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Si sveglia dal coma e non ricorda più 39 anni della sua vita

L’incidente sulla Feniglia ha cancellato il passato di Daniele Meravigli: «Le mie figlie sono il primo ricordo che ho»
A destra l'incidente e Daniele Meravigli in ospedale, a sinistra l'uomo oggi
A destra l’incidente e Daniele Meravigli in ospedale, a sinistra l’uomo oggi

FONTEBLANDA. Ha perso la memoria nel 2017 a causa di un terribile incidente. Aveva 39 anni colmi di ricordi, sorrisi e momenti che, oggi, non esistono più nella sua mente.

La storia di Daniele Meravigli è particolare, perché dopo quell’incidente è diventato una persona completamente diversa da quella che era prima. A 48 anni Daniele è solare, sorridente, socievole. Caratteristiche che non aveva prima.

«Non so chi ero, perché non me lo ricordo, ma so chi sono oggi. Spesso le persone mi fermavano per strada e mi dicevano che non mi riconoscevano più: prima, secondo i loro racconti, ero più scorbutico e non amavo stare in compagnia – dice Daniele – Da nove anni sono astemio, cerco di seguire uno stile di vita sano e sono socievole con tutti».

L’incidente e il risveglio 

A 39 anni Daniele ha avuto un incidente in auto dopo aver accompagnato le figlie a Porto Santo Stefano. Durante il rientro verso Fonteblanda, sulla strada della Feniglia, ha avuto un colpo di sonno e si è schiantato contro un albero. Da quel momento è rimasto in coma per 40 giorni.

«Ho avuto anche cinque giorni di morte cerebrale e, secondo i medici, questo mi ha fatto dimenticare tutto. All’inizio è stato difficilissimo, perché ogni giorno in cui mi svegliavo era come fosse il primo. Avevo la memoria a breve termine e a ogni risveglio non ricordavo cosa mi fosse successo – racconta Daniele – I medici avevano scritto su un cartello cosa mi era accaduto, così potevo leggerlo ogni giorno. Era una pugnalata al cuore. Avevo anche le braccia legate perché mi muovevo continuamente, usavo la sedia a rotelle e sembravo un manichino».

Il 48enne non conserva più i ricordi di 39 anni di vita, ma uno dei primi che è rimasto impresso nella sua mente è molto speciale. «Ricordo di quando mi sono svegliato e le mie figlie mi hanno abbracciato con le lacrime agli occhi – dice – Il primo anno è stato il più difficile, ma piano piano le cose sono migliorate e oggi vivo la mia vita con tranquillità e serenità».

«Fortunatamente non ho perso la manualità»

Quando ha avuto l’incidente, la figlia più piccola aveva appena un mese. «Quando l’ho vista sapevo che era mia figlia, ma non ricordavo chi fosse la madre – racconta – Ancora oggi mi capita di vedere persone, riconoscere il loro volto, ma non ricordare dove le ho conosciute. Ho avuto la fortuna di non perdere la manualità».

Daniele oggi gestisce una ditta di giardinaggio e continua a lavorare nel verde.

«È stato difficile ricominciare, perché avevo la manualità nel lavoro, ma non ricordavo quali giardini seguivo – dice – Con il neurologo e lo psicologo le cose sono migliorate. Però sono esperienze che mi hanno segnato profondamente. Ogni tanto ho la sensazione di sapere cosa una persona stia per dire o fare. Molti mi dicono che oggi sono una persona migliore e io rispondo sempre che va bene così, tanto non me lo ricordo».



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