PORTO ERCOLE. Doveva essere una giornata di festa, il regalo di compleanno per una delle amiche. Si è trasformata invece in un pomeriggio di paura, concluso con una barca semiaffondata, quattro ragazze finite in mare e il salvataggio grazie all’intervento di altri diportisti che si trovavano nella zona.
L’incidente è avvenuto domenica 2 agosto, poco dopo le 18, nelle acque davanti alla Torre dell’Avvoltore, all’estremità sud-orientale del promontorio dell’Argentario. A bordo dell’imbarcazione, presa a noleggio a Porto Ercole e conducibile senza patente nautica, c’erano quattro ragazze grossetane tra i 18 e i 26 anni.
Una di loro, nella mattinata di lunedì 3 agosto, si è presentata al pronto soccorso dell’ospedale lamentando un forte dolore al torace, probabilmente conseguenza di un colpo subito durante quei concitati momenti.
Una giornata di mare finita nel peggiore dei modi
Le quattro amiche erano uscite dal porto intorno alle 10.30.
Avevano trascorso la giornata tra bagni e sole davanti alla Punta dell’Avvoltore e stavano facendo rientro verso Porto Ercole quando qualcosa è andato storto.
Secondo il racconto di una delle giovani, l’imbarcazione avrebbe iniziato ad avere problemi mentre era al largo.
«Ci siamo accorte che il motore si era bloccato. Poco dopo è iniziata a entrare acqua», racconta.
Sono attimi di paura.
Le quattro ragazze si ritrovano con la barca che imbarca acqua sempre più rapidamente.
«Ci hanno salvato altri ragazzi»
A evitare conseguenze ben più gravi è stato l’intervento di alcuni diportisti che stavano navigando poco lontano.
«Per fortuna c’erano dei ragazzi nelle vicinanze che hanno visto quello che stava succedendo e ci hanno soccorse. Abbiamo avuto davvero tanta paura», dice ancora la giovane.
Secondo il loro racconto, avrebbero anche cercato di contattare telefonicamente il noleggiatore.
«Abbiamo provato a chiamarlo ma all’altro capo del telefono, ci chiedevano solo se lo scafo fosse ancora intero, non se noi avevamo bisogno di aiuto – dice – Abbiamo perso tutto quello che avevamo sulla barca. Quando siamo arrivate a terra eravamo senza vestiti di ricambio e perfino scalze».
Le quattro giovani sono poi state accompagnate negli uffici della Guardia costiera di Porto Santo Stefano, dove hanno ricostruito quanto accaduto e presentato una denuncia.
Le cause sono ancora da chiarire
Sulle cause del semiaffondamento sono in corso gli accertamenti della Capitaneria di porto.
La ricostruzione definitiva dovrà stabilire se il natante abbia avuto un problema tecnico, come sostengono le ragazze, oppure se l’incidente sia stato provocato da altri fattori.
Secondo quanto riferito dal noleggiatore, le ipotesi possono essere molte, tra quelle da scartare ci sarebbe quella di un possibile urto contro uno scoglio, mentre potrebbe essere probabile, invece che l’imbarcazione abbia subito un impatto violento con un onda anomala o particolarmente ripida che, durante una manovra avrebbe fatto sbattere la carena sull’acqua con estrema forza provocando i danni che hanno portato al successivo affondamento.
«Quando siamo rientrate ci è stato detto che eravamo finite sugli scogli. Ma noi eravamo in mezzo al mare», racconta una delle occupanti.
Sarà adesso la Guardia costiera a ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente.
Il recupero della barca
L’imbarcazione, una barca in vetroresina lunga circa cinque metri, è stata avvistata semiaffondata da Fabio Andreuccetti, ex segretario del Circolo nautico e della vela Argentario di Cala Galera e collaboratore di Artemare Club.

Nel frattempo gli occupanti erano già stati recuperati dall’imbarcazione condotta da Gerardo Crisanti, che li ha riportati in sicurezza verso Porto Ercole.
Successivamente sono intervenuti due gommoni della ditta Trillocco, che hanno trainato il natante fino al porto. Andreuccetti ha inoltre recuperato in mare alcuni oggetti trascinati dall’acqua – tra cui paglioli, cuscini, giubbotti salvagente e la ciambella anulare – consegnandoli a un altro mezzo di soccorso condotto da Paolo Lamaro.
L’obbligo del soccorso in mare
L’episodio è stato anche l’occasione per ricordare quanto sia importante la solidarietà tra chi naviga.
Il comandante Daniele Busetto, dell’associazione Artemare Club, sottolinea infatti che prestare assistenza a persone e imbarcazioni in difficoltà rappresenta un obbligo previsto dalle norme della navigazione, purché il soccorso possa essere effettuato senza mettere a rischio la sicurezza di chi interviene.
Per le quattro ragazze quel principio si è tradotto in un aiuto concreto.



