GROSSETO. C’è una tabella che, più di tante analisi, racconta come sta cambiando la provincia di Grosseto. Ventotto comuni, tredici indicatori, dati ufficiali provenienti da Istat, Inps e Ministero dell’Economia. A raccoglierli e metterli in fila è stata la Cgil Grosseto. Il risultato è una fotografia che parla di un territorio sempre più anziano, con meno persone in età lavorativa, pochi giovani e redditi che, in molti casi, restano troppo bassi.
Non è un esercizio statistico. Dietro ogni numero ci sono imprese che faticano a trovare personale, scuole che perdono iscritti, servizi che devono fare i conti con una popolazione sempre più anziana e comuni che rischiano di vedere restringersi la propria base produttiva.

Il dato che spiega tutto: oltre 11 mila lavoratori potenziali in meno
Il numero che colpisce più di tutti è quello relativo alla popolazione tra i 15 e i 64 anni.
Nel 2012 erano 142.181. Nel 2025 sono diventati 130.817. Significa che la provincia ha perso 11.364 persone in età lavorativa.
Una riduzione enorme, che incide direttamente sulla disponibilità di lavoratori, sulla capacità produttiva delle aziende e, nel lungo periodo, anche sulla sostenibilità del welfare.
Parallelamente aumentano gli anziani. Gli over 65 crescono di 5.354 persone, mentre i residenti fino a 14 anni diminuiscono di 4.891.
È il segno di un progressivo squilibrio demografico: meno giovani, più pensionati e sempre meno persone chiamate a sostenere il sistema economico.
Grosseto cresce, ma invecchia
Anche il capoluogo racconta bene questa trasformazione.
Gli abitanti aumentano di 2.782 unità, ma nello stesso periodo la popolazione in età lavorativa diminuisce di 1.391 persone.
Gli over 65 aumentano invece di 3.147 residenti, mentre i bambini e ragazzi fino a 14 anni diminuiscono della stessa entità (-1.391).
In altre parole, Grosseto continua ad attrarre residenti, ma l’età media cresce rapidamente.
Follonica, Orbetello e i grandi comuni
La tendenza è simile anche negli altri principali centri della provincia.
Follonica perde 1.578 persone in età lavorativa, Orbetello 1.367, Massa Marittima 586, Roccastrada 611, Manciano 520, Sorano 493, Magliano 464.
In alcuni casi la diminuzione della popolazione attiva supera abbondantemente il 10% rispetto a poco più di un decennio fa.
Quasi un contribuente su due guadagna meno di 15 mila euro
Accanto ai dati demografici emerge anche un quadro economico che merita attenzione.
La quota di contribuenti con redditi inferiori ai 15 mila euro supera il 50% a Scansano (50,3%), mentre sfiora la metà della popolazione in comuni come Sorano (48,1%), Semproniano (48,2%), Manciano (46,5%), Magliano in Toscana (45,1%) e Isola del Giglio (45,5%).
Anche nei centri più grandi le percentuali restano elevate: Grosseto è al 34,3%, Follonica al 37,5%, Orbetello al 39,4%, Castiglione della Pescaia al 40,3%.
Sono numeri che raccontano un potere d’acquisto spesso limitato e spiegano molte delle difficoltà denunciate da famiglie e attività commerciali.
Gli stranieri diventano una componente indispensabile
Un altro dato interessante riguarda la popolazione straniera residente.
Tra il 2019 e il 2025 gli stranieri aumentano complessivamente di 1.246 persone, passando da 22.140 a 23.386.
Per la Cgil il dato conferma come l’apporto dell’immigrazione sia ormai fondamentale per molti comparti produttivi, dall’agricoltura al turismo, fino ai servizi.
La riflessione della Cgil
Secondo Claudio Renzetti, della segreteria regionale della Cgil Toscana, i numeri mostrano un territorio che rischia di entrare in una spirale difficile da invertire se non si interviene con politiche sul lavoro, sui salari, sulla formazione e sull’innovazione.
«Se in pochi anni hai perso oltre 11 mila potenziali lavoratori – osserva – senza il contributo degli stranieri molte aziende avrebbero già grandi difficoltà. Allo stesso tempo non possiamo continuare a stupirci se le imprese fanno fatica a trovare personale quando l’offerta di lavoro è spesso poco attrattiva e i salari non consentono di vivere dignitosamente».
Più che una fotografia, un campanello d’allarme
La tabella elaborata dalla Cgil non offre soluzioni, ma mette in fila dati difficili da ignorare.
L’invecchiamento della popolazione, il calo dei giovani, la riduzione delle persone in età lavorativa e la diffusione dei redditi bassi non riguardano un singolo comune, ma quasi tutta la provincia.
Ed è probabilmente questa la vera notizia: la Maremma non sta affrontando soltanto un problema demografico. Sta vivendo una trasformazione profonda che coinvolge lavoro, imprese, servizi e qualità della vita.
I cinque numeri che raccontano la provincia
- -11.364 persone in età lavorativa dal 2012.
- +5.354 over 65 nello stesso periodo.
- -4.891 bambini e ragazzi fino a 14 anni.
- 23.386 cittadini stranieri residenti nel 2025.
- 34,3% dei contribuenti di Grosseto dichiara meno di 15 mila euro lordi l’anno.



