CASTELL’AZZARA. C’era stata anche una decisione del tribunale di Grosseto per garantire a una bambina disabile l’assistenza sanitaria necessaria durante le ore di scuola. Un provvedimento chiaro, arrivato a febbraio, che obbligava l’Asl ad assicurare la presenza di personale qualificato per tutta la permanenza in classe. Ma, a distanza di mesi, la madre della piccola denuncia che i problemi non sarebbero ancora finiti.
La bambina frequenta la scuola elementare di Castell’Azzara ed è costretta sulla carrozzina a causa di una grave lesione spinale. Ha bisogno di assistenza infermieristica continua mentre si trova a scuola e, secondo quanto racconta la madre, il servizio non sarebbe sempre garantito per l’intero orario scolastico.
«Mia figlia comprende tutto, vuole stare con gli altri bambini e seguire le lezioni come tutti – racconta la donna – ma continuo a dover combattere per ottenere diritti che dovrebbero essere automatici».
Il ricorso al tribunale di Grosseto
La vicenda era già approdata davanti al giudice dopo le difficoltà registrate nei mesi scorsi. La famiglia aveva infatti segnalato che la copertura infermieristica non era assicurata per tutta la durata delle lezioni.
A febbraio il giudice Giulio Bovicelli aveva disposto che l’Asl dovesse garantire l’assistenza sanitaria dalle 8 alle 16, seguendo il protocollo terapeutico predisposto dall’ospedale Bambin Gesù, che segue la bambina.

Nel provvedimento era stato stabilito anche che, in assenza di un’infermiera, il servizio dovesse comunque essere assicurato attraverso un operatore socio-sanitario.
«L’assistenza si fermava alle 13»
Secondo la madre, però, la situazione sarebbe rimasta critica ancora per settimane.
«Fino a pochi giorni fa l’infermiera era presente solo fino alle 13, mentre la scuola termina alle 16 – spiega – Inoltre gli operatori cambiavano continuamente e questo significava dover ripartire ogni volta da capo».
Solo dal 18 maggio sarebbe stata attivata la copertura completa per tutto l’orario scolastico. Una soluzione che però potrebbe già interrompersi.
«Mi è stato comunicato che dal prossimo lunedì non sarà più possibile garantire il servizio nel pomeriggio per mancanza di personale – aggiunge la donna –. Non riesco a capire come si possa parlare di carenza di risorse quando è in gioco un diritto fondamentale».
La richiesta per permetterle di andare in gita
La madre segnala inoltre un’altra difficoltà che riguarda la vita scolastica della figlia. Da tempo avrebbe chiesto al Comune di Castell’Azzara l’installazione di un seggiolino posturale su uno scuolabus attrezzato, così da consentire alla bambina di partecipare alle uscite scolastiche insieme ai compagni.
Una richiesta che, secondo quanto racconta la famiglia, non avrebbe ancora ricevuto risposta.



