Caccia in Toscana, preapertura 2026: regole e divieti in Maremma | MaremmaOggi Skip to content

Caccia, il 2 settembre si parte in anticipo: dove si potrà sparare in Maremma e dove sarà vietato

La Regione ha autorizzato le giornate del 2 e 6 settembre per storno, piccione e tortora dal collare. TosCaccia obbligatoria, limiti di carniere, Zps escluse e prelievi legati alle colture. Intanto 17 associazioni ambientaliste chiedono di fermare la preapertura per caldo e siccità
Cacciatore durante la stagione venatoria in Maremma
La preapertura della caccia è fissata per il 2 e il 6 settembre

GROSSETO. Due giornate, tre specie e regole molto precise. La caccia in Toscana si prepara alla preapertura e anche in Maremma cresce l’attesa per il primo appuntamento della stagione venatoria 2026-2027.

La Regione ha dato il via libera con la delibera numero 959 del 3 agosto 2026: le giornate individuate sono mercoledì 2 e domenica 6 settembre e riguarderanno esclusivamente il prelievo in deroga di storno, piccione e tortora dal collare.

Non sarà dunque un’apertura generale della caccia. Quella scatterà domenica 20 settembre, terza domenica del mese. La Regione aveva approvato il calendario venatorio 2026-2027 già l’8 giugno, rinviando a un successivo provvedimento la disciplina della preapertura. Quel provvedimento adesso c’è.

Ma le associazioni ambientaliste sono in rivolta e chiedono di fermare tutto.

Caccia, preapertura il 2 e il 6 settembre

La prima cosa da sapere è che il 2 e il 6 settembre non si potrà andare a caccia come in una normale giornata della stagione venatoria.

La Regione ha autorizzato esclusivamente tre specie: storno, piccione e tortora dal collare. Il prelievo sarà consentito dalle 6 alle 19.

Per storno e piccione il carniere massimo previsto nelle giornate di preapertura è di 20 capi al giorno per cacciatore. Per la tortora dal collare scende a 10 capi. Ci sono poi i contingenti regionali: 20mila storni, 20mila piccioni e 10mila tortore dal collare secondo quanto specificamente stabilito per la preapertura dalla delibera 959.

Non si potrà cacciare ovunque

Ed è probabilmente questo il punto più importante per la provincia di Grosseto. Le tre specie sono oggetto di prelievo in deroga per prevenire i danni alle coltivazioni e le singole delibere stabiliscono condizioni territoriali precise.

Per il piccione, il prelievo è legato ai terreni interessati da determinate coltivazioni agricole e alle zone entro 100 metri da questi. Un principio analogo vale per la tortora dal collare. Per lo storno, invece, assumono particolare importanza vigneti, oliveti e frutteti, oltre alle aree circostanti entro i limiti previsti dalla deroga.

Una distinzione particolarmente significativa in Maremma, dove vigneti e oliveti costituiscono una parte importante del paesaggio agricolo. Non si tratta quindi di un’autorizzazione indistinta ad abbattere le tre specie sull’intero territorio.

Le Zps sono escluse dalla preapertura

C’è poi un’altra limitazione fondamentale. Nelle Zone di protezione speciale, le Zps, la preapertura non è consentita.

La stessa delibera regionale richiama la normativa che vieta l’apertura anticipata dell’attività venatoria in tutte le Zps, fatta eccezione per la caccia di selezione agli ungulati. E per la Maremma non è un dettaglio.

La provincia di Grosseto ospita infatti un sistema molto esteso di aree appartenenti alla rete Natura 2000. Questo significa che ampie porzioni del territorio di maggiore interesse naturalistico resteranno escluse dalla preapertura.

Attenzione, però, a non confondere Zps e Zsc: il divieto automatico di preapertura richiamato dalla Regione riguarda specificamente le Zone di protezione speciale. Restano naturalmente ferme tutte le altre limitazioni all’attività venatoria previste nelle diverse aree protette o sottoposte a specifiche disposizioni.

Soltanto per i cacciatori residenti in Toscana

C’è una regola che potrebbe sorprendere chi tradizionalmente arriva in Maremma da altre regioni. Per le due giornate anticipate non basta essere regolarmente autorizzati alla caccia.

Il prelievo di storno, piccione e tortora dal collare è consentito esclusivamente ai cacciatori con residenza anagrafica in Toscana. Un cacciatore residente nel Lazio, in Umbria o in un’altra regione, dunque, non potrà venire in provincia di Grosseto per partecipare alla preapertura.

E c’è un’altra limitazione. Nel territorio a caccia programmata il prelievo potrà essere effettuato soltanto nell’ATC di residenza venatoria. Una prescrizione già richiamata anche nelle comunicazioni degli Ambiti territoriali di caccia.

Senza TosCaccia niente preapertura

La stagione 2026-2027 porta con sé anche una novità tecnologica destinata a incidere concretamente sulle abitudini dei cacciatori. Per partecipare alla preapertura è obbligatorio utilizzare il tesserino venatorio digitale TosCaccia. Il normale tesserino cartaceo non è sufficiente per effettuare questi prelievi in deroga.

La Regione specifica inoltre che gli animali abbattuti devono essere annotati subito dopo il recupero nell’apposita sezione dell’applicazione. La scelta ha una ragione precisa: permettere di monitorare il numero di capi prelevati.

Quando viene raggiunto il contingente massimo regionale, la Regione prevede infatti l’invio attraverso TosCaccia di un Sms di stop al prelievo. Il digitale diventa quindi anche lo strumento attraverso il quale evitare il superamento dei contingenti autorizzati.

