GROSSETO. L’edilizia toscana cambia pelle e, secondo Rossano Massai, il cambiamento è soltanto all’inizio. L’assemblea di Ance Toscana, l’associazione delle imprese edili aderenti al sistema Confindustria, lo ha confermato presidente per il quadriennio 2026-2030, affidandogli il compito di guidare il comparto in una delle fasi più delicate degli ultimi decenni.
Una riconferma che non rappresenta soltanto un attestato di stima personale, ma assume anche un valore particolare per il territorio grossetano. Lo stesso Massai ricorda infatti che, per tradizione, l’associazione privilegia l’alternanza tra le varie province della Toscana.
«È una soddisfazione enorme. Non capita quasi mai che un presidente regionale venga riconfermato, perché il nostro statuto privilegia proprio l’alternanza anche territoriale. Per questo motivo la conferma ha un significato ancora più importante, sia per me sia per Grosseto, che storicamente non ha mai avuto molti incarichi regionali».
Insieme a lui sono stati eletti i vicepresidenti Giangiacomo Gellini e Stefano Fani, mentre Andrea Tanzini ricoprirà il ruolo di tesoriere.
Massai, titolare della Fratelli Massai, è uno dei principali imprenditori toscani del settore delle opere pubbliche e negli ultimi anni ha guidato Ance Toscana accompagnando le imprese durante il periodo del Superbonus, del Pnrr e delle profonde trasformazioni normative che hanno interessato il comparto.
«È un momento di transizione difficile»
La fotografia che il presidente di Ance Toscana scatta del settore è molto diversa dall’immagine di un’edilizia in piena espansione.
Secondo Massai, il comparto si trova oggi davanti a una fase completamente nuova.
«È un momento di transizione difficile. È finita la stagione dei bonus, il Pnrr sta arrivando alla conclusione ed è stato presentato il Piano Casa, ma ci sono ancora molti punti interrogativi perché mancano le norme attuative. Il futuro è ancora tutto da costruire e vedrà forme di intervento molto diverse rispetto al passato».
Per anni il mercato è stato trainato dagli incentivi fiscali e dagli investimenti straordinari legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Adesso, invece, servirà un nuovo equilibrio.
«Ci sarà sempre di più un rapporto tra pubblico e privato. Questo significa cambiare il modo stesso di fare impresa e affrontare un vero cambio culturale».
Un cambiamento che riguarda non soltanto gli imprenditori ma anche le amministrazioni pubbliche, chiamate a progettare città e infrastrutture con strumenti completamente diversi rispetto al passato.
L’emergenza casa resta una priorità
Uno dei temi che Massai considera centrali è quello dell’abitazione.
Per il presidente di Ance Toscana il bisogno di case continua a crescere e il settore delle costruzioni sarà inevitabilmente protagonista della risposta.
«Il problema casa è enorme. Mancano abitazioni praticamente per tutte le fasce della popolazione. È evidente che il nostro settore dovrà essere protagonista se vogliamo affrontare davvero questa emergenza».
Ma il concetto di edilizia, spiega, non può più limitarsi alla costruzione di nuovi edifici.
Oggi si parla sempre di più di transizione ecologica, riqualificazione urbana, recupero dell’esistente e qualità della vita.
«Quando si parla di decoro, recupero, rigenerazione urbana o sostenibilità il nostro settore è inevitabilmente protagonista. Per questo è fondamentale che l’edilizia possa programmare gli investimenti con regole certe, finanziamenti adeguati e una visione di lungo periodo».
Non basta costruire case: bisogna costruire luoghi dove vivere
È forse questo il passaggio che meglio sintetizza la visione di Massai per i prossimi anni.
L’obiettivo non è semplicemente recuperare un edificio.
Occorre ripensare interi quartieri.
«Il futuro è recuperare l’esistente, ma non significa restaurare soltanto un fabbricato. Significa recuperare tutto ciò che c’è intorno. Oggi le persone non cercano più soltanto una casa: cercano un modo di abitare. E abitare significa avere servizi, verde, parcheggi, spazi pubblici e tutto ciò che rende migliore la qualità della vita».
