GROSSETO. Un altro traguardo straordinario per lo sport grossetano arriva da Cesena, dove dal 20 al 24 maggio si sono disputati i campionati Italiani paralimpici di tennistavolo. A salire sul gradino più alto del podio è stato Mattia Porro, che ha conquistato il titolo di campione italiano nel singolo classe 5 al termine di un percorso impeccabile, costruito colpo dopo colpo tra talento, lucidità e grande forza mentale.
Per l’atleta grossetano si tratta del secondo titolo tricolore, conquistato davanti a Valerio Reguzzi del TT Coccaglio, medaglia d’argento. Sul podio anche Franco Dolci dell’Asd Osha e Andrea Durante del Cus Torino, entrambi bronzo.
Ma il campionato di Mattia non si è fermato lì. Porro ha infatti conquistato anche una prestigiosa medaglia di bronzo nel doppio misto assoluto, in coppia con Maria Nardelli, confrontandosi con alcuni dei migliori atleti del panorama paralimpico nazionale e internazionale.
Grosseto applaude Mattia Porro
Dietro a queste vittorie, però, c’è molto più dello sport. C’è una storia di rinascita che a Grosseto conoscono bene. Dopo il grave incidente automobilistico del 2017 e la lesione spinale cervicale che gli cambiò improvvisamente la vita, Mattia ha scelto di non arrendersi. Ha affrontato un lungo percorso di riabilitazione e proprio nello sport ha trovato una nuova direzione, trasformando il dolore in energia e determinazione.
Con sacrificio, disciplina e una forza d’animo fuori dal comune, il tennistavolo è diventato negli anni molto più di una passione: un vero progetto di vita. E i risultati sono arrivati anche a livello internazionale, come dimostra la recente vittoria conquistata all’Ittf para future in Spagna.
Un percorso umano e sportivo che era stato riconosciuto anche dall’Unione italiana veterani dello sport di Grosseto, che lo scorso 10 maggio aveva premiato Porro per i risultati raggiunti e per i valori di resilienza, inclusione e determinazione che rappresenta dentro e fuori dal campo.
«Mattia rappresenta un esempio virtuoso per tutti noi – viene sottolineato da Diego Montani il garante della disabilità del Comune di Grosseto e referente per l’inclusione della consulta provinciale dello sport – È un ragazzo che ha saputo rialzarsi davanti alle difficoltà più dure, trasformando la sofferenza in forza e dimostrando quanto lo sport possa diventare uno straordinario strumento di inclusione e rinascita».
Il suo percorso oggi porta il nome di Grosseto in tutta Italia e anche oltre i confini nazionali. E soprattutto racconta una verità semplice, ma potentissima: anche dalle prove più difficili può nascere una nuova vita.
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