Piombino, riparte la maxi acciaieria Metinvest: forno elettrico, bonifiche e porto nel progetto che cambia la città | MaremmaOggi Skip to content

Piombino, riparte la maxi acciaieria Metinvest: forno elettrico, bonifiche e porto nel progetto che cambia la città

Pubblicata sul portale Via della Regione Toscana la nuova procedura ambientale: il progetto prevede una grande acciaieria elettrica, demolizioni, messa in sicurezza della falda e rilancio industriale dell’area ex Lucchini
L'area dell'intervento di Metinvest-Adria e un impianto Danieli
L’area dell’intervento di Metinvest-Adria e un impianto Danieli

PIOMBINO. Per Piombino non è soltanto una pratica amministrativa pubblicata sul portale della Regione Toscana. È molto di più. È un nuovo capitolo di una storia industriale lunga decenni, fatta di acciaio, lavoro, crisi, speranze e promesse spesso rimaste sospese.

Con la pubblicazione della procedura di verifica di assoggettabilità a Via relativa al progetto Metinvest Adria, il grande piano per la riconversione del polo siderurgico torna ufficialmente al centro della scena. Un passaggio tecnico, certo. Ma anche politico, economico e simbolico.

Perché dentro quelle centinaia di pagine di relazioni ambientali e progettuali non c’è soltanto la costruzione di una nuova acciaieria. C’è il tentativo di immaginare cosa dovrà diventare Piombino nei prossimi trent’anni.

La procedura pubblicata sul portale VIA

Il procedimento avviato dalla Regione Toscana riguarda il “Progetto integrato di messa in sicurezza, riconversione industriale e sviluppo economico produttivo nell’area nord del complesso industriale del polo siderurgico di Piombino”.

Si tratta della procedura prevista dall’articolo 19 del decreto legislativo 152/2006, cioè la fase preliminare di screening ambientale che dovrà stabilire se il progetto dovrà affrontare una Valutazione di impatto ambientale completa.

Dietro quella formula burocratica si muove però uno dei più grandi progetti industriali italiani legati alla siderurgia degli ultimi anni.

Un progetto enorme tra industria, porto e bonifiche

Le carte depositate da Metinvest Adria raccontano un intervento gigantesco che interessa la macroarea nord del polo siderurgico, parti dell’area portuale e le zone industriali ex Lucchini.

Parliamo di centinaia di ettari destinati a cambiare completamente volto.

Le tavole progettuali mostrano: nuovi impianti industriali; aree di stoccaggio; linee ferroviarie interne; viabilità dedicata; connessioni logistiche col porto; infrastrutture energetiche e anche reti tecnologiche e impianti ambientali.

L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un moderno polo siderurgico integrato, capace di collegare direttamente produzione industriale, porto e trasporto ferroviario.

Il cuore del piano: la nuova acciaieria elettrica

Il centro dell’intero progetto è la realizzazione di un impianto siderurgico di nuova generazione sviluppato da Metinvest insieme a Danieli.

La relazione generale parla di un impianto “EAF-QSP” destinato alla produzione di coils laminati a caldo attraverso la trasformazione di materiali ferrosi.

In pratica, il modello industriale scelto è quello della siderurgia elettrica con forno elettrico ad arco (EAF); impianti per la gestione del rottame ferroso; sistemi di metallurgia secondaria e laminatoi per la produzione finale dei coils.

La differenza rispetto alla siderurgia tradizionale è enorme.

Per decenni Piombino ha vissuto intorno all’idea dell’altoforno, del ciclo integrale, del carbone e della grande industria pesante novecentesca. Qui invece il progetto punta su forni elettrici alimentati da rottame ferroso e materiali preridotti, con l’obiettivo di ridurre emissioni e consumi.

Una trasformazione industriale che segue la direzione europea della cosiddetta “acciaieria green”.

