Ricatto sessuale, minacce e soldi per il silenzio: arrestata coppia | MaremmaOggi Skip to content

Ricatto sessuale, minacce e soldi per il silenzio: arrestata coppia

Lui scopre la relazione extraconiugale della compagna e insieme organizzano l’estorsione: pedinamenti, messaggi choc e la consegna dei 500 euro sotto casa della vittima. Il giudice li mette in carcere: «Novelli Bonnie e Clyde»
Una pattuglia della polizia

GROSSETO. Stanno insieme da un paio d’anni, nonostante lui conviva con un’altra donna. Lei riallaccia i rapporti con un suo ex conoscente. Anche lui è sposato. Per un po’ si frequentano ma quando l’uomo scopre questa relazione, decide, insieme alla sua compagna, di utilizzarla per mettere in piedi un ricatto feroce nei confronti dell’altro. Minacciando di raccontare tutto alla moglie.

Messaggi insistenti, minacce, paura crescente e infine l’appuntamento sotto casa, con i soldi in mano e la polizia nascosta a pochi metri pronta a intervenire.

È una vicenda che ha spinto il giudice per le indagini preliminari Marco Mezzaluna a definire la coppia, 41 anni lui e 36 lei, «novelli Bonnie e Clyde». Perché la lista dei guai giudiziari collezionati dai due grossetani è lunga. Guai che passano anche da un’efferata rapina ai danni di un’anziana.

Il 20 maggio Samuel Rossi, 41 anni, e Alba Proli, 36 anni, sono finiti entrambi in carcere con l’accusa di estorsione in concorso.

Lui è stato rinchiuso nel carcere di Grosseto, lei in quello di Pisa. A difenderli è l’avvocata Sabina Pollini. 

L’avvocata Sabrina Pollini

Secondo quanto ricostruito dal giudice per le indagini preliminari Marco Mezzaluna, tutto nasce dalla relazione extraconiugale tra la donna e un suo conoscente, con il quale aveva riallacciato i rapporti sui social. Una frequentazione andata avanti per mesi, fatta soprattutto di messaggi scambiati tramite Messenger, usando l’account  intestato alla donna.

Le minacce e i fogli nella cassetta della posta

Quando l’uomo decide di allontanarsi e ridurre i contatti con la donna, la situazione precipita. La 36enne gli racconta di convivere da circa tre anni con un uomo, Samuel Rossi, e da quel momento, secondo gli investigatori, iniziano le pressioni.

La vittima si presenta in questura il 20 maggio denunciando tutto agli uomini della squadra mobile. Racconta di aver trovato nella cassetta della posta quattro fogli con il riassunto dettagliato della relazione e perfino alcuni estratti delle conversazioni private avute con la donna. Un messaggio chiarissimo: qualcuno sapeva tutto.

Attraverso Messenger un interlocutore che si presenta come uomo pretende 3mila euro per mantenere il silenzio. Quando la vittima spiega di non poter reperire quella cifra, la richiesta scende: mille euro subito e il resto il giorno dopo. In caso contrario, tutto sarebbe stato raccontato alla moglie.

Il piano della squadra mobile

La paura cresce di ora in ora. Gli investigatori decidono allora di organizzare un servizio di osservazione. Vengono fotocopiate le banconote che la vittima dovrà consegnare e viene predisposto un controllo attorno all’abitazione della donna. Ma il primo tentativo salta. Il piano cambia: anziché far salire la vittima in casa e farsi consegnare i soldi, decidono di cambiare modalità e luogo dell’incontro.

La tensione sale ulteriormente in serata.

Poco prima delle 20, sempre tramite Messenger, arriva un nuovo messaggio: entro un’ora qualcuno si presenterà direttamente sotto casa della vittima per prendere i soldi. Ma quando arrivano, in scooter, Rossi e Prioli, ad aspettarli ci sono gli uomini della squadra mobile. 

L’arrivo in scooter e le urla sotto casa

Gli agenti vedono infatti arrivare i due. Lei scende e si dirige verso il palazzo.

Lui resta poco distante, facendo avanti e indietro con il motorino e urlando frasi minacciose probabilmente per intimorire la vittima. 

«Scendi subito oppure salgo io»

«Ora ha rotto il c… deve scendere subito… bussa a questo c.. di campanello altrimenti salgo io…». Frasi gridate più volte mentre l’uomo accelerava con lo scooter sotto casa della vittima.

Nel frattempo  la trentaseienne continua a scrivere alla vittima tramite Messenger. L’uomo, spaventato, temporeggia per alcuni minuti, poi scende.

L’incontro avviene alle poco dopo le 21: consegna 500 euro alla donna. Pochi istanti dopo la donna raggiunge il 41enne, che l’attende poco distante. Ma gli investigatori intervengono immediatamente. Addosso alla donna vengono trovate proprio le banconote precedentemente fotocopiate dalla polizia.

Le ammissioni davanti al gip

Negli interrogatori successivi entrambi gli indagati decidono di rispondere alle domande ammettendo le proprie responsabilità.

Il gip Marco Mezzaluna e il pm Giampaolo Melchionna davanti al carcere

La coppia ha spiegato che Rossi, già divorziato e convivente con un’altra donna, avrebbe scoperto la relazione parallela di Proli curiosando nel cellulare della compagna, lasciato incustodito in casa. Da lì avrebbe letto i messaggi tra la donna e il suo amante. Secondo il giudice, è a quel punto che la coppia ha deciso di passare all’azione.

La rapina choc ai danni di un’anziana

L’episodio del 20 maggio è l’ultimo di una serie di reati commessi dalla coppia, che il giudice non esita a definire novelli Bonnie e Clyde. Tra poche settimane i due saranno davanti al giudice per definire la pena per una rapina commessa a settembre 2025 ai danni di un’anziana.

Dopo essere entrati a casa della donna, l’avrebbero spinta a terra, immobilizzandola con del nastro adesivo e minacciandola con un coltello per ottenere denaro. L’anziana, nella caduta, si è fratturata il femore. 

Una coppia che il giudice Mezzaluna definisce «criminale per le loro imprese» e sottolinea la «spregiudicatezza mostrata nel delinquere», elementi che avrebbero reso necessaria la misura cautelare più grave.

Entrambi in carcere

Per questo il gip Marco Mezzaluna, su richiesta del sostituto procuratore Giampaolo Melchionna, ha disposto la custodia cautelare in carcere per entrambi gli indagati.

Rossi è rimasto nel carcere di Grosseto, Proli è stata trasferita a Pisa.

 

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