GROSSETO. «C’è sempre un modo per competere, anche con le persone normodotate»: queste sono le parole del 27enne Mattia Porro e il messaggio che c’è dietro ogni competizione che affronta con il tennis tavolo, comunemente chiamato ping-pong. Il giovane è campione italiano ai campionati italiani paralimpici 2025.
Una passione, quella di Mattia, che nasce in uno dei periodi più bui della sua vita.
«Nel 2017 ho avuto un incidente d’auto mentre andavo agli allenamenti di calcio e da lì la mia vita è cambiata, perché ho riportato una lesione spinale a livello cervicale – dice il 27enne –. E mentre ero in riabilitazione all’ospedale di Montecatone ho provato vari sport durante la fisioterapia. Poi è venuta un’atleta della nazionale paralimpica di tennis tavolo, che ci ha insegnato che possiamo continuare a essere competitivi».
La scintilla in vacanza
Mattia ha iniziato a giocare a tennis tavolo dopo un brutto incidente d’auto, ma la passione è nata qualche anno dopo, nel 2024.
«A Montecatone ho visto la realtà paralimpica – dice Porro – ma una volta rientrato ho dovuto prendere decisioni diverse: mi sono dedicato alla riabilitazione e a imparare a vivere con la mia nuova normalità».
Mattia, però, si è ritrovato davanti a un tavolo durante una vacanza e da lì il suo sogno ha iniziato a prendere forma.
«Ero in vacanza in Egitto con la mia compagna, Agnese Nocchi, e ho ripreso in mano la racchetta, così per gioco. Poi, una volta rientrato, ho deciso di continuare e di provarci seriamente con questo sport – dice Mattia – A Grosseto ho conosciuto il mio allenatore Luigi Sciannameo, che ha una società paralimpica, e ho iniziato ad allenarmi più intensamente».
Il sogno: Los Angeles 2028
Se c’è una cosa importante per molti giovani è quella di avere un obiettivo, qualcosa che stimoli a dare il meglio di sé. E non è facile quando un incidente toglie tanto, ma non è impossibile. Per questo le storie di persone come Mattia sono fondamentali: spronano chiunque a impegnarsi e a credere in un sogno.
«Per me questa disciplina vuol dire essere competitivo, come lo ero prima con il calcio, e mi dà un obiettivo concreto – dice Porro – Mi fa sentire vivo, perché permette a chiunque, anche con una disabilità, di poter gareggiare con i normodotati. Posso puntare a creare qualcosa di bello nonostante i problemi fisici, proprio perché questo sport lo permette».
Il sogno di Mattia, come per ogni altro atleta di questo mondo (o almeno per i prossimi 3 anni), è Los Angeles 2028.
«Io e Sciannameo stiamo studiando la migliore strada per salire in graduatoria per tentare di partecipare alle Paralimpiadi – dice Mattia – Oggi ho una stabilità economica e mentale e quindi riesco a dedicarmi molto a questo sport, incastrandolo con il lavoro e con tutti gli appuntamenti di fisioterapia, necessaria per gestire al meglio la mia disabilità».
Il tennis tavolo per Mattia
Per l’atleta non si tratta solo di una pallina, di un tavolo con una rete o di uno sport: per lui si tratta di un obiettivo, per cui sacrificarsi e per cui ha già ottenuto riconoscimenti importanti.
Mattia, infatti, è campione italiano nella quinta classe di tennis tavolo e, a inizio settembre, ha partecipato al training internazionale in Slovenia con i migliori dieci giocatori al mondo.
«Ho giocato a Lignano Sabbiadoro contro atleti da tutto il mondo, dalla Serbia all’Argentina, è stato molto emozionante – dice Mattia – E per questo ringrazio tutti i miei sponsor, perché rendono possibile realizzare il mio sogno. Se qualche realtà del territorio volesse collaborare con noi, siamo sempre disponibili alla collaborazione».






