CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. L’aggressione a un agente della polizia municipale avvenuta nella notte tra sabato 22 e domenica 23 agosto in “Salitina”, via Celso Camaiori, riaccende il confronto sulla gestione della movida nel cuore di Castiglione della Pescaia.
Dopo l’episodio, nel quale un agente intervenuto per chiedere di abbassare il volume della musica è stato colpito al volto con un pezzo di ghiaccio, riportando una lesione nella zona orbitale e una prognosi di sette giorni, interviene Fabio Tavarelli, consigliere comunale di maggioranza con delega alla polizia municipale.
Una presa di posizione molto dura, che parte dalla solidarietà all’agente ma allarga il ragionamento al futuro della Salitina, alla convivenza tra locali e residenti e al modello turistico scelto da Castiglione. Tavarelli mette sul tavolo anche la possibilità di «misure drastiche» qualora non vengano ripristinate condizioni di sicurezza e legalità.
«L’aggressione all’agente è intollerabile»
«L’aggressione all’agente di polizia avvenuta sabato notte è intollerabile e non resterà senza conseguenze – esordisce Fabio Tavarelli, consigliere con delega alla sicurezza e all’economia del Comune di Castiglione della Pescaia.
La Salitina rappresenta, per Castiglione, contemporaneamente un’attrattiva e una criticità.
È un luogo dove le sere d’estate, dagli anni ’90, si ritrovano i giovani e, al contempo, una fonte di emissioni sonore, spesso intollerabili, che mettono a dura prova il riposo di residenti e turisti. Nei periodi di massimo afflusso si trasforma a notte fonda in luogo di spaccio, aggregazione di giovani alterati che fanno i loro bisogni a cielo aperto e che all’alba la lasciano in condizioni disastrose».
«L’amministrazione è venuta incontro agli esercenti»
«L’amministrazione, nonostante le proteste di tanti cittadini, ha prorogato l’orario per la musica da intrattenimento per venire incontro alle richieste degli esercenti; al contempo ha aperto nuovi bagni pubblici autopulenti, intensificando le pulizie mattutine della strada.
Al contempo ha stipulato protocolli per la sicurezza, mettendo steward e guardie private e pianificato controlli di polizia.
Queste concessioni di sicuro non si conciliano con la creazione di una giungla urbana popolata da soggetti alterati dall’alcol e altre sostanze che alle due di notte si sentono in diritto di aggredire la polizia perché ha chiesto di abbassare il volume della musica – e non spegnerla come sarebbe stato previsto».
«Servono autocontrollo e responsabilità dei gestori»
«Perché la Salitina resti aperta serve autocontrollo e responsabilità dei gestori; la sicurezza della strada e di chi la frequenta non può ricadere sulla cittadinanza per l’irresponsabilità degli avventori.
La Salitina è una via nel centro del paese che collega il corso con il paese medioevale, non è pensabile che chi vuole visitare il borgo, spesso famiglie con i passeggini, debba avere paura di attraversarla fendendo una folla di persone pronte alla rissa».
«Questo non è il modello turistico di Castiglione»
«Va aggiunto che l’attuale situazione della Salitina stride con il modello turistico che Castiglione ha scelto, che non è certo quello di un turismo per lo più pendolare che viene per fare qualche bevuta (qualcuno evidentemente troppe), collassando i parcheggi per poi tornare per strada mettendo a repentaglio la propria sicurezza e quella degli altri.
Castiglione ha un modello fondato sulla qualità dell’accoglienza, la tranquillità, la valorizzazione del paesaggio e la sostenibilità nell’utilizzo delle risorse; l’ingestibile situazione della Salitina nulla ha a che vedere con questi valori, con i quali contrasta irreparabilmente».
«Una discoteca a cielo aperto non è tollerabile»
«La stessa morfologia del paese non si presta a eventi affollati nel centro della cittadina: l’abitato di Castiglione si sviluppa lungo una stretta striscia interclusa tra il mare, la pineta e la collina, con parcheggi dimensionati per una sosta a lungo termine dei turisti stabili, e non certo per picchi serali di afflusso di pendolari.
La musica autorizzata è musica di intrattenimento, non certo quella di un locale da ballo, per il quale mancano le condizioni minime di sicurezza; una discoteca a cielo aperto non è tollerabile, oltre che pericolosa. Le esigenze degli esercenti devono fare i conti con la salute delle persone e il benessere dei turisti, che non possono essere costretti a tollerare una suburbia nel cuore del paese».
«Ripristinare la normalità o serviranno misure drastiche»
Tavarelli conclude il suo intervento con un avvertimento netto:
«Deve essere ripristinata la normalità senza se e senza ma, a pena dell’adozione di misure drastiche che ripristino la legalità e la sicurezza».




