Saldi, due facce della stessa città: c'è chi vende e chi no | MaremmaOggi Skip to content

Saldi, due facce della stessa città: c’è chi vende e chi no

I commercianti di Grosseto raccontano un’estate divisa. Il turismo porta una boccata d’ossigeno, ma qualcuno parla di un centro simile al deserto del Sahara
A sinistra l'ingresso di Punto Pella. In alto da sinistra: l'ingresso del negozio Shok e Giulia Simoni (di Retrò). In basso da sinistra: l'ingresso del Planet Riders e Antonio Blanchard (di Blanchard)
A sinistra l’ingresso di Punto Pelle. In alto da sinistra: l’ingresso del negozio Shock e Giulia Simoni (di Retrò). In basso da sinistra: l’ingresso del Planet Riders e Antonio Blanchard (di Blanchard)

GROSSETO. I saldi sono partiti, ma il bilancio dei commercianti grossetani è tutt’altro che uniforme. C’è chi parla di un buon movimento, chi vede una lenta ripresa e chi, invece, descrive un centro storico ancora troppo vuoto. Una fotografia a più velocità, influenzata dal caldo, dall’arrivo dei turisti e dalla concorrenza dell’online.

Per Alberto Macchi, presidente del Centro commerciale naturale Centro storico, il primo bilancio è positivo. «Il primo giorno dei saldi è stato rallentato, ma durante la settimana abbiamo visto un discreto movimento, superiore al solito – dice – La situazione è come quella degli anni passati».

I commercianti sono divisi sui saldi: c’è chi sostiene che stiano andando bene, soprattutto chi si trova nella parte centrale di corso Carducci, mentre per altri la situazione è tragica, tanto che un commerciante sostiene che Grosseto sia il “deserto del Sahara”. Quello che è certo è la bassa aspettativa che molti negozianti avevano.

Qualcuno spera nella pioggia

Secondo Macchi, a trainare il momento sono soprattutto le attività della ristorazione. «Credo che con il passare dei giorni le vendite aumenteranno: le nuove collezioni sono già in negozio e qualcuno sta rientrando dalle ferie – dice Macchi – I saldi durano 60 giorni e siamo solo all’inizio. Ho visto un discreto passaggio di persone, ma quello che conta è l’acquisto: meglio avere 15 persone con 8 sacchetti che 30 persone con 4».

Più prudente Gabriele Mele, che racconta una situazione molto variabile. «Il caldo, l’online, i costi in aumento e le offerte continue fanno sì che l’abbigliamento passi in secondo piano – dice Gabriele Mele, titolare di Planet Riders – C’è chi entra, guarda e non considera nemmeno i saldi e chi, invece, viene con l’idea precisa di acquistare l’occasione che aveva puntato da tempo».

La speranza, aggiunge, è tutta riposta nell’arrivo dei turisti, perché il ragionamento è opposto rispetto all’inverno: se piove i turisti vengono in città.

Il turismo dà una mano

Più ottimista Erica, titolare di Shock, che rispetto ai mesi scorsi nota un’inversione di tendenza.

«Sono molto contenta. Prima vedevamo il deserto, ora c’è movimento. Magari a piccole dosi, ma passare dal nulla a vedere gente è già tanto – dice -. Il turismo c’è e va trattato con i guanti. Abbiamo clienti italiani e stranieri e partecipiamo alle aperture serali. Certo, il centro commerciale non ci aiuta, ma resistiamo. Più che vivere, oggi i negozi sopravvivono».

«Per ora i saldi stanno andando bene, ma è anche vero che le aspettative erano basse – continua – Sono anni molto duri per le attività e non riceviamo molti aiuti».

Anche da Antonio Blanchard il bilancio è in linea con quello dello scorso anno. «Forse sarebbe meglio farli partire un mese più tardi – dice – Per il resto siamo in linea con l’anno passato. È anche vero che le persone ormai hanno molti capi nei loro armadi e che nei primi giorni ho visto un po’ di movimento».

Per il negozio Retro, invece, il movimento è sostenuto soprattutto dai turisti e dai clienti dei paesi vicini. «Il turismo è partito solo adesso e speriamo che agosto dia una spinta in più – dice Giulia Simoni, la titolare – Siamo in linea con l’estate scorsa. L’unica pecca è che nessuno ci ha chiesto se fossimo disponibili alle aperture serali».

«Il centro è come il deserto del Sahara»

Appena ci si scosta un po’ dalla parte centrale di corso Carducci la situazione cambia. C’è meno passaggio di persone e i saldi non stanno andando bene.

Di tutt’altro tenore il racconto di Alberto Franci, titolare di Roberto Pelle. «C’è poca gente, meno passaggio e meno interesse. Grosseto è morta. È da tre mesi che non succede niente – dice il commerciante – Prima facevamo le aperture serali del giovedì e funzionavano molto bene, oggi non ci sono più neanche quelle e, di conseguenza, le persone non vengono in centro. Vediamo un po’ di passaggio solo il giorno del mercato. Grosseto è ormai il deserto del Sahara».

Una situazione così drastica dipende da tanti fattori, fra cui l’aumento del costo della vita, che comporta spese sempre più alte per i consumatori. Ma non solo, perché incidono anche l’assenza di eventi e, spesso, la mancata coesione fra le diverse attività (e anche fra gli abitanti del centro, che non vogliono la musica durante la sera). L’insieme di questi fattori non crea sicuramente un momento florido per il commercio, neanche durante i saldi, quando l’occasione è a portata di borsello.

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