Case popolari e affitti accessibili. Ance avverte: «Così non basta» | MaremmaOggi Skip to content

Case popolari e affitti accessibili. Ance avverte: «Così non basta»

Ance Grosseto promuove il decreto ma avverte: «Senza tempi certi e più aiuti il rischio è rallentare tutto»
Una casa da ristrutturare. Da sinistra: Massimo De Blasis e Mauro Carri
Una casa da ristrutturare. Da sinistra: Massimo De Blasis e Mauro Carri

GROSSETO. Il nuovo piano casa del Governo accende il dibattito anche in Maremma. Da una parte l’obiettivo di recuperare alloggi pubblici e aumentare le case accessibili, dall’altra i dubbi su tempi, risorse e sostenibilità degli interventi. A intervenire è Ance Grosseto, che guarda con interesse al decreto ma chiede correttivi e maggiore attenzione anche ai territori provinciali.

Il piano punta innanzitutto al recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e sociale attraverso una ricognizione straordinaria degli immobili inutilizzati o da sistemare, compresi quelli degli enti locali e degli ex Iacp. Una gestione centralizzata che sarà accompagnata da fondi già previsti nel bilancio dello Stato.

Secondo Ance Grosseto, però, il rischio è che la macchina burocratica rallenti tutto. «L’efficacia del modello potrebbe essere frenata dalla mancanza di tempistiche certe», dicono dall’associazione, che chiede di concentrare le semplificazioni soprattutto nelle prime fasi delle procedure, così da accelerare davvero l’avvio dei lavori.

Case a prezzi calmierati e fondi pubblici: cosa cambia con il nuovo Piano casa

Tra gli strumenti previsti dal decreto c’è anche il fondo housing coesione per Erp ed Ers, finanziato con fondi nazionali ed europei, che dovrebbe servire ad aumentare l’offerta di case a prezzi accessibili. Il piano prevede inoltre programmi di edilizia integrata, con interventi che uniranno edilizia convenzionata ed edilizia privata, cercando di attirare investimenti privati per realizzare abitazioni da vendere o affittare a prezzi calmierati.

Secondo Ance Grosseto, però, il quadro cambia molto tra grandi investimenti e realtà più piccole come quelle del territorio maremmano. Se i maxi interventi sostenuti da capitali superiori al miliardo di euro avranno semplificazioni e incentivi adeguati, per le operazioni di dimensioni minori le agevolazioni previste rischiano di non bastare.

Il nodo principale riguarda proprio l’edilizia convenzionata. Il decreto prevede infatti che almeno il 70% degli interventi sia destinato a case calmierate, ma senza introdurre, secondo Ance, misure urbanistiche ed economiche sufficienti a rendere sostenibili gli investimenti privati.

L’associazione sottolinea anche il ruolo fondamentale degli enti locali e chiede strumenti normativi, fiscali ed economici aggiuntivi per permettere una diffusione più ampia del piano casa anche nelle province. Infine, Ance Grosseto torna a chiedere una regia forte e condivisa del progetto: «Servono regole più snelle, senza rinunciare alla trasparenza delle gare pubbliche, e maggiore chiarezza sul ruolo del privato».


CONTATTI

 ANCE Grosseto

ANCE – Associazione Nazionale Costruttori Edili

info@ancegrosseto.it

0564 455649


 

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati