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Senzuno perde il suo Libe, volto autentico del rione

È morto Libe Berti, figura storica del rione. Sempre in canottiera e sandali, con il carattere schietto di chi non aveva paura di dire quello che pensava. Il ricordo commosso del fotografo Carlo Tardani
Libe Berti nello scatto di Carlo Tardani

FOLLONICA. A Senzuno lo conoscevano tutti. Bastava dire Libe e non c’era bisogno di aggiungere altro. Libero Berti era uno dei simboli del quartiere, uno degli ultimi abitanti delle storiche casette affacciate sul mare che quel tratto di costa lo vivevano dodici mesi all’anno, quando il turismo lasciava spazio all’inverno.

Era impossibile non notarlo. Canottiera sbracciata, sandali ai piedi, estate o inverno che fosse. Il freddo sembrava non appartenergli. Il mare, invece, era casa sua. Con la sua scomparsa Senzuno perde un pezzo della propria memoria.

«Un anarchico, sincero e solidale»

A ricordarlo è il fotografo Carlo Tardani, amico di una vita.

«Anarchico, verace, schietto, solidale, sincero. Tutte qualità che fanno parte del Dna e della storia di Senzuno» racconta.

Un’amicizia nata da ragazzi e diventata sempre più forte negli anni.

«Lo conoscevo fin da giovane. Abbiamo consumato insieme tutti i marciapiedi del quartiere, dal Circolino fino alla Colonia. Poi sono arrivati i lunghi viaggi quotidiani verso lo stabilimento di Piombino, che hanno consolidato un rapporto che non si è mai interrotto».

Uno che diceva sempre quello che pensava

Libe era fatto così. «Non aveva peli sulla lingua. Ti diceva sempre quello che pensava, anche a costo di creare qualche incomprensione. Ma era un uomo buono, generoso, con un’anima estremamente sensibile che molti, fermandosi all’apparenza, scambiavano per burberità». 

Dietro quel carattere deciso c’era una persona pronta ad aiutare gli altri e profondamente legata al suo quartiere.

Quel tuffo nel mare di gennaio

Tra i tanti ricordi, uno è rimasto impresso nella memoria di Tardani.

«Era gennaio, faceva un freddo che sembrava spaccare le pietre. Io lo vidi entrare in mare con il fucile da pesca, le pinne e il costume. Nient’altro. Credo che quel giorno perfino i pesci si siano inchinati alla sua naturalezza».

Un’immagine che racconta meglio di tante parole chi fosse Libe: un uomo che viveva il mare senza compromessi, come se facesse parte della sua stessa pelle.

Un nome che resterà nel cuore di Senzuno

Per tanti follonichesi Libero Berti non era soltanto un vicino di casa o un conoscente. Era un volto familiare, uno di quelli che sembrano appartenere da sempre al paesaggio del quartiere.

«Ciao Libe. Il tuo nome resterà per sempre scolpito nella memoria del rione», conclude Tardani.

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