88enne salvato a Marina di Grosseto, torna a ringraziare Chiarenza | MaremmaOggi Skip to content

«Grazie a te sono ancora vivo»: l’88enne salvato dal mare torna per abbracciarlo

Pochi giorni dopo aver rischiato di annegare, l’anziano ha voluto incontrare Carmelo Chiarenza: «Grazie a te sono ancora vivo». L’abbraccio e la commozione dopo aver letto il racconto del salvataggio
Carmelo Chiarenza con l'anziano salvato
Carmelo Chiarenza con l’anziano salvato

MARINA DI GROSSETO. Questa volta non c’erano onde, paura o richieste d’aiuto. Non c’era un uomo in difficoltà in mezzo al mare e qualcuno che nuotava verso di lui per riportarlo a riva.

C’erano semplicemente due uomini seduti insieme al bar. E un abbraccio.

Uno di quelli che, probabilmente, nessuno dei due dimenticherà.

Qualche giorno dopo il salvataggio avvenuto nelle acque di Marina di Grosseto, l’88enne che aveva rischiato di annegare ha voluto incontrare personalmente l’uomo che lo aveva soccorso, Carmelo Chiarenza, ufficiale della Guardia di finanza in pensione.

È andato a trovarlo per dirgli una cosa semplicissima. Grazie.

«Grazie a te sono ancora vivo»

Chiarenza aveva raccontato a MaremmaOggi quanto accaduto l’11 agosto, quando si trovava in acqua con il nipote e aveva sentito le richieste d’aiuto dell’anziano.

L’88enne era finito in un punto dove il fondale diventava improvvisamente più profondo e non riusciva più a tornare dove avrebbe potuto toccare con i piedi.

Chiarenza aveva raggiunto l’uomo e lo aveva accompagnato verso una zona sicura, riuscendo a riportarlo a riva.

Qualche giorno dopo, però, è arrivato un momento che l’ex finanziere non si aspettava.

«Oggi è venuto a trovarmi il signore al quale ho salvato la vita – racconta –. Voleva ringraziarmi per tutto».

L’anziano aveva anche letto l’articolo pubblicato da MaremmaOggi. E si era commosso.

Poi, guardando l’uomo che pochi giorni prima lo aveva aiutato a uscire dal mare, gli ha detto:

«Non era ancora arrivato il mio giorno. Grazie a te sono ancora vivo».

Quell’abbraccio che vale più di tante parole

A quel punto non è servito aggiungere molto altro. «Mi ha abbracciato forte», racconta Chiarenza.

Un gesto che racchiude la paura vissuta quel giorno, ma soprattutto il sollievo di poter essere ancora lì a raccontarla.

I due si sono poi seduti al bar e hanno bevuto qualcosa insieme.

Non più il soccorritore e l’uomo da salvare. Semplicemente due persone che, per qualche minuto in mezzo al mare, hanno visto le loro vite incrociarsi. E che adesso hanno un ricordo che le unirà per sempre.

«Due anni fa ho perso mia moglie»

Durante quell’incontro l’88enne ha raccontato anche qualcosa della propria vita.

Ha spiegato a Chiarenza di aver perso la moglie due anni fa e di vivere adesso con la figlia.

Un particolare confidato durante una conversazione diventata inevitabilmente molto personale dopo quello che era successo.

Forse anche per questo leggere nero su bianco il racconto di quei minuti trascorsi in mare lo ha colpito così profondamente.

Pochi giorni prima aveva avuto paura di non riuscire più a tornare sulla spiaggia. Adesso era seduto davanti all’uomo che lo aveva aiutato a farlo.

Dal mare a un tavolino del bar

La fotografia scattata durante il loro incontro racconta forse questa storia meglio di tante parole.

Nel primo articolo c’era il racconto di un salvataggio. Oggi c’è il suo seguito. Un uomo di 88 anni che può tornare dalla figlia, continuare la propria vita e andare personalmente a cercare chi, nel momento più difficile, gli ha teso una mano.

E dall’altra parte c’è Carmelo Chiarenza, che quel giorno non aveva fatto calcoli. Aveva sentito qualcuno chiedere aiuto ed era andato verso di lui.

Qualche giorno dopo ha ricevuto il ringraziamento più semplice e più grande.

Un abbraccio. E quelle poche parole che difficilmente potrà dimenticare: «Grazie a te sono ancora vivo».

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