Jole Canelli, dopo il tour con Irene Grandi torna live con Blu Profondo | MaremmaOggi Skip to content

Jole, quattro notti con Irene Grandi e poi di nuovo nel “Blu Profondo”

Venerdì 28 agosto Jole Canelli torna dal vivo alla Festa del Cinema di Mare con un concerto intimo e quasi interamente acustico. Nel mezzo c’è stata un’estate importante, con le quattro aperture del tour di Irene Grandi, nuovi palchi, nuovi pubblici e quella sensazione, alla fine, di non avere nessuna voglia di tornare a casa
Jole durante il concerto al Giardino degli Arcieri (foto di Giulio Garosi)

GROSSETO. Il problema delle esperienze belle è che spesso durano meno di quanto vorresti e Jole Canelli lo ha capito quando, dopo quattro concerti passati ad aprire il tour di Irene Grandi, tre a giugno e l’ultimo a luglio, è arrivato il momento di salutare i musicisti, i tecnici e tutte quelle persone che in poche settimane erano diventate parte di una piccola quotidianità fatta di viaggi, prove, attese dietro al palco e pubblico da conquistare ogni sera.

«Quando abbiamo finito e ho dovuto salutare tutti mi è dispiaciuto – racconta – Mi sarebbe piaciuto fare tutto il tour».

Non è andata così, naturalmente, ma quelle quattro date sono rimaste e venerdì 28 agosto, quando alle 19 Jole salirà sul palco del piazzale Maristella per la Festa del Cinema di Mare, dentro al concerto ci sarà inevitabilmente anche quello che è successo durante questa estate, perché certe esperienze non cambiano necessariamente le canzoni ma cambiano il modo di starci dentro.

Quattro concerti dentro il mondo di Irene Grandi

Quando a febbraio era uscito “Specchi ed altre riflessioni”, il disco che raccoglie dieci brani e molti anni della vita musicale di Jole, la presenza di Irene Grandi in “Blu Profondo” era una delle cose che immediatamente attiravano l’attenzione.

Non era però soltanto il featuring importante dentro il primo album di una cantautrice maremmana. Dietro quella canzone c’era un rapporto artistico che qualche mese più tardi avrebbe avuto un seguito decisamente meno scontato, quando Irene ha deciso di portare Jole con sé per quattro aperture del suo tour estivo, dando concretamente spazio a una musicista che stava presentando il suo primo lavoro.

Per Jole significava soprattutto una cosa: trovarsi davanti a un pubblico che non aveva comprato il biglietto per vedere lei.

Che per un musicista è probabilmente una delle situazioni più interessanti e, contemporaneamente, più spietate che possano capitare. Non ci sono amici venuti apposta, non c’è la familiarità di casa e non c’è neppure quella piccola complicità che si crea quando chi sta sotto al palco conosce già almeno una parte delle canzoni. Devi arrivare, suonare e provare a convincere le persone a rimanere ad ascoltarti.

È successo.

«È andata veramente bene – dice Jole – Il pubblico mi ha accolta molto bene ed è stato attentissimo, e io mi sono trovata benissimo anche con i musicisti e con i tecnici. È stata davvero una bella esperienza».

Irene Grandi e quell’inchino alla fine del concerto

Poi naturalmente c’era lei, Irene Grandi, che Jole conosceva già ma con la quale condividere un tour, anche soltanto per quattro appuntamenti, significava entrare in una dimensione completamente diversa rispetto alla registrazione di una canzone.

«Irene è stata disponibilissima, ma sinceramente non avevo dubbi – racconta – Era stata proprio lei ad avere il pensiero di dare spazio agli emergenti, e anche durante le date è stata molto carina con me».

C’è un episodio che Jole racconta quasi di passaggio e che invece dice parecchio del clima che si era creato. Alla fine di uno dei concerti Irene avrebbe potuto salutare il pubblico e chiudere lì la serata, come succede normalmente quando l’opening act ha terminato il proprio lavoro molto prima della protagonista. Invece ha richiamato Jole sul palco per l’inchino finale.

Non è qualcosa che cambia una carriera e probabilmente non deve farlo. È semplicemente uno di quei gesti che, dentro un ambiente nel quale i ruoli sono molto chiari e le gerarchie ancora di più, riescono a farti sentire parte della stessa serata e non soltanto il nome scritto più piccolo sulla locandina.

Fiesole, quando il concerto si gioca in casa

Tra le quattro date ce n’è una che Jole ricorda in maniera particolare: Fiesole.

