Ecografie al seno, Azione denuncia: «Nessun posto disponibile, neppure a un anno» | MaremmaOggi Skip to content

Ecografie al seno, Azione denuncia: «Nessun posto disponibile, neppure a un anno»

Il caso sollevato da Azione Grosseto riguarda le prescrizioni per i controlli programmati: «Il problema non è soltanto superare i tempi previsti, ma trovare le agende completamente chiuse». Deli chiede ad Asl e Regione trasparenza sulle attese e un accesso più semplice ai percorsi di tutela
Ludmila Deli, direttivo provinciale Azione Grosseto

GROSSETO. Non un appuntamento troppo lontano, fissato dopo mesi di attesa, ma nessun appuntamento. Neppure spingendo la ricerca fino a un anno di distanza. È questa la situazione denunciata da Azione Grosseto per alcune donne che cercano di prenotare un’ecografia mammaria di controllo annuale prescritta dal medico con priorità P, cioè programmata.

A sollevare il problema è Ludmila Deli, del direttivo provinciale di Azione Grosseto, che mette al centro della denuncia non soltanto il tema delle liste d’attesa, ma anche quello dell’accessibilità delle procedure previste quando il sistema sanitario non riesce a garantire la prestazione nei tempi indicati.

Perché, sostiene Azione, un percorso di tutela esiste, ma per una cittadina che prova semplicemente a prenotare un esame non è affatto scontato sapere come attivarlo.

Il problema delle ecografie mammarie a Grosseto

La situazione segnalata riguarda le donne in possesso di una prescrizione medica per un’ecografia mammaria con classe di priorità P – Programmata.

«Molte cittadine – denuncia Azione Grosseto – si trovano davanti a un sistema di prenotazione che non offre alcuna disponibilità: non una semplice lunga attesa, ma nessun appuntamento libero, in nessuna delle date proposte, nemmeno a un anno di distanza».

Un problema che, secondo il partito, assume una particolare rilevanza quando si parla di prevenzione e diagnosi precoce, perché la prescrizione di un controllo periodico risponde alla necessità di mantenere una continuità negli accertamenti.

I 120 giorni e la differenza con lo screening mammografico

Azione fa anche una distinzione importante, per evitare di sovrapporre percorsi sanitari differenti. Per le prestazioni di primo accesso con classe P – Programmata, ricorda il partito, la normativa regionale prevede un tempo massimo di 120 giorni, fermo restando che tempi e modalità devono essere verificati rispetto alla specifica prestazione riportata sulla prescrizione.

Altro percorso è invece quello dello screening mammografico organizzato, rivolto alle donne nelle fasce d’età previste dal programma regionale, effettuato su chiamata e senza necessità della prescrizione del medico. Ecografia mammaria prescritta e screening mammografico, dunque, non sono la stessa cosa. Ed è proprio su questa distinzione che Azione concentra la propria denuncia: il problema segnalato riguarda chi ha già una prescrizione e tenta di prenotare la prestazione attraverso i normali canali.

«Non si superano i tempi, l’agenda non c’è»

Secondo Azione Grosseto, il punto più delicato è proprio questo. «Qui non si tratta di uno sforamento dei 120 giorni – sottolinea Deli –. Si tratta dell’assenza totale di un’agenda disponibile». Una situazione differente dalla tradizionale lista d’attesa: la cittadina non riceve una data molto lontana, ma rischia di trovarsi davanti a una ricerca senza risultati.

Ed è in quel momento, sostiene Azione, che dovrebbe essere il sistema stesso a indicare chiaramente cosa fare. «Se un servizio non riesce a garantire un accesso nei tempi previsti dalla sua stessa classe di priorità – spiega il partito – deve esistere, e deve essere conosciuta, una strada alternativa».

Il percorso di tutela dell’Asl

Questa strada, evidenzia Azione Grosseto, è già prevista dall’Azienda Usl Toscana Sud Est. Quando la prima disponibilità proposta non rispetta i tempi massimi previsti, può essere attivato il cosiddetto percorso di tutela, attraverso la presa in carico della richiesta e la ricerca di una soluzione alternativa. Secondo quanto ricostruito da Azione, entra in gioco l’Help Desk, il retro-sportello del Cup, che deve individuare una possibilità e successivamente ricontattare la persona.