La scelta tra app e tesserino cartaceo

C’è poi un particolare che conviene conoscere prima dell’inizio della stagione. I cacciatori residenti in Toscana devono scegliere entro il 19 settembre 2026 se utilizzare TosCaccia oppure il tradizionale tesserino cartaceo.

La scelta vale per l’intera stagione e non può essere cambiata successivamente. Chi sceglierà il cartaceo non potrà effettuare nel corso dell’annata i prelievi per i quali è obbligatorio TosCaccia, tra i quali quelli in deroga di storno, piccione e tortora dal collare.

Per chi vuole partecipare alla preapertura, quindi, la scelta è di fatto già obbligata.

Perché si possono abbattere queste tre specie

Alla base delle deroghe c’è soprattutto la protezione delle colture agricole. La stessa Regione, motivando la decisione del 3 agosto, richiama la presenza a inizio settembre di colture potenzialmente danneggiabili e considera il personale abilitato al prelievo adeguatamente formato per distinguere le specie interessate.

È importante anche la distinzione tra tortora dal collare e tortora selvatica. La preapertura autorizza la prima alle condizioni previste dalla deroga, non significa quindi che il 2 e 6 settembre sia possibile abbattere indistintamente le tortore presenti sul territorio.

La capacità di riconoscere correttamente la specie diventa uno degli elementi essenziali dell’attività venatoria.

Il 20 settembre l’apertura generale

Le due giornate di settembre saranno soltanto un’anticipazione. La stagione venatoria ordinaria scatterà domenica 20 settembre e proseguirà, con calendari differenti a seconda delle specie, fino all’inverno.

Per esempio, il calendario regionale prevede dal 20 settembre il prelievo di specie come fagiano, merlo, coniglio selvatico, starna, pernice rossa, lepre e quaglia, con date di chiusura differenti; per altre specie l’inizio è successivo.

Intanto in Maremma la stagione è, in qualche modo, già cominciata. Dal 23 agosto è infatti consentito l’allenamento e l’addestramento dei cani secondo le giornate e le modalità stabilite dal calendario regionale.

Gli ambientalisti chiedono lo stop: «Fauna stremata da caldo e siccità»

Sulla preapertura del 2 e 6 settembre si è però aperto anche un fronte di protesta.

Un gruppo di 18 associazioni ambientaliste e animaliste ha scritto alla Regione Toscana chiedendo di annullare le due giornate di apertura anticipata e di posticipare almeno al 1° ottobre l’avvio generale della stagione venatoria, attualmente previsto per il 20 settembre.

Queste le Le 18 associazioni firmatarie: Italia Nostra Toscana, ATTP – Associazione Tutela Piccioni Toscana, CABS – Committee Against Bird Slaughter, CERM – Centro Rapaci Minacciati, Gabbie Vuote ODV, GrIG ODV, LAC – Lega per l’Abolizione della Caccia, Legambiente Toscana, ONDA – Organismo Nazionale Difesa Alberi, Amici del Padule di Fucecchio per la Biodiversità, CAART – Coordinamento Associazioni Animaliste Regione Toscana, CAI – Club Alpino Italiano, ENPA – Ente Nazionale Protezione Animali, Giardino dei Fenicotteri APS, Gruppo Adorno ODV Toscana, LAV – Lega Anti Vivisezione, sede di Livorno LIPU – Lega Italiana Protezione Uccelli e WWF.

Alla base della richiesta ci sono soprattutto le condizioni climatiche dell’estate 2026. Secondo le associazioni, caldo prolungato e siccità avrebbero messo la fauna selvatica in una situazione di particolare difficoltà, rendendo inopportuno anticipare l’attività venatoria.

Le associazioni hanno chiamato in causa anche i Comuni toscani, richiamando l’articolo 33 della legge regionale 3/1994. La norma prevede la possibilità per la Giunta regionale, su richiesta dei Comuni interessati, di vietare l’esercizio venatorio in determinate zone in presenza di particolari condizioni stagionali o climatiche e per esigenze di salvaguardia ambientale.

L’appello è stato rivolto anche direttamente ai cacciatori, invitandoli a non partecipare alla preapertura. Al momento, però, il calendario non è cambiato. Sul sito ufficiale della Regione Toscana continua a risultare vigente la delibera che autorizza l’apertura anticipata del 2 e 6 settembre 2026.

Salvo nuovi provvedimenti regionali, quindi, le due giornate restano confermate.

Una preapertura molto regolamentata

Il quadro che emerge è dunque molto diverso dall’idea di un semplice anticipo della stagione. Il 2 e il 6 settembre in Maremma si potrà andare a caccia, ma soltanto rispettando una lunga serie di condizioni.

Tre specie. Orari dalle 6 alle 19. Limiti giornalieri. Contingenti regionali. TosCaccia obbligatoria. Residenza anagrafica in Toscana. Attività limitata al proprio ATC di residenza venatoria nel territorio a caccia programmata. Zps escluse. E condizioni territoriali legate alle colture per i prelievi in deroga.

La delibera regionale è stata approvata all’unanimità dalla Giunta il 3 agosto ed è stata pubblicata sul Burt e nella banca dati degli atti amministrativi regionali.

Salvo eventuali nuovi provvedimenti da qui all’inizio di settembre, dunque, il conto alla rovescia è cominciato. Mercoledì 2 settembre, alle 6 del mattino, scatterà la prima delle due giornate di preapertura della caccia in Toscana.

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati