Sol.Tiox, salta la commissione a Follonica: «Maggioranza in pezzi» | MaremmaOggi Skip to content

Sol.Tiox e acciaierie, la commissione salta ancora: «La maggioranza non ha i numeri nemmeno sulle vertenze del lavoro»

Manca il numero legale nella commissione sull’Accordo di programma dell’ex Venator. Era già successo sulla siderurgia di Piombino. L’opposizione attacca: «Istituzioni bloccate proprio sulle vertenze decisive per centinaia di lavoratori»
Lo stabilimento della Venator a Scarlino
La Sol Tiox e l’area del Casone

FOLLONICA. Prima la siderurgia di Piombino, adesso il futuro della Sol.Tiox, l’ex Venator. Due vertenze industriali che coinvolgono direttamente il comprensorio follonichese e centinaia di lavoratori, due commissioni consiliari convocate per affrontarle e, in entrambi i casi, lo stesso epilogo: seduta saltata per mancanza del numero legale.

È durissimo l’attacco dell’opposizione alla maggioranza che governa Follonica dopo quanto accaduto oggi, venerdì 28 agosto, quando la riunione congiunta delle commissioni Prima, Terza e Quarta, convocata per affrontare l’Accordo di programma relativo al sito Sol.Tiox, non ha potuto proseguire proprio per l’assenza del numero necessario di consiglieri.

«Ancora una volta – denunciano dall’opposizione – perché la maggioranza non è stata in grado di garantire la presenza dei propri consiglieri».

L’Accordo di programma e le proposte che non arrivano

Al centro della commissione avrebbe dovuto esserci una questione tutt’altro che secondaria: il futuro industriale e occupazionale del sito dell’ex Venator, oggi Sol.Tiox, e quindi le prospettive dei lavoratori che negli ultimi anni hanno attraversato una lunga fase di difficoltà e incertezza.

L’opposizione sostiene di avere chiesto da tempo, anche formalmente e attraverso comunicazioni via mail, di conoscere quali proposte intendesse avanzare l’amministrazione comunale nell’ambito dell’Accordo di programma, considerando la possibilità per ciascun Comune di integrarlo con un proprio progetto.

Richieste che, secondo la ricostruzione dei consiglieri, sarebbero rimaste senza risposta.

La commissione avrebbe quindi dovuto rappresentare il momento nel quale finalmente mettere le carte sul tavolo. Ma, sostengono ancora dall’opposizione, alle domande rivolte durante la seduta sulle eventuali proposte dell’amministrazione, il dirigente comunale avrebbe chiarito che non risultava alcuna proposta presentata dal Comune.

Soltanto dopo la conclusione della commissione, denunciano, sarebbe comparso «un foglio con una proposta».

«Le nostre proposte sono già protocollate»

L’opposizione rivendica invece di aver già depositato alcune proposte, che sarebbero quindi formalmente agli atti del Comune.

I punti riguardano principalmente il rafforzamento dei controlli ambientali, la tutela delle acque e la possibilità del loro riutilizzo.

L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un percorso nel quale la prosecuzione e lo sviluppo dell’attività industriale possano procedere insieme alla tutela del territorio.

«Per noi non esiste una contrapposizione tra lavoro e ambiente – spiegano –. Al contrario, crediamo che il futuro industriale del territorio debba poggiare proprio sulla capacità di tenere insieme questi due aspetti, garantendo prospettive occupazionali alle lavoratrici e ai lavoratori e, allo stesso tempo, rafforzando le garanzie ambientali necessarie per la comunità».

Prima Sol.Tiox, prima ancora le acciaierie di Piombino

A rendere politicamente ancora più pesante quanto accaduto è soprattutto il precedente.

La stessa situazione, infatti, si era verificata sulla vertenza della siderurgia di Piombino.

L’opposizione aveva presentato una proposta di ordine del giorno pronta per essere sottoposta al voto del Consiglio comunale. La maggioranza aveva scelto di non votarla immediatamente, rinviando il confronto in commissione per arrivare eventualmente a un documento condiviso.

Una strada sulla quale l’opposizione aveva dato la propria disponibilità.

Ma quando la commissione era stata convocata, anche quella seduta era saltata perché la maggioranza non era riuscita a garantire il numero legale.

Ed è proprio la successione dei due episodi a trasformare, secondo le opposizioni, quello che potrebbe apparire come un problema organizzativo in una questione politica.

«Due vertenze diverse, entrambe fondamentali per il nostro comprensorio e per centinaia di lavoratrici e lavoratori – attaccano –. Due occasioni nelle quali chi governa Follonica avrebbe dovuto dimostrare presenza, serietà e capacità di assumersi le proprie responsabilità».

«Non è più una semplice difficoltà organizzativa»

Il giudizio sulla maggioranza diventa quindi durissimo.

«Per due volte abbiamo assistito allo stesso spettacolo: istituzioni bloccate perché la maggioranza non riesce nemmeno a garantire il proprio funzionamento. Questa non è una semplice difficoltà organizzativa. È una superficialità che non possiamo accettare da chi ha il dovere di governare la città».

L’opposizione assicura che continuerà a seguire entrambe le vertenze, quella dei lavoratori Sol.Tiox e quella della siderurgia di Piombino e del suo indotto, presentando proposte e chiedendo un confronto all’amministrazione.

Ma pone anche una condizione politica elementare: perché il confronto possa esistere, le commissioni devono essere messe nelle condizioni di lavorare e la documentazione deve essere disponibile prima delle riunioni.

Ed è qui che arriva l’affondo finale: «Follonica e il suo territorio non possono permettersi una maggioranza in pezzi, senza idee e assente proprio quando ci sarebbe più bisogno di chi governa».

Una polemica che, dopo il secondo stop consecutivo su due delle principali vertenze industriali che interessano il territorio, sposta inevitabilmente il confronto dal merito dei singoli dossier alla tenuta politica e alla capacità operativa della maggioranza in Consiglio comunale.

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