GROSSETO. L’anno scorso era un segnale. Quest’estate è diventata un’abitudine. Negli stabilimenti balneari della Maremma sono sempre di più le famiglie che arrivano con la borsa frigo sotto il braccio. Dentro ci sono i panini preparati a casa, la pasta fredda, le insalate di riso, la frutta e le bottiglie d’acqua tenute al fresco con i ghiaccioli usciti dal congelatore.
Un’immagine che racconta meglio di qualsiasi statistica come stanno cambiando le vacanze degli italiani.
Per molte famiglie andare al mare è ancora possibile, ma mangiare ogni giorno al bar o al ristorante dello stabilimento è diventato un costo difficile da sostenere.
Una stagione partita più piano
Il fenomeno arriva in un’estate che, almeno fino alla fine di luglio, ha visto un’affluenza inferiore rispetto allo scorso anno in molte località della costa maremmana.
Gli operatori guardano ad agosto con la speranza di recuperare terreno, ma il quadro economico continua a pesare sulle scelte dei turisti.
Negli ultimi mesi sono aumentati il costo dell’energia, dei carburanti, delle materie prime e dei trasporti. A crescere sono state anche molte spese che incidono direttamente sulle vacanze: dal viaggio fino ai pasti fuori casa.
E così, chi può, cerca di risparmiare dove è possibile.
La borsa frigo è diventata la normalità
Chi ha l’ombrellone stagionale arriva la mattina presto con tutto l’occorrente.
C’è chi prepara il pranzo la sera prima e chi cucina la mattina presto prima di andare al mare. Tutto finisce nella borsa termica, insieme al ghiaccio sintetico, per affrontare l’intera giornata senza dover acquistare panini, bibite o gelati.
Non è soltanto una scelta economica.
Per molti è l’unico modo per continuare a concedersi qualche settimana di vacanza senza rinunciare al mare.
Confartigianato: «Portare un panino non può essere vietato»
Proprio su questo tema è intervenuto Andrea Fidanzi, presidente di Confartigianato Imprese Demaniali, dopo le polemiche nate in questi giorni in alcune località italiane dove alcuni stabilimenti hanno cercato di limitare il consumo di cibo portato da casa.

«Nessuna legge consente di vietare a un cliente di consumare un semplice spuntino sotto l’ombrellone», spiega Fidanzi. «Naturalmente devono essere rispettate le regole della buona educazione, della pulizia e della convivenza con gli altri ospiti».
Secondo il presidente dell’associazione bisogna distinguere chi mangia un panino o un’insalata preparata a casa da chi organizza veri e propri picnic che possono creare disagi agli altri clienti.
«Meglio offrire alternative economiche»
Confartigianato invita anche a non generalizzare.
«Le decisioni di qualche singolo stabilimento non possono ricadere sull’intera categoria», dice Fidanzi. «La maggior parte delle imprese balneari è composta da aziende familiari che ogni giorno investono in accoglienza e servizi».
L’associazione comprende anche le difficoltà degli operatori che gestiscono bar e ristoranti all’interno degli stabilimenti.
«È normale che il consumo di cibo portato da casa possa incidere sugli incassi, ma la risposta non può essere il divieto», aggiunge. «Piuttosto occorre proporre panini, insalate, piatti freddi e offerte semplici a prezzi accessibili. Poi sarà il cliente a scegliere».
Vacanze sempre più care
La borsa frigo, insomma, non è una moda.
È il simbolo di un’estate nella quale molte famiglie continuano a fare i conti con un potere d’acquisto ridotto.
Le vacanze non sono finite dai programmi degli italiani, ma vengono vissute con maggiore attenzione al portafoglio. Si parte meno, si resta meno giorni e si cerca di contenere ogni spesa, compresa quella del pranzo sotto l’ombrellone.
Agosto rappresenta adesso il mese decisivo per gli operatori balneari della Maremma: le prenotazioni delle prossime settimane diranno se la stagione riuscirà a recuperare il ritardo accumulato fino a luglio oppure se il caro vita continuerà a incidere sulle scelte delle famiglie italiane.



