PORTO SANTO STEFANO. La blue economy potrebbe presto avere una legge regionale dedicata. È l’annuncio arrivato dal Forum Economia del Mare, organizzato da Cna Grosseto, Cna Toscana e Cna Nautica, che ha riunito a Porto Santo Stefano istituzioni, imprenditori, esperti e rappresentanti del comparto per fare il punto su uno dei settori più dinamici dell’economia italiana.

L’assessore regionale Leonardo Marras ha infatti manifestato la disponibilità della Regione Toscana ad avviare un confronto per arrivare a una normativa specifica dedicata alla nautica e all’economia del mare, un tema da tempo al centro delle richieste delle associazioni di categoria.
La nautica cresce più dell’economia italiana
In un quadro economico nazionale caratterizzato da una crescita moderata, la nautica continua invece a mostrare una capacità di sviluppo superiore alla media.
I dati presentati durante il Forum, contenuti nel nono Rapporto sulla nautica elaborato dal Centro studi di Cna nazionale e illustrati da Antonio Murzi e Fabio Piacenti, raccontano un comparto in salute.
Nel 2025 le esportazioni della filiera nautica sono cresciute del 2,6% rispetto all’anno precedente, mentre nel 2024 il fatturato ha registrato un incremento del 18,7% rispetto al 2023.
A trainare il mercato sono soprattutto le imbarcazioni superiori ai 12 metri, mentre resta più debole il segmento delle unità di dimensioni ridotte.
Numeri che confermano il ruolo dell’Italia come leader europeo nella nautica da diporto grazie a un mix di artigianalità, qualità e innovazione che continua a conquistare i mercati internazionali.
Marras: «Confronto aperto per una legge sulla blue economy»
L’annuncio dell’assessore regionale rappresenta uno dei risultati più significativi della giornata.
L’obiettivo è avviare un percorso condiviso con il mondo produttivo per arrivare a una legge regionale sulla blue economy, capace di sostenere una filiera che rappresenta uno dei motori economici della costa toscana.

Una proposta che ha raccolto il favore di Cna Toscana, da tempo impegnata nel chiedere uno strumento legislativo dedicato.
Banini: «Settore strategico per la provincia di Grosseto»
Per Saverio Banini, presidente di Cna Grosseto, la nautica rappresenta molto più di un semplice comparto produttivo.
«La nautica da diporto è una vera filiera, composta da tante professionalità diverse, spesso rappresentate da artigiani e piccoli imprenditori. È una realtà strategica per la nostra regione e, in particolare, per la provincia di Grosseto. Occasioni di confronto come questa sono fondamentali perché permettono di mettere allo stesso tavolo tutti gli attori coinvolti».
Il Forum di Porto Santo Stefano è stato infatti il terzo appuntamento annuale dedicato alla nautica promosso da Cna.
Le piccole imprese sono il cuore del comparto
Uno dei temi emersi con maggiore forza riguarda il ruolo delle micro e piccole imprese, che costituiscono la struttura portante dell’economia del mare.
Nel 2023 il settore della costruzione, riparazione e manutenzione delle imbarcazioni contava oltre 4.000 imprese, circa 17.000 addetti e un fatturato complessivo di 2,4 miliardi di euro.
Le aziende con meno di 50 dipendenti rappresentano il 98,2% dell’intera base produttiva, occupano il 62,8% dei lavoratori, producono quasi il 30% del fatturato e generano oltre un terzo del valore aggiunto del comparto.
Proprio per questo, Cna continua a chiedere il riconoscimento dei corretti codici Ateco per tutte quelle imprese artigiane e di servizio che operano nella nautica ma che oggi non vengono ancora ufficialmente identificate come appartenenti al settore.
«È una battaglia che portiamo avanti da anni – sottolinea Banini – perché riconoscere queste imprese significa valorizzare un patrimonio di competenze fondamentale soprattutto per territori come quello grossetano».
Formazione e nuove competenze: arriva il progetto con Isyl
Tra le novità illustrate durante il Forum c’è anche un progetto dedicato alla formazione.
Cna Grosseto e la Fondazione Isyl di Viareggio stanno lavorando per portare in provincia di Grosseto i corsi altamente specializzati dedicati allo Yachting Service.
L’obiettivo è formare tecnici destinati ai porti turistici, ai cantieri navali e ai servizi dedicati ai grandi yacht, con competenze che spaziano dall’accoglienza all’assistenza tecnica, dalla logistica alla gestione delle infrastrutture.
Un investimento sulla formazione che punta a creare nuova occupazione qualificata e a rafforzare la competitività della costa maremmana.
Una filiera che vale occupazione e sviluppo
Per Luca Tonini, presidente di Cna Toscana, la nautica genera innovazione, occupazione qualificata e opportunità per i giovani, coinvolgendo non solo i territori costieri ma anche le aree interne.
Sulla stessa linea Federica Maggini, presidente nazionale di Cna Nautica, che ha ricordato come dietro ogni imbarcazione esista una rete di migliaia di piccole e medie imprese altamente specializzate, dalla meccanica agli arredi, dalla componentistica al refitting, fino ai servizi portuali.
Una filiera spesso meno visibile rispetto ai grandi yacht, ma decisiva per mantenere la competitività italiana nel settore.
Visita alla nave scuola Palinuro
La giornata si è conclusa con una visita alla nave scuola Palinuro, ormeggiata nel porto di Porto Santo Stefano in occasione della Sailing Week.
Un momento particolarmente apprezzato dai partecipanti, che hanno potuto conoscere da vicino uno dei simboli della tradizione marinara italiana e della formazione degli ufficiali della Marina.





