Grosseto soffoca, luglio da record: le notti non rinfrescano più e la pioggia crolla del 43% | MaremmaOggi Skip to content

Grosseto soffoca anche di notte: luglio da record, mai minime così alte dal 2020

I dati diffusi da Legambiente a Festambiente fotografano un’estate estrema: a luglio temperatura minima media di 22,4 gradi, la più alta dal 2020. Dal primo giugno al 5 agosto già 16 giornate sopra i 35 gradi. E la siccità torna a preoccupare l’agricoltura maremmana
Il flash mob di Legambiente

GROSSETO. Non sono soltanto i 38 gradi delle ore più calde. A raccontare quello che sta succedendo a Grosseto nell’estate 2026 sono soprattutto le notti, quando il termometro dovrebbe concedere una tregua e invece resta ostinatamente alto.

A luglio la temperatura minima media è stata di 22,4 gradi, il valore più elevato registrato dal 2020 a oggi. E non di poco: anche nell’estate torrida del 2022 la media delle minime si era fermata a 21,3 gradi.

Poi ci sono le massime, la lunga sequenza di giornate sopra i 35 gradi e un altro dato che preoccupa soprattutto la Maremma agricola: a luglio è caduto il 43% di pioggia in meno rispetto alla media degli ultimi anni, dopo un giugno che aveva chiuso addirittura con un deficit del 55%.

È questa la fotografia scattata da Legambiente, che ha scelto Festambiente, in corso a Rispescia, per diffondere i nuovi dati sul caldo estremo e rilanciare la richiesta di interventi per rendere le città capaci di adattarsi a temperature sempre più elevate.

A Grosseto 16 giorni sopra i 35 gradi

I numeri raccolti sulla centralina di monitoraggio di Grosseto del Consorzio LaMMA consentono di misurare l’intensità di questa estate.

Dal primo giugno al 5 agosto le temperature massime hanno superato i 35 gradi per 16 giorni. In altre 34 giornate il termometro si è mantenuto tra 30 e 35 gradi e soltanto in 16 tra 25 e 30.

Il picco è stato raggiunto il primo agosto, con 38,1 gradi.

Ma è guardando le medie mensili che l’anomalia diventa ancora più evidente.

A giugno 2026 la temperatura massima media è stata di 31,8 gradi. A luglio è salita a 33,9 gradi, appena un decimo sotto il luglio 2022, quando la media delle massime raggiunse i 34 gradi.

E se durante il giorno Grosseto è stata rovente, durante la notte la situazione è stata ancora più eccezionale.

La media delle temperature minime di luglio, pari a 22,4 gradi, è la più alta degli ultimi sei anni. Un dato importante perché proprio le temperature notturne sono uno degli indicatori utilizzati per valutare l’impatto delle ondate di calore: quando il termometro non scende sotto i 20 gradi, l’organismo perde anche quelle ore nelle quali dovrebbe riuscire a recuperare dallo stress termico accumulato durante il giorno.

Caldo e poca pioggia: la Maremma sotto pressione

C’è poi l’altra faccia di questa estate: la mancanza di pioggia.

Secondo i dati presentati da Legambiente, in Maremma a giugno le precipitazioni sono state inferiori del 55% rispetto alla media 2020-2025. A luglio il deficit è stato del 43%.

Una situazione molto diversa da quella registrata nei primi mesi dell’anno, quando gennaio, febbraio e aprile avevano portato precipitazioni abbondanti.

Con l’arrivo dell’estate, però, il quadro si è ribaltato.

Il problema non riguarda soltanto la percezione del caldo nelle città. Temperature elevate e precipitazioni ridotte mettono sotto pressione terreni, corsi d’acqua e soprattutto l’agricoltura, uno dei settori economicamente più importanti della provincia di Grosseto.

GROSSETO, L’ESTATE 2026 IN NUMERI

22,4°C – temperatura minima media di luglio, la più alta dal 2020
33,9°C – temperatura massima media di luglio
38,1°C – il picco registrato il primo agosto
16 giorni – sopra i 35°C tra il primo giugno e il 5 agosto
34 giorni – con massime comprese tra 30 e 35°C
-55% – deficit delle precipitazioni a giugno
-43% – deficit delle precipitazioni a luglio

Il flash mob da Festambiente

Proprio da Festambiente, a Rispescia, Legambiente ha organizzato un flash mob con uno slogan che sintetizza la posizione dell’associazione: «Non è caldo, è crisi climatica».

L’obiettivo è chiedere interventi strutturali per rendere le città meno vulnerabili alle ondate di calore, a cominciare dalla creazione di rifugi climatici, luoghi accessibili nei quali soprattutto anziani e persone fragili possano trovare sollievo durante le giornate più difficili.

Legambiente chiede inoltre risorse per attuare il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, insieme a interventi di riqualificazione energetica degli edifici, incremento del verde urbano, mobilità sostenibile e accelerazione sulle energie rinnovabili.

Il problema, secondo l’associazione, è ormai anche sociale. Non tutte le famiglie possono infatti permettersi di raffrescare adeguatamente le proprie abitazioni durante settimane caratterizzate da temperature molto elevate.

«La crisi climatica sta accelerando»

«La canicola che non sta dando tregua all’Italia è il termometro della crisi climatica che sta accelerando», dice il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani.

Per l’associazione non basta più intervenire quando arriva l’emergenza.

«Dalle temperature record agli eventi meteo estremi alla grande siccità di fiumi e laghi – aggiunge Ciafani – servono più politiche di adattamento e mitigazione e lo stanziamento immediato delle risorse economiche per attuare il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici».

Gentili: «Il deficit di pioggia è un campanello d’allarme per la Maremma»

È soprattutto sulla situazione maremmana che si concentra Angelo Gentili, responsabile di Festambiente e del settore agricoltura di Legambiente.

«Il deficit delle precipitazioni registrate in Maremma, unito alle alte temperature, rappresenta un campanello d’allarme per l’agricoltura locale e per l’economia del territorio», dice.

Tra le misure indicate da Legambiente ci sono il riuso delle acque reflue, colture che richiedano quantitativi inferiori di acqua, la realizzazione di piccoli invasi e una maggiore diffusione dell’agrivoltaico, che secondo l’associazione può contribuire anche a ridurre l’evapotraspirazione.

Gentili pone poi l’accento sulle città e sulla necessità di creare rifugi climatici e spazi urbani maggiormente capaci di resistere alle ondate di calore.

Il dato che impressiona di più arriva dalla notte

I 38,1 gradi raggiunti a Grosseto il primo agosto fanno impressione. Ma forse il numero che racconta meglio questa estate è un altro: 22,4.

È la temperatura minima media di luglio.

Significa che non è soltanto il pomeriggio a essere diventato difficile da sopportare. Il caldo resta dentro le case, nell’asfalto e negli edifici anche quando il sole tramonta, riducendo quella tregua notturna che fino a qualche anno fa rappresentava uno dei pochi momenti di sollievo durante le ondate di calore.

Ed è proprio questo, insieme alla durata dei periodi estremamente caldi e alla diminuzione delle precipitazioni, il fenomeno sul quale Legambiente accende i riflettori.

Perché Grosseto e la Maremma non stanno facendo i conti soltanto con un’altra estate calda. I numeri degli ultimi anni mostrano un territorio che deve cominciare a organizzarsi per convivere con condizioni climatiche sempre più difficili.

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