PIOMBINO. Adesso ci sono anche i soldi. E soprattutto c’è un segnale politico chiarissimo: il Governo punta davvero su Piombino per ridisegnare il futuro della siderurgia italiana.
Invitalia ha ammesso alle agevolazioni il progetto industriale di Metinvest Adria, la joint venture tra il gruppo ucraino Metinvest e Danieli, destinata alla realizzazione della nuova acciaieria “green” nell’area nord del polo siderurgico di Piombino.
Il sostegno pubblico approvato ammonta a 285 milioni di euro e servirà alla realizzazione dei forni elettrici e delle infrastrutture produttive collegate. Una cifra enorme, che rappresenta uno dei più importanti interventi pubblici nel settore industriale italiano degli ultimi anni.
L’annuncio è arrivato direttamente dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha definito il progetto uno snodo strategico per il futuro industriale del Paese.
«È un passaggio decisivo per il rilancio del polo siderurgico di Piombino e per la costruzione di una filiera dell’acciaio moderna, competitiva e sostenibile», ha dichiarato il ministro Adolfo Urso.
Parole che confermano quanto il Governo stia puntando sull’operazione Metinvest-Danieli come asse centrale della nuova siderurgia nazionale.
Un progetto che vale 3,2 miliardi di euro
Secondo il Mimit, infatti, quello di Piombino rappresenta «uno dei più importanti investimenti industriali in Europa», capace di unire innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e occupazione qualificata.
Un progetto gigantesco che, secondo i documenti depositati nell’ambito della nuova procedura VIA regionale, vale complessivamente circa 3,2 miliardi di euro.
Il cuore del piano è la realizzazione di una moderna acciaieria elettrica basata su forno ad arco (EAF), tecnologia considerata molto meno impattante rispetto agli storici altoforni tradizionali. Nella relazione generale del progetto vengono descritti forno elettrico ad arco; impianti per la gestione del rottame ferroso; sistemi di trattamento fumi; metallurgia secondaria; laminatoi; impianto desalinatore e nuove reti energetiche e infrastrutture logistiche.
L’area interessata è enorme: circa 260 ettari tra zona industriale e porto di Piombino.
Il progetto prevede inoltre: demolizioni diffuse delle vecchie strutture industriali; bonifiche ambientali; messa in sicurezza dei terreni; interventi sulla falda contaminata; nuove connessioni ferroviarie; potenziamento logistico del porto.
Ed è proprio il porto uno degli elementi centrali dell’intero piano industriale.
Il ministero ha infatti annunciato ulteriori 92 milioni di euro destinati al completamento della banchina nord del porto di Piombino, infrastruttura considerata strategica per rendere operativo il nuovo polo siderurgico.
Senza porto, del resto, la nuova acciaieria non potrebbe funzionare a pieno regime: l’intero progetto è stato concepito come sistema integrato tra produzione industriale, logistica ferroviaria e traffico marittimo.
È partita la nuova Via
La novità arriva a pochi giorni dalla pubblicazione sul portale VIA della Regione Toscana della procedura di verifica di assoggettabilità ambientale relativa al progetto integrato di messa in sicurezza, riconversione industriale e sviluppo economico produttivo nell’area nord del polo siderurgico.
Una procedura che ha riaperto ufficialmente il percorso autorizzativo del piano Metinvest.
Nelle relazioni ambientali depositate emergono anche dettagli molto delicati relativi alla situazione dell’ex area Lucchini: contaminazione dei terreni; gestione dei cumuli di materiali industriali; messa in sicurezza della falda; demolizione di edifici e impianti obsoleti; gestione delle terre da scavo e monitoraggi ambientali post-operam.
Per la sola messa in sicurezza della falda sono già stati stanziati negli anni 88 milioni di euro pubblici tra fondi CIPE e FSC.
Un sistema industriale da ricostruire
La partita quindi non riguarda soltanto una nuova fabbrica.
Riguarda il tentativo di ricostruire un intero sistema industriale dopo oltre dieci anni di crisi, fallimenti societari e promesse mancate che hanno segnato la storia recente dell’ex Lucchini.
Dentro questa vicenda ci sono infatti il tramonto del gruppo Lucchini; l’esperienza fallita di Aferpi-Cevital; il passaggio a JSW; gli accordi di programma del 2014, 2015 e 2018, fino all’arrivo di Metinvest e Danieli con il memorandum firmato nel 2024.
Ed è proprio per accelerare la realizzazione del progetto che il Consiglio dei ministri ha dichiarato l’opera di “preminente interesse strategico nazionale”, prevedendo anche la nomina di un commissario straordinario.
Una scelta che fotografa il peso politico ed economico attribuito all’operazione Piombino.
Villa (Ad Metinvest Adria): «Il nostro progetto è strategico»
Soddisfazione è stata espressa anche dall’amministratore delegato di Metinvest Adria, Luca Villa.
«Siamo lieti di questa notizia, che conferma in sede tecnica l’intuizione di tutti i sottoscrittori dell’Accordo di Sviluppo Metinvest Adria-Piombino e tra questi in particolare il Governo, a cui va il nostro ringraziamento per aver reperito le risorse per finanziarlo. È un’ulteriore dimostrazione della strategicità del nostro progetto per l’Italia».
Villa ha poi sottolineato il lavoro svolto insieme a Invitalia nella valutazione tecnica del piano.
«Un riconoscimento deve andare a Invitalia per l’attenzione con cui ha saputo valutare tutti gli aspetti di innovazione tecnologica e di impatto positivo sull’ambiente».
Adesso però comincia la fase più delicata.
Perché accanto all’entusiasmo per il maxi investimento restano aperti tutti i temi più sensibili: tempi di realizzazione; impatti ambientali; autorizzazioni; sostenibilità reale del progetto; occupazione; rapporto col territorio e, non ultimo, equilibrio tra industria e ambiente.
E soprattutto resta la domanda che Piombino si porta dietro da anni: questa sarà davvero la volta buona per rilanciare il polo siderurgico?