GROSSETO. C’è una Maremma fatta di miniere, lavoro, fatica e trasformazioni sociali. Una terra che nel dopoguerra diventò simbolo di un’Italia che cambiava e che trovò nell’arte uno strumento potente per raccontarsi. È da qui che nasce “Il tempo del realismo. Guttuso, Levi, Treccani e gli artisti maremmani”, la grande mostra inaugurata oggi, venerdì 15 maggio, al Polo culturale Le Clarisse di Grosseto, con una seconda sede espositiva al Palazzo della Provincia.
L’esposizione resterà aperta fino al 6 settembre e riporta al centro una stagione artistica e civile che ha segnato profondamente il territorio maremmano, soprattutto dopo la tragedia mineraria di Ribolla del 1954.
Guttuso, Levi e Treccani dialogano con gli artisti maremmani
Curata da Luca Quattrocchi e Livia Spano dell’Università di Siena, la mostra mette in dialogo alcuni dei più importanti protagonisti del realismo italiano del Novecento — da Renato Guttuso a Carlo Levi, passando per Ernesto Treccani e Giuseppe Zigaina — con gli artisti maremmani che in quegli anni iniziarono a raccontare il territorio attraverso un linguaggio artistico legato ai temi sociali e al mondo del lavoro.
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso tre sezioni principali: una dedicata ai grandi maestri del realismo italiano, una agli artisti locali e una terza che amplia lo sguardo su fotografia e cinema, ricostruendo il clima culturale e umano della Maremma del dopoguerra.
Ribolla e il realismo: quando l’arte raccontava la società
Al centro della mostra c’è il legame tra arte e impegno civile. La tragedia di Ribolla, che costò la vita a 43 minatori, rappresentò uno spartiacque storico e culturale. Da quel momento la Maremma smise di essere percepita come periferia e divenne luogo di riflessione sociale, politica e artistica.
Le opere esposte raccontano proprio questo passaggio: il lavoro nelle miniere, la vita contadina, le trasformazioni del territorio e il bisogno di dare voce a una realtà spesso dimenticata.
Secondo i curatori, il progetto nasce da un lungo lavoro di ricerca su un patrimonio artistico in gran parte inedito, conservato tra collezioni pubbliche e archivi del territorio grossetano. L’obiettivo è ricostruire una stagione culturale in cui l’arte era profondamente intrecciata all’impegno sociale e politico.
Una mostra diffusa tra Le Clarisse e Palazzo della Provincia
La mostra coinvolge due luoghi simbolo della cultura cittadina: il Polo culturale Le Clarisse e il Palazzo della Provincia, trasformati in spazi complementari di un unico racconto espositivo.
Il progetto è promosso da Fondazione Grosseto Cultura, Comune di Grosseto, Provincia di Grosseto e Dipartimento di Scienze storiche e dei beni culturali dell’Università di Siena, con il contributo di Fondazione CR Firenze e la collaborazione di numerose realtà culturali del territorio.
Mauro Papa: «Un racconto che unisce opere, memoria e territorio»
Il direttore del Polo culturale Le Clarisse, Mauro