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De Martis attacca la maggioranza: «Si spacca sulla remigrazione e paralizza il consiglio comunale»

Caos in aula a Grosseto per la mancanza del numero legale. Pd, Grosseto Città Aperta e Azione contro il centrodestra: «Lotte intestine a scapito dei grossetani»
Il comune di Grosseto e Carlo De Martis
Il palazzo comunale e Carlo De Martis

GROSSETO. Una seduta definita «simbolica», a un anno dalle prossime elezioni comunali, si è trasformata nell’ennesimo terreno di scontro interno alla maggioranza di centrodestra.

Il consiglio comunale di Grosseto si è infatti chiuso con la mancanza del numero legale, facendo saltare la seduta e aprendo immediatamente una durissima polemica politica tra maggioranza e opposizioni.

Al centro dello scontro c’è stato il tema della remigrazione, argomento che da tempo divide il centrodestra cittadino e che ancora una volta ha provocato tensioni all’interno della coalizione che governa Palazzo comunale.

De Martis: «La maggioranza si è spaccata»

A intervenire con un comunicato congiunto sono stati i gruppi consiliari di Grosseto Città Aperta, Partito democratico e Azione, guidati anche dall’intervento di Carlo De Martis, che parlano apertamente di una maggioranza attraversata da continue divisioni interne.

«La maggioranza si è spaccata facendo saltare la seduta per mancanza del numero legale – scrivono le opposizioni – E il tema sul quale è implosa è quello più caro alla destra identitaria: la remigrazione».

Secondo i gruppi di minoranza non si tratterebbe nemmeno di un episodio isolato.

«È la terza volta»

«È la terza volta che accade – sottolineano Pd, Grosseto Città Aperta e Azione – In precedenza ci avevano già provato due volte i vannacciani della Lista del sindaco Vivarelli Colonna, ma le proposte erano state ritirate dopo le resistenze degli alleati. Stavolta vittima del fuoco amico è stata la Lega del consigliere Tornusciolo, in quota CasaPound».

Parole pesanti, che raccontano un clima sempre più teso dentro la maggioranza grossetana.

Lo scontro sulla remigrazione

Per le opposizioni, la remigrazione non rappresenta una proposta concreta per affrontare il tema dell’immigrazione, ma un progetto esclusivamente ideologico.

«Anche tra i consiglieri di maggioranza – scrivono – c’è evidentemente chi comprende che la remigrazione non è una proposta per migliorare le politiche migratorie, ma un progetto di stampo razzista fondato sull’ossessione complottista della “grande sostituzione etnica”».

Un attacco frontale che alza ulteriormente il livello dello scontro politico in consiglio comunale.

«Servono risposte concrete»

Secondo le opposizioni, i fenomeni migratori richiedono risposte serie e strumenti concreti, non slogan o battaglie ideologiche.

«Quando si governa da anni, sia a livello nazionale che locale, la propaganda non basta più – sostengono – I cittadini hanno bisogno di risposte concrete».

Pd, Grosseto Città Aperta e Azione contestano anche la proposta di legge sulla remigrazione depositata in Parlamento, che prevede l’abrogazione della programmazione annuale dei flussi migratori per motivi di lavoro.

«Chi farà quei lavori?»

«In pratica – attaccano le opposizioni – si vorrebbero eliminare dal nostro Paese i lavoratori extracomunitari regolari. Ci chiediamo chi dovrebbe coprire quei posti di lavoro».

Un passaggio che porta lo scontro ben oltre i confini della politica locale e che collega direttamente il dibattito grossetano alle tensioni nazionali sul tema migratorio.

«I grossetani meritano rispetto»

Nel comunicato finale le opposizioni chiedono alla maggioranza di risolvere le proprie divisioni interne senza paralizzare il consiglio comunale.

«Chi è stato eletto per amministrare la città dovrebbe almeno garantire il numero legale e permettere al consiglio di lavorare sugli atti realmente utili alla comunità». Poi l’affondo conclusivo: «La maggioranza risolva le proprie lotte intestine in casa propria, senza costringere i cittadini ad assistere a scene irrispettose verso i bisogni dei grossetani».

 
 

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