CASTAGNETO CARDUCCI. Un premio nazionale dedicato al giornalismo d’inchiesta, ai temi della legalità, dei diritti e dell’ambiente e soprattutto a chi sceglie di raccontarli attraverso articoli, video e podcast. Nasce a Castagneto Carducci il Premio giornalistico nazionale Gianpaolo Boetti, intitolato al giornalista, già redattore capo de La Stampa e ideatore, insieme alla collega Elisabetta Cosci, del festival “Le vie del Giornalismo”.
Il premio presentato a Castagneto Carducci
Il Premio è stato presentato ufficialmente proprio durante Le vie del Giornalismo, la manifestazione alla quale Boetti aveva dato vita e che testimonia il suo profondo legame con Castagneto Carducci, luogo nel quale amava trascorrere molto del suo tempo.
Il lancio dell’iniziativa è avvenuto al termine della presentazione del romanzo Generose anime di eroi di Gianni Riotta, amico e collega di Boetti ai tempi de La Stampa e oggi membro della giuria del Premio.
Insieme a Riotta hanno presentato l’iniziativa la sindaca di Castagneto Carducci Sandra Scarpellini, la funzionaria comunale Silvia Guerrini e le giornaliste Cristina Caccia, moglie di Boetti, ed Elisabetta Cosci.
Un premio per difendere il giornalismo d’inchiesta
Voluta dal Comune di Castagneto Carducci, l’iniziativa nasce con un duplice obiettivo: mantenere viva la memoria di Gianpaolo Boetti e trasmettere alle nuove generazioni i valori di un giornalismo libero, rigoroso e rispettoso dei principi professionali ed etici che hanno caratterizzato tutta la sua carriera.
La prima edizione sarà dedicata alle inchieste scritte, video inchieste e podcast radiofonici sui temi della legalità, affrontati in rapporto ai diritti umani e civili, alle attività economiche e alla tutela dell’ambiente.
Potranno concorrere i lavori pubblicati, trasmessi o diffusi tra il 1° luglio 2025 e il 30 marzo 2026.
Il Premio guarda in particolare agli studenti e alle studentesse delle scuole di giornalismo riconosciute dall’Ordine dei giornalisti, ma la partecipazione è aperta anche a tutti i giornalisti maggiorenni.
In palio 2mila euro
Le candidature dovranno essere presentate alla segreteria del Premio entro il 31 marzo 2027.
All’inchiesta giudicata migliore sarà assegnato un riconoscimento di 2.000 euro. È inoltre previsto un premio speciale per una giornalista o un giornalista d’inchiesta, che sarà individuato direttamente dalla giuria.
È possibile partecipare singolarmente oppure in gruppo, fino a un massimo di tre persone, presentando un solo lavoro.
Il Premio ha ottenuto il patrocinio della Regione Toscana e dell’Ordine nazionale dei giornalisti.
Chi era Gianpaolo Boetti
Nato a Carcare, in provincia di Savona, nel 1942, Gianpaolo Boetti è morto il 22 novembre 2024 dopo una vita trascorsa nel giornalismo.
Aveva cominciato giovanissimo come correttore di bozze alla storica Gazzetta del Popolo, dove era stato successivamente assunto come praticante. Diventato giornalista professionista nel 1970, aveva lavorato nella redazione Esteri e partecipato all’autogestione della Gazzetta, arrivando a ricoprire l’incarico di redattore capo.
Nel 1984 era passato alla redazione Cronache italiane de La Stampa. Con il direttore Gaetano Scardocchia era diventato caposervizio, poi vicecaporedattore con Paolo Mieli e, durante la direzione di Ezio Mauro, redattore capo. Un incarico mantenuto fino alla pensione, nel 2002, durante la direzione di Marcello Sorgi.
Ma la pensione non aveva interrotto il suo rapporto con il giornalismo. Boetti aveva collaborato alla realizzazione di un innovativo progetto didattico di avvicinamento all’informazione al liceo classico Alfieri di Torino e, in occasione dei 160 anni dalla fondazione della Gazzetta del Popolo, aveva pubblicato il volume Gazzetta del Popolo – Le voci dentro.
Aveva inoltre partecipato attivamente alla vita delle istituzioni della categoria e del sindacato, ricoprendo per due mandati l’incarico di consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti e successivamente quello di consigliere dell’Inpgi.
A Castagneto Carducci aveva infine costruito, insieme alla collega Elisabetta Cosci, una delle esperienze alle quali era maggiormente legato: il festival “Le vie del Giornalismo”.
Ora proprio da Castagneto parte un premio che porta il suo nome e prova a consegnare alle nuove generazioni di cronisti ciò che Boetti ha rappresentato per tutta la sua carriera: la convinzione che il giornalismo abbia ancora il compito di cercare, verificare, approfondire e raccontare ciò che spesso resta nascosto.





