GROSSETO. Fuori il termometro corre verso i 40 gradi. La Maremma è alle prese con la quarta ondata di calore dell’estate e le autorità invitano a evitare di uscire nelle ore più calde.
Dentro il reparto di Dialisi del Misericordia, invece, c’è chi affronta quattro ore di terapia avvolto in una coperta di lana, con il cappuccio sulla testa e il lenzuolo tirato fin sotto gli occhi per cercare di trattenere un po’ di calore.
Le fotografie arrivate alla redazione colpiscono proprio per questo contrasto. Mentre all’esterno si soffoca dal caldo, nelle stanze dove decine di pazienti si sottopongono alla dialisi la preoccupazione è opposta: non riuscire a scaldarsi.
«La malattia è già una prova difficile – raccontano alcuni pazienti e i loro familiari – Restare immobili per ore attaccati a un macchinario sentendo freddo rende tutto ancora più pesante».
Chi frequenta il reparto racconta che la scena è ormai abituale. Felpe indossate anche nel pieno di luglio e pazienti che cercano di coprirsi il più possibile durante una terapia che dura diverse ore. Immagini che fanno effetto proprio in questi giorni, mentre in Toscana si parla dell’arrivo del picco dell’ondata di calore e delle temperature che potrebbero sfiorare i 40 gradi.
«Usciamo dalla dialisi infreddoliti»
La segnalazione arriva da più pazienti e dai loro familiari. Il racconto è sempre lo stesso.
«Quando entriamo sappiamo già che dovremo coprirci il più possibile – dicono – Restiamo fermi per quattro ore e, a un certo punto, il freddo entra nelle ossa. C’è chi trema e chi esce dalla seduta completamente infreddolito. A qualcuno di noi è venuta la febbre».
Nessuna accusa al personale sanitario. Anzi.
«Medici e infermieri fanno quello che possono – dicono – Sappiamo che hanno segnalato anche loro il problema. Questa non è una protesta contro chi lavora nel reparto, ma il tentativo di far conoscere una situazione che, secondo noi, merita attenzione».
Per chi affronta la dialisi, infatti, il trattamento non è un appuntamento occasionale. È una routine che si ripete più volte alla settimana e che costringe molti pazienti, spesso anziani e fragili, a rimanere immobili per diverse ore.
La verifica dell’Asl
L’Asl Toscana Sud Est, ricevuta la segnalazione dei pazienti e dei familiari, spiega che l’impianto di climatizzazione è centralizzato, ma che la temperatura dei singoli reparti può essere regolata.
«Nel Day Hospital Dialisi – fa sapere l’Asl – è stato riscontrato che la temperatura dell’ambiente risultava inferiore di pochi gradi rispetto ai valori previsti. L’Ufficio tecnico è intervenuto tempestivamente modificando l’impostazione e riportando la temperatura ai parametri corretti».
La speranza dei pazienti
Chi ci ha contattato spera che quell’intervento sia sufficiente. «Non vogliamo fare polemica – dicono – Vorremmo soltanto poter affrontare una terapia già difficile senza dover pensare anche al freddo».
E le fotografie scattate nel reparto, con pazienti avvolti nelle coperte fino agli occhi in piena estate, spiegano meglio di qualsiasi parola il motivo di quella richiesta.