Non solo acciaio: energia, acqua e tecnologia

Sfogliando la documentazione emerge chiaramente come il progetto non riguardi soltanto i capannoni produttivi.

La nuova acciaieria sarà accompagnata da una rete enorme di impianti tecnologici come sistemi avanzati di trattamento fumi; impianti per il recupero delle scorie; reti elettriche dedicate; sottostazioni energetiche; impianti per aria compressa e gas tecnici; sistemi antincendio oltre a fibra ottica e infrastrutture digitali.

Colpisce soprattutto il capitolo dedicato all’acqua.

Il progetto prevede infatti un impianto desalinatore per l’utilizzo dell’acqua marina. Una scelta che punta a limitare l’impatto sulle risorse idriche del territorio, tema da sempre delicatissimo in un’area industriale di queste dimensioni.

La grande questione ambientale

Ma il vero nodo di tutto il progetto resta l’ambiente.

La documentazione allegata alla Via dedica una parte enorme alla contaminazione storica del Sin di Piombino e alla necessità di mettere in sicurezza terreni, falda e aree industriali.

Non si parla soltanto di costruire una nuova fabbrica. Prima bisogna intervenire su decenni di eredità industriale accumulata nel tempo.

Le relazioni descrivono infatti cumuli di materiali industriali; aree contaminate; suoli da mettere in sicurezza; falda inquinata e demolizioni diffuse di vecchi impianti. Un quadro noto da tempo, ma messo nero su bianco fa capire quanto sia imponente il lavoro da fare.

La strategia proposta da Metinvest si basa sulla rimozione dei rifiuti industriali; la demolizione delle strutture obsolete; la realizzazione di coperture e sistemi di isolamento; monitoraggi ambientali continui e il coordinamento con gli interventi pubblici già avviati sulla falda.

L'area di 36 ettari con i cumuli di scorie
L’area di 36 ettari con i cumuli di scorie

La partita gigantesca della falda

Uno dei passaggi più delicati riguarda proprio la falda contaminata sotto l’ex area industriale.

La relazione ricorda che negli anni sono stati stanziati 50 milioni di euro attraverso il CIPE e altri 41 milioni nel 2023, per un totale di 88 milioni destinati alla messa in sicurezza delle acque sotterranee.

Il piano prevede: barrieramenti idraulici; trincee drenanti; pozzi di emungimento e impianti di trattamento delle acque contaminate.

È una delle operazioni ambientali più complesse mai affrontate nell’area.

Il peso della storia industriale di Piombino

Dentro questa vicenda c’è anche tutta la storia recente della siderurgia piombinese.

Le relazioni ricostruiscono infatti il lungo percorso iniziato con gli accordi di programma del 2014 dopo il tracollo Lucchini.

Poi, come tutti sanno, ci sono stati l’arrivo di Cevital-Aferpi; il fallimento del piano industriale; il passaggio al gruppo JSW; il memorandum del 2024 con Metinvest e Danieli fino al nuovo accordo di programma del 2025.

Per questo a Piombino il tema non è soltanto industriale.

Ogni nuovo progetto viene inevitabilmente guardato con speranza ma anche con diffidenza. Troppi piani annunciati, troppe promesse mai completate, troppi passaggi societari hanno segnato gli ultimi dieci anni.

Adesso comincia la fase decisiva

La pubblicazione sul portale VIA apre ora una fase cruciale.

Arriveranno osservazioni, verifiche tecniche, confronti istituzionali e inevitabilmente anche battaglie politiche e ambientali.

Perché il progetto tocca temi enormi, su tutti l’occupazione. Ma al tempo stesso tocca anche sostenibilità; emissioni; consumo energetico; impatto sanitario; porto; logistica e, non ultimo, il futuro urbanistico della città.

E soprattutto tocca una domanda che Piombino si porta dietro da anni: quale industria vuole diventare nel futuro?

Il progetto Metinvest prova a dare una risposta. Ma la vera partita, da oggi, entra nel vivo.

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