PUNTA ALA. Da una parte c’è chi arriva in spiaggia, vede la riva ricoperta di Posidonia spiaggiata e lamenta cattivo odore, difficoltà nell’entrare in acqua e un arenile poco invitante. Dall’altra c’è una pianta marina che, una volta arrivata sulla costa, continua a svolgere una funzione importante: protegge la spiaggia dall’erosione.
A Punta Ala torna così una questione che accompagna molte località balneari del Mediterraneo: rimuovere la Posidonia oppure lasciarla dove il mare l’ha depositata?
A sollevare il problema è stata una turista che frequenta la spiaggia libera nella zona di Casetta Civinini, uno dei tratti più conosciuti del litorale di Castiglione della Pescaia.
«Da giugno la spiaggia è in queste condizioni»
La segnalazione riguarda un lungo tratto di costa.
«Tutta la spiaggia da Casetta Civinini fino a Punta Ala è in queste condizioni da giugno 2026 – racconta la turista –. E se ci sono poche presenze è perché la voce si è diffusa. Non è proprio un bel biglietto da visita».
Il problema, secondo quanto racconta, non riguarderebbe soltanto la possibilità di stendersi sull’arenile.
«Anche fare il bagno è quasi impossibile – aggiunge – perché la melma dell’alga prosegue per diversi metri verso il largo».
Una situazione che per chi arriva in vacanza può certamente rappresentare un disagio. La presenza della Posidonia lungo la costa, però, non è un fenomeno anomalo né necessariamente un indice di scarsa pulizia del mare.
Al contrario, le praterie di Posidonia oceanica rappresentano uno degli ecosistemi più importanti del Mediterraneo e il materiale vegetale che raggiunge la riva può contribuire alla protezione naturale degli arenili.
Nappi: «È un fenomeno naturale»
A spiegare la scelta adottata dall’amministrazione è la sindaca di Castiglione della Pescaia Elena Nappi.
«Capiamo che possa esserci qualche disagio per chi frequenta quel tratto di litorale a Punta Ala – dice –. Si tratta di una spiaggia libera accessibile a tutti».
La sindaca ricorda anche gli interventi realizzati e quelli ancora in corso nella zona.
«Negli anni abbiamo sistemato i parcheggi nella pineta e stiamo concludendo la pista ciclabile, un’altra opera fondamentale soprattutto per i turisti che scelgono di muoversi in bicicletta».
Sulla Posidonia, invece, la linea scelta è quella di limitare gli interventi di rimozione.
«La nostra politica, seguendo le indicazioni delle linee guida di Ispra e della Regione Toscana, è quella di lasciarla dove si deposita – spiega Nappi –. Inoltre stiamo lavorando con l’Università di Siena per riuscire a trasformarla in una risorsa per il territorio».
Una barriera naturale contro l’erosione
Quello che per un bagnante può sembrare semplicemente un accumulo di materiale vegetale ha infatti una funzione nell’equilibrio della spiaggia.
«La Posidonia spiaggiata è il risultato di un fenomeno naturale – sottolinea Nappi –. La sua presenza è collegata alle condizioni del nostro mare e, soprattutto, contribuisce a difendere la costa dall’erosione».
Le cosiddette banquettes, gli accumuli formati dalle foglie morte portate a riva dalle correnti e dalle mareggiate, possono infatti rappresentare una protezione naturale dell’arenile dall’azione delle onde.
Ed è qui che si incontrano due esigenze non sempre facili da conciliare: quella di chi vorrebbe trovare una spiaggia completamente libera dai depositi vegetali e quella di preservare un equilibrio naturale che contribuisce alla conservazione della costa.
A Punta Ala, almeno per ora, la scelta dell’amministrazione è chiara: convivere con la Posidonia e provare a trasformare quello che qualcuno considera un disagio in una risorsa.




