GROSSETO. Una settimana fa erano finiti in carcere dopo il blitz dei carabinieri nell’appartamento di via Ferrucci. Oggi quella storia prende un’altra direzione: marito e moglie lasciano il carcere e si preparano a partire per la Tunisia.
Il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Coniglio ha infatti deciso di sostituire la custodia cautelare con il divieto di dimora in tutta la Toscana. Una misura che cambia radicalmente il destino immediato della dominicana di 35 anni e del marito tunisino di 22 anni.
La coppia, difesa dagli avvocati Sabrina Pollini e Giulio Parenti, avrebbe già deciso di lasciare l’Italia per trasferirsi in Tunisia, lontano da Grosseto e da quel quartiere dove, secondo gli investigatori, sarebbe stata organizzata una vera attività di spaccio.
Dal blitz in strada alla casa della droga
Tutto era iniziato quasi per caso. Un controllo dei carabinieri, una Volkswagen Golf fermata sul viale Sonnino, un uomo sorpreso a sniffare eroina in auto, in pieno giorno. Da lì i militari del Norm avevano seguito la pista fino a via Ferrucci.
Un appartamento apparentemente come tanti altri, ma che secondo gli investigatori nascondeva un giro stabile di eroina e cocaina.
I carabinieri avevano osservato movimenti sospetti già da tempo. Entrate rapide, uscite veloci, persone che si fermavano pochi minuti. Poi quel controllo ha fatto saltare tutto.
Dentro la casa i militari avevano trovato oltre 70 grammi di droga, tra eroina e cocaina, tre bilancini digitali, materiale per confezionare le dosi e soldi in contanti.
Per gli investigatori era una base operativa vera e propria.
La porta chiusa, la tensione, poi l’arresto
Quando i carabinieri si sono presentati alla porta dell’appartamento, la situazione è precipitata in pochi secondi.
La donna avrebbe tentato di richiudere immediatamente la porta. Poi il giovane tunisino avrebbe reagito contro uno dei militari afferrandolo al collo nel tentativo di fermare la perquisizione.
Alla fine sono scattate le manette. Pochi giorni fa il giudice aveva confermato il carcere per entrambi, ritenendo concreto il rischio che l’attività di spaccio potesse continuare.
La svolta: fuori dal carcere
Ora però il quadro cambia. Nell’ordinanza firmata dal gip Giuseppe Coniglio si legge che gli elementi raccolti contro i due restano gravi e che le esigenze cautelari continuano a esistere.
Ma, secondo il tribunale, qualcosa è cambiato dopo l’arresto. I due hanno mantenuto un buon comportamento» dal momento dell’arresto e durante l’interrogatorio hanno risposto al giudice, assumendosi le proprie responsabilità.
Al tribunale è stata anche formulata la richiesta di patteggiamento avanzata dalla coppia, interpretata come segnale di una «profonda rivalutazione» di quanto accaduto.
Per questo motivo il carcere è stato sostituito con una misura meno pesante ma molto chiara: i due non potranno più restare in Toscana.
Il giudice: «Spezzare il legame con quel contesto»
C’è un passaggio dell’ordinanza che spiega perfettamente il senso della decisione.
Secondo il gip, l’obiettivo della nuova misura è quello di allontanare i due dal contesto territoriale dove sarebbe maturata l’attività criminale, «spezzando il legame malavitoso con il contesto territoriale».
Ed è per questo che marito e moglie avrebbero deciso di partire per la Tunisia.
Il tribunale lancia anche un avvertimento preciso: se dovessero violare le prescrizioni o tornare a delinquere, potrebbe scattare di nuovo il carcere.



