Comunali Grosseto 2027: il congresso di Forza Italia può cambiare la corsa a sindaco | MaremmaOggi Skip to content

Grosseto, il centrodestra accelera sul 2027: il congresso di Forza Italia può segnare la svolta

Il 25 luglio Antonio Tajani ha convocato a Grosseto il congresso regionale di Forza Italia. Sul tavolo il futuro della coalizione: Agresti resta il nome più accreditato tra gli azzurri, Antichi mantiene un forte sostegno interno, mentre Fratelli d’Italia continua a spingere su Fabrizio Rossi. Anche il centrosinistra prepara le proprie mosse
Leonardo Marras e Alessandro Antichi insieme in centro a Grosseto, nei cerchi Luca Agresti e Fabrizio Rossi
Leonardo Marras e Alessandro Antichi insieme in centro a Grosseto, nei cerchi Luca Agresti e Fabrizio Rossi

GROSSETO. Ufficialmente si voterà per eleggere il nuovo segretario regionale di Forza Italia. Ma ufficiosamente il congresso del 25 luglio, convocato dal segretario nazionale Antonio Tajani all’Hotel Granduca di Grosseto, rischia di trasformarsi nel primo vero snodo politico delle elezioni comunali del 2027.

La scelta di Grosseto non passa inosservata. Non solo perché la provincia conta 546 aventi diritto al voto, uno dei numeri più alti della Toscana, la Maremma è seconda solo a Firenze, ma perché proprio qui si giocherà una delle partite più delicate del centrodestra.

Provincia Aventi diritto al voto
Firenze 590
Grosseto 546
Livorno 534
Lucca 468
Massa-Carrara 435
Siena 343
Arezzo 304
Prato 303
Pistoia 230
Pisa 132
Totale Toscana 3.885

Da settimane si rincorrono indiscrezioni, prese di posizione e dichiarazioni di disponibilità. Ora, però, il calendario offre una data che potrebbe rappresentare un passaggio politico decisivo.

L’ipotesi Luca Agresti

Nessuno, ufficialmente, parla di investiture, ma le chat sono piene di messaggi e scambi di opinioni, talvolta confronti aspri.

Per questo tra gli ambienti del centrodestra prende corpo l’idea che la presenza di Antonio Tajani possa rappresentare l’occasione per dare un segnale forte attorno al nome di Luca Agresti, assessore alla cultura e figura considerata vicina al sindaco di Grosseto uscente. Il quale rivendica quasi ogni giorno il suo peso politico e punta ad un ruolo nazionale.

Al momento non ci sono conferme ufficiali, anche se Luca Agresti ha dichiarato di essere pronto a correre da sindaco già alla cena di Natale scorso, all’inizio di dicembre. E da allora non ha fatto un passo indietro.

Al tempo stesso il congresso potrebbe servire anche a ricompattare un partito che, nelle ultime settimane, ha visto emergere sensibilità differenti.

L’altra anima di Forza Italia guarda ad Antichi

Perché dentro Forza Italia esiste anche un’altra corrente di pensiero.

L’ex sindaco Alessandro Antichi continua a essere indicato da una parte del mondo civico e da esponenti storici del partito come la figura capace di allargare il consenso oltre i confini tradizionali del centrodestra. Nel nome di una parola che a chi lo sostiene piace e a chi non lo vede di buon occhio, proprio non va giù: “discontinuità”.

Una parola che, inutile far finta di niente, è anche una valutazione complessiva sull’operato dell’Amministrazione uscente.

Tra coloro che, secondo le indiscrezioni, guardano con favore a questa ipotesi vengono indicati nomi di peso come Stefano Dragoni, Gianluca Ancarani, Maurizio Marraccini e Salvatore Anastasi.

Il congresso potrebbe diventare anche il momento per verificare quale delle due linee abbia oggi maggiore forza. O anche segnare una frattura più netta dell’attuale. Con conseguenze che potrebbero rovesciare il tavolo.

Fratelli d’Italia non sembra più disposta a fare un passo indietro

Nel frattempo cambia anche il quadro della coalizione. Fino a poche settimane fa sembrava prevalere l’idea di lasciare a Forza Italia la candidatura a sindaco di Grosseto.

Oggi, però, il clima appare diverso.

Fratelli d’Italia ha cambiato i toni e ha ripreso a parlare di un accordo, vista la disponibilità di Fabrizio Rossi, che nel frattempo mantiene un ruolo centrale anche sul piano nazionale come deputato.

Il suo nome resta sul tavolo e, secondo diverse letture politiche, il partito sarebbe meno incline rispetto al passato a rinunciare alla guida della coalizione.

Molto dipenderà anche dagli equilibri romani, dove lo stesso Fabrizio Rossi, quasi ogni giorno, tesse la tela con i colleghi dell’emiciclo. Gli amici del partito di Grosseto lavorano in Maremma, lui lo fa a Roma. Pare di capire che se ci sarà un accordo solido e condiviso da tutti in Maremma i vertici romani siano pronti ad accettarlo, ma nel caso di dissapori i vertici nazionali siano pronti a imporre un nome. «Non trovate la quadra? Decidiamo noi».

In questo quadro l’eventuale evoluzione del percorso politico del sindaco di Piombino Francesco Ferrari, anch’egli esponente di Fratelli d’Italia, potrebbe infatti incidere sulla futura distribuzione dei ruoli parlamentari e amministrativi. Lo scaltro avvocato piombinese, capace di strappare al centrosinistra una delle città più operaie d’Italia, adesso pare pronto a passare all’incasso. Anche perché dopo il secondo mandato non sarà ricandidabile sul promontorio, essendo Piombino ben oltre i 15mila residenti.

E il centrosinistra osserva

Dall’altra parte il centrosinistra continua a mantenere il massimo riserbo.

Le indiscrezioni continuano però a convergere sul nome dell’assessore regionale Leonardo Marras, considerato da molti il candidato naturale per tentare di riconquistare Palazzo Comunale. Alcuni ambienti industriali e artigianali temono di perdere un valido riferimento in Regione (si dimettesse da assessore, al suo posto in giunta potrebbe entrare l’empolese Brenda Barnini), ma c’è anche la consapevolezza che possa essere il nome migliore.

Sia chiaro, si tratta di un caso di incompatibilità, non di ineleggibilità. Quindi le dimissioni non sono obbligatorie per candidarsi, ma in caso di elezione a sindaco avrebbe 10 giorni per scegliere quale delle due cariche mantenere.

Secondo quanto risulta, sarebbe in corso anche un sondaggio interno sull’elettorato, nel quale, oltre a Marras, comparirebbero anche i nomi del presidente della Provincia Francesco Limatola e del deputato Marco Simiani.

Anche in questo caso non esistono conferme ufficiali. Ma il fatto stesso che vengano testati più profili racconta come il centrosinistra stia entrando nella fase di costruzione della propria strategia.

L’estate delle grandi manovre

Manca ancora quasi un anno alle comunali, ma la sensazione è che la campagna elettorale sia già iniziata.

Per ora nessuno si dichiara candidato. Tutti, però, stanno cercando di arrivare nella posizione migliore quando verrà il momento delle scelte. Dopo questa torrida estate, il clima politico si farà ancora più caldo.

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