Per Irene Grandi significava suonare praticamente a casa e questo aveva inevitabilmente cambiato l’atmosfera della serata, perché esibirsi davanti alle persone e nei luoghi nei quali sei cresciuto porta con sé un peso emotivo che non ha molto a che vedere con le dimensioni di un palco.

«Fiesole è stata particolare, anche per Irene, perché era a casa – racconta Jole – Ma in tutte le date ho trovato un’accoglienza bellissima e alla fine, quando è arrivato il momento di salutare tutti, mi è dispiaciuto davvero».

Le sarebbe piaciuto continuare, quindi.

Ed è forse questo il risultato più interessante delle quattro aperture: non essere tornata a casa sazia di quell’esperienza, ma ancora più affamata di palco.

Poi Blu Profondo è tornato in Maremma

Nel frattempo Jole ha continuato a portare avanti il suo progetto e Blu Profondo, che dalla canzone con Irene Grandi ha preso il nome del live, ha cominciato a cambiare pelle a seconda dei luoghi nei quali veniva portato.

Jole e Leo sul palco del Giardino degli Arcieri (foto di Giulio Garosi)

Al Giardino degli Arcieri di Grosseto il concerto ha mostrato la sua forma più completa, passando attraverso momenti differenti, dalla parte acustica a quella più pop, fino all’ingresso sul palco dei bambini del coro di “Viola”, un momento che ha aperto le canzoni a qualcosa di completamente diverso rispetto alla dimensione del disco.

Poi sono arrivati I Luoghi del Tempo e adesso arriva la Festa del Cinema di Mare a Castiglione della Pescaia.

Ed è interessante che, dopo aver attraversato i palchi di un tour importante, Jole abbia deciso di non trasformare il proprio concerto in qualcosa di più grosso, più rumoroso o necessariamente più spettacolare. Ha fatto quasi il contrario.

Una chitarra e tre voci, perché le canzoni devono stare in piedi da sole

Venerdì al piazzale Maristella Blu Profondo sarà ancora più acustico

Sul palco ci saranno Jole alla voce, Leonardo Marcucci alla chitarra, e Benedetta Rustici e Alice Benucci ai cori. Sparirà quasi completamente la componente più pop che aveva caratterizzato altri appuntamenti e resterà un concerto essenziale, costruito intorno alle canzoni e alle voci.

«Sarà un concerto completo ma molto più intimo, sempre più acustico rispetto agli altri. Non ci sarà la parte più pop».

Una scelta che probabilmente racconta bene anche il momento che sta attraversando Jole, perché dopo un disco, dopo Irene Grandi e dopo un’estate passata a confrontarsi con situazioni molto diverse, non sembra esserci l’urgenza di dimostrare quanto grande possa diventare il progetto. C’è piuttosto la voglia di capire quanto possa funzionare quando viene ridotto alla sua struttura fondamentale.

Una chitarra, tre voci e le canzoni. Se funzionano così, il resto può arrivare dopo.

Dai Luoghi del Tempo alla Festa del Cinema di Mare

C’è anche un filo meno evidente che unisce gli ultimi due appuntamenti maremmani di Jole, ed è quello dei festival indipendenti, realtà costruite spesso con mezzi lontanissimi da quelli dei grandi eventi ma capaci di scegliere gli artisti seguendo una propria identità. Non è un caso infatti che la presentazione del disco sia avvenuta nel giardino degli Arcieri, a Grosseto, grazie alla precisa scelta dell’artista e degli organizzatori. 

«Mi fa davvero molto piacere essere stata invitata sia ai Luoghi del Tempo che alla Festa del Cinema di Mare – dice – Sono due festival indipendenti e sono felice di esserci».

Il secondo appuntamento è venerdì 28 agosto, in un posto che sembra fatto apposta per un concerto chiamato “Blu Profondo: il piazzale Maristella, proprio davanti al mare.

Alle 19 saliranno sul palco Jole Canelli, Leonardo Marcucci, Benedetta Rustici e Alice Benucci.

Alle loro spalle ci sono un disco pubblicato da pochi mesi, un duetto con una delle voci più riconoscibili del rock italiano, quattro concerti che Jole avrebbe voluto diventassero molti di più e un’estate durante la quale “Specchi ed altre riflessioni” ha smesso definitivamente di essere soltanto un album ed è diventato un concerto capace di cambiare continuamente forma.

Davanti, invece, c’è ancora parecchio spazio.

E probabilmente è la parte più interessante della storia.

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