FOLLONICA. Lascia la bicicletta legata a un portabiciclette, torna a riprenderla e non trova più né la bici né la rastrelliera. Il primo pensiero è quello che chiunque avrebbe avuto al suo posto: «Me l’hanno rubata». Invece la sua due ruote era stata portata via dalla polizia municipale. E per riaverla ha dovuto pagare 29 euro di multa per divieto di sosta.
Ma la storia raccontata alla redazione di MaremmaOggi da un lettore, non finisce qui. Durante la rimozione, sono andati persi lucchetto e catena e il seggiolino della bicicletta è stato svitato. Una circostanza, quest’ultima, che avrebbe potuto provocargli una brutta caduta mentre tornava a casa.
L’uomo ha scritto al sindaco di Follonica.
Lascia la bici alla rastrelliera, al ritorno non c’è più
Tutto comincia nella mattinata di martedì 11 agosto, quando il ciclista raggiunge la zona davanti al ristorante Tiburon e sistema la propria bicicletta in uno degli appositi portabiciclette.
Quando torna a riprenderla, però, davanti ai suoi occhi c’è una scena completamente diversa da quella che si aspettava.
«Al mio ritorno non la trovo più – racconta – Convinto che me l’avessero rubata mi incammino verso casa. Poi, ripensandoci, mi viene il sospetto che sia stato spostato il portabiciclette».
A quel punto comincia a cercare di capire cosa sia successo. Dopo alcuni tentativi riesce a mettersi in contatto con il Comune e scopre che la sua bicicletta è stata rimossa e si trova dalla polizia municipale.
La sorpresa dai vigili: 29 euro di multa
Riggi raggiunge quindi il comando per recuperare la bici. Ad attenderlo c’è però un’altra sorpresa: un verbale da 29 euro per divieto di sosta.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che il lettore contesta.
Il divieto di sosta infatti non sarebbe stato segnalato in maniera sufficientemente evidente per chi arrivava in bicicletta. Soprattutto perché la rastrelliera era ancora lì e poteva quindi far pensare che fosse possibile utilizzarla normalmente.
«Come si può pensare – scrive nella segnalazione inviata al sindaco – che il classico cartello di divieto di sosta venga preso in considerazione dalle bici, oltretutto messe sull’apposito portabiciclette?».
Una domanda alla quale l’uomo ne aggiunge un’altra: non sarebbe stato sufficiente delimitare la rastrelliera con del nastro bianco e rosso, rendendo immediatamente evidente l’impossibilità di lasciare lì le biciclette?
«Persi lucchetto e catena, il sellino era stato svitato»
Ma a far arrabbiare ancora di più il lettore è quello che è accaduto durante le operazioni di rimozione.
Lucchetto e catena non gli sono stati restituiti e la bici riconsegnata aveva il sellino svitato.
Un dettaglio del quale dice di essersi accorto soltanto dopo essere ripartito.
«Tornando a casa manca poco mi ammazzo», scrive nella sua segnalazione, riferendosi proprio al problema con il sellino.
La lettera al sindaco
L’uomo ha quindi deciso di mettere nero su bianco quanto accaduto e di rivolgersi direttamente al sindaco, chiedendo conto sia delle modalità con cui sarebbe stata segnalata la necessità di liberare l’area sia di quelle utilizzate per rimuovere la bicicletta.
«Il ragazzo che ha redatto il verbale si vergognava – conclude l’uomo nella lettera al sindaco – e dovreste farlo anche voi».