Il nodo, però, sarebbe nelle modalità con cui questa procedura viene attivata e soprattutto nella sua conoscibilità. «L’Azienda stessa precisa – sostiene Azione – che questo percorso non si attiva prenotando online o in farmacia: bisogna rivolgersi di persona agli sportelli Asl o al Cup telefonico». In caso di mancata tutela, viene inoltre indicato il 116117, che non rappresenta un ulteriore sistema per prenotare direttamente la prestazione, ma può essere utilizzato per segnalare il mancato rispetto del percorso previsto.

«Una cittadina deve sapere subito cosa fare»

Ed è qui che, secondo Deli, emerge un secondo problema, che va oltre il numero degli esami disponibili. Le procedure di tutela rischiano di essere poco conosciute proprio dalle persone che dovrebbero utilizzarle. «Il problema è che tutto questo, una cittadina qualsiasi, non lo sa – dice Azione Grosseto –. Lo si scopre solo andando a cercare la normativa. E una tutela che esiste solo sulla carta, o che richiede di conoscerne a memoria i passaggi, non è una tutela: è un ostacolo in più». Per Azione, dunque, non basta che la procedura sia formalmente prevista: dovrebbe comparire automaticamente nel momento in cui il sistema di prenotazione non riesce a proporre un appuntamento compatibile con la priorità indicata sulla ricetta.

Le cinque richieste di Azione ad Asl e Regione

Da qui le richieste rivolte all’Azienda Usl Toscana Sud Est e alla Regione Toscana. Azione chiede innanzitutto la pubblicazione di dati aggiornati e facilmente leggibili sui tempi d’attesa per ecografie e mammografie mammarie nelle province di Grosseto, Arezzo e Siena, suddivisi per zona o distretto, struttura e classe di priorità. Nei dati, secondo il partito, dovrebbero essere evidenziate anche le situazioni nelle quali non risultano agende aperte.

La seconda richiesta riguarda proprio il percorso di tutela, che dovrebbe diventare visibile già durante la prenotazione online: se il sistema non trova disponibilità entro i tempi previsti, dovrebbe spiegare immediatamente all’utente come ottenere la presa in carico. Azione domanda poi che venga garantita l’effettiva gestione di tutte le richieste che non possono essere soddisfatte nei tempi previsti, applicando le procedure regionali e aziendali già esistenti.

Tra le proposte c’è anche quella di valutare, quando necessario, un ricorso temporaneo alle strutture private accreditate, con l’obiettivo di aumentare l’offerta e ridurre l’eventuale arretrato. Infine, il partito chiede trasparenza sulla situazione del personale: dotazione organica, posti vacanti e difficoltà di reclutamento nei settori della radiologia e della senologia dell’Asl Toscana Sud Est, per comprendere quanto pesino rispettivamente problemi organizzativi e carenza di professionisti.

«La prevenzione ha bisogno di esami accessibili»

La denuncia si chiude con un richiamo alle campagne dedicate alla salute e alla tutela delle donne, che secondo Azione devono essere accompagnate da servizi concretamente accessibili durante tutto l’anno.

«Ogni anno, l’8 marzo e il 25 novembre, si moltiplicano le dichiarazioni sull’importanza delle donne e sulla necessità di proteggerle – sottolinea Deli – Ma la tutela non può restare un principio astratto: deve tradursi nella possibilità concreta di fare, nei tempi giusti, gli esami che i medici stessi prescrivono».

Per Azione Grosseto, quindi, la questione non riguarda soltanto le liste d’attesa. «La prevenzione oncologica e la diagnosi precoce non sono un tema di sensibilità, sono un tema di organizzazione sanitaria: richiedono percorsi accessibili, tempi chiari e informazioni comprensibili a tutte, non solo a chi ha gli strumenti per andare a leggersi le delibere regionali. Le donne della provincia di Grosseto meritano un sistema sanitario che risponda con procedure funzionanti, non solo con dichiarazioni di principio».

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