dodicenne sulla spiaggia, è iniziato il lavoro di squadra: Filicetti ha asciugato il bambino per poter utilizzare il Dae, impostato in modalità pediatrica.
Il bambino soccorso sul bagnasciuga
Una volta portato fuori dall’acqua, il dodicenne è stato posizionato sul bagnasciuga per permettere ai soccorritori di intervenire. Da quel momento il soccorso è diventato un lavoro di squadra: i bagnini e i bagnanti hanno iniziato a chiudere gli ombrelloni del lido Le Dune, per poter far atterrare l’elisoccorso, e ad allontanare i curiosi per permettere le manovre che hanno salvato la vita del bambino.
«Ho visto i genitori che portavano il bambino e sono corso verso di loro, urlando alla mia collega di portare il defibrillatore – dice Filicetti – Ho avuto molta adrenalina durante il soccorso, perché so che dalla mia preparazione dipende la vita delle persone».
Tra le persone intervenute c’è anche un turista volontario della Croce Rossa di Torino, che si trovava sul posto e ha collaborato insieme ai bagnini e al personale sanitario presente tra i bagnanti.
«Sono stati tutti molto professionali – dice il soccorritore torinese – Faccio i complimenti ai bagnini, perché si vede che hanno seguito i corsi di primo soccorso per intervenire nei casi di annegamento. Hanno utilizzato subito il Dae e iniziato le manovre. Io ho aiutato allontanando le persone dai bagnini mentre stavano facendo le manovre».
Un bagnante presente sulla spiaggia ha provveduto ad allertare i soccorsi. L’elisoccorso ha trasportato il bambino al Meyer di Firenze in codice rosso.
«Quando succede bisogna essere più che preparati»
Mentre una parte dei soccorritori si occupava del bambino, gli altri bagnini e alcune delle persone presenti hanno lavorato per tenere lontani i curiosi e liberare lo spazio necessario all’arrivo dei mezzi di soccorso e all’atterraggio dell’elisoccorso.
Un intervento nel quale la rapidità è stata fondamentale, ma che ha mostrato soprattutto quanto possa fare la differenza essere preparati quando un’emergenza avviene davvero.
«L’allenamento pratico è importantissimo – racconta Filicetti – La formazione in aula è fondamentale, ma quando succede qualcosa bisogna sapere davvero cosa fare. Questo lavoro non è un gioco: bisogna essere sempre più che preparati, perché è quello che fa la differenza. Quando ho visto i genitori con il figlio in braccio sono corso immediatamente verso di loro e ho capito subito la criticità della situazione».
E sulla spiaggia ogni passaggio è avvenuto come tante volte era stato provato durante i corsi: dal recupero in acqua all’arrivo del Dae, fino al lavoro coordinato delle persone intervenute. Una preparazione che, nel momento in cui il dodicenne ha avuto bisogno di aiuto, ha permesso a professionisti, volontari e bagnini di trasformarsi in un’unica squadra di soccorso, che ha salvato una vita.



