GROSSETO. La partita per il candidato sindaco del centrodestra è ufficialmente iniziata. E se la mattina il congresso provinciale di Forza Italia, alla presenza del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, aveva incoronato Luca Agresti come nome da proporre alla coalizione per la successione di Antonfrancesco Vivarelli Colonna, nel pomeriggio è arrivata la risposta di Fratelli d’Italia.
A parlare, sabato 25 luglio, ospite del talk condotto da Giancarlo Capecchi alle Terme Leopoldine, è stato Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione nazionale del partito di Giorgia Meloni, chiamato a commentare proprio l’uscita degli alleati azzurri. Davanti a lui, in prima fila, tutto lo stato maggiore di FdI: la senatrice Simona Petrucci, il parlamentare Fabrizio Rossi, il consigliere regionale Luca Minucci. Poche sedie più in là, l’assessore Bruno Ceccherini e il sindaco di Piombino Francesco Ferrari.
Tra i forzisti invece spiccava la presenza dell’avcocato Alessandro Antichi e le assenze del candidato in pectore Luca Agresti e del primo cittadino. Dopo aver toccato i temi nazionali cari alla destra, come la riforma della legge elettorale e il caso Roggero, il giornalista di Tv9 è andato subito al punto.
La domanda di Capecchi è stata diretta: chi decide davvero le candidature nei capoluoghi di provincia? I partiti al tavolo della coalizione, gli equilibri regionali o quelli nazionali? E soprattutto: perché bruciare i tempi indicando un nome quando nel centrodestra si parla anche di altri possibili candidati, come il deputato Fabrizio Rossi e l’assessore Riccardo Ginanneschi?
Donzelli, però, ha scelto di abbassare subito la tensione.
«Ringrazio gli amici di Forza Italia – ha detto – perché se partono dicendo che vogliono vincere Grosseto e mettono subito sul tavolo quello che ritengono il loro uomo migliore, è un gesto di grande generosità verso la coalizione. Fanno bene».
«Anche Fratelli d’Italia metterà sul tavolo i suoi nomi»
Il dirigente nazionale di Fratelli d’Italia ha spiegato che ogni forza politica è legittimata a indicare il proprio candidato.
«È giusto che ogni partito proponga le persone che reputa migliori. Forza Italia ha scelto Luca Agresti, noi faremo lo stesso con i nostri nomi e poi ci confronteremo».
Ed è qui che Donzelli cita apertamente Fabrizio Rossi, confermando che il deputato resta tra le figure in campo.
«Abbiamo ottimi consiglieri comunali, ottimi assessori, ottimi parlamentari – ha detto –Certamente c’è Fabrizio Rossi, che è bravissimo. Abbiamo tanti nomi da mettere sul tavolo e sceglieremo quello migliore».
Un passaggio che certifica come, almeno in Fratelli d’Italia, la partita sia tutt’altro che chiusa.
«Non contano le percentuali, conta vincere»
Donzelli ha escluso che la scelta sarà frutto di semplici rapporti di forza tra i partiti.

«Non faremo i conti con le percentuali. Non diremo: noi abbiamo più voti e quindi ci spettano più sindaci. A noi interessa scegliere il candidato che possa vincere e governare bene la città».
Un ragionamento che, nelle intenzioni del responsabile organizzazione del partito di Giorgia Meloni, supera le logiche di appartenenza.
«Meglio avere tre assessori che un candidato sindaco perdente. Non ci interessa mettere una bandierina di partito. Ci interessa scegliere la persona migliore per i cittadini».
«Nessuna spaccatura nel centrodestra»
Nel finale Donzelli ha anche lanciato un messaggio agli avversari politici.
«Mi auguro che si arrivi presto a una decisione. Dopo un sindaco forte come Antonfrancesco Vivarelli Colonna serve una riflessione seria per trovare chi possa continuare a governare bene Grosseto».
E poi la chiusura, rivolta alla sinistra.
«Chi spera che dall’annuncio di oggi nascano divisioni nel centrodestra resterà deluso – aggiunge – Il centrodestra è compatto, resterà compatto e presenterà una proposta seria per governare ancora questa città».
La corsa, dunque, è appena partita. Forza Italia ha già scoperto le carte con Luca Agresti, investito ufficialmente al congresso provinciale dal partito davanti al ministro Antonio Tajani. Fratelli d’Italia, invece, rivendica di avere più profili autorevoli, a partire da Fabrizio Rossi, e rinvia la scelta al confronto della coalizione. Una decisione che dovrà arrivare nei prossimi mesi e che sarà uno dei passaggi politici più delicati in vista delle amministrative del 2027.