È una trasformazione che porta al centro un concetto sempre più utilizzato nel mondo dell’urbanistica: la rigenerazione urbana.
Secondo Massai sarà proprio questa, insieme al partenariato pubblico-privato, la strada lungo cui si muoveranno gli investimenti dei prossimi anni.
«Servono norme moderne e amministrazioni preparate»
Per trasformare questa visione in realtà, però, non basta la volontà delle imprese.
Massai individua tre condizioni indispensabili.
La prima riguarda la normativa.
«Le regole sono ormai troppo vecchie, sia a livello nazionale sia regionale. Abbiamo bisogno di strumenti nuovi che permettano davvero di progettare gli interventi di rigenerazione urbana».
La seconda riguarda la pubblica amministrazione.
«Gli enti pubblici devono essere dotati delle professionalità necessarie per affrontare convenzioni di questo tipo. Oggi pubblico e privato devono costruire insieme progetti che abbiano un equilibrio economico e siano realmente sostenibili».
Infine, la terza riguarda le imprese.
«Anche noi dobbiamo cambiare mentalità. Molti interventi potranno essere affrontati soltanto unendo competenze e forze diverse».
Il problema del personale e la sfida della formazione
L’altro grande nodo è quello del ricambio generazionale.
Le imprese continuano a cercare personale qualificato e, per questo, Ance Toscana ha investito moltissimo nella formazione.
«Siamo impegnatissimi su questo fronte. Nel 2021 abbiamo fondato un ITS che oggi sta finalmente dando risultati importanti e registra molte iscrizioni. Insieme alla Regione abbiamo creato anche un polo tecnico-professionale, stiamo lavorando a un campus e portiamo avanti attività di orientamento nelle scuole, dalle medie alle superiori».
L’obiettivo è cambiare la percezione del mestiere.
«Vogliamo far capire ai ragazzi quanto sia bello costruire. Esiste ancora un’immagine del cantiere che non corrisponde più alla realtà».
Dai droni all’intelligenza artificiale: così cambia il cantiere
Proprio il cantiere, secondo Massai, è uno degli ambienti che negli ultimi anni ha conosciuto la trasformazione più radicale.
Chi immagina ancora un’edilizia fatta soltanto di mattoni, cemento e fatica fisica rischia di avere un’immagine ormai superata.
«Il problema è far conoscere quanto sia tecnologico oggi il nostro settore. Come Ance Toscana abbiamo persino realizzato un video per mostrare come si lavora oggi rispetto al passato».
Le innovazioni sono ormai parte integrante del lavoro quotidiano.
«Oggi si progettano gli edifici con il BIM (acronimo di Building Information Modeling, o Modellizzazione delle Informazioni di Costruzione, ndr), si utilizzano droni, robot e intelligenza artificiale. Sono strumenti che migliorano la qualità del lavoro, aumentano la precisione e contribuiscono anche alla sicurezza nei cantieri».
Una rivoluzione silenziosa che, secondo il presidente di Ance Toscana, potrebbe diventare anche la chiave per attrarre nuove generazioni verso un mestiere che ha bisogno di tecnici, progettisti e operatori sempre più qualificati.
Quattro anni decisivi
La nuova presidenza si apre quindi in un contesto completamente diverso rispetto a quello di quattro anni fa.
Il periodo degli incentivi straordinari lascia spazio alla necessità di costruire un modello più stabile, fondato sulla programmazione, sulla collaborazione tra pubblico e privato e sulla rigenerazione delle città.
Per Rossano Massai sarà una sfida complessa ma decisiva.
«Il futuro dell’edilizia passa da un cambio culturale. Dobbiamo imparare a progettare insieme, a recuperare quello che già esiste e a costruire città migliori, non soltanto edifici nuovi». È la direzione che il presidente di Ance Toscana indica al comparto per i prossimi quattro anni, convinto che proprio da questa trasformazione passerà il rilancio dell’intero settore delle costruzioni.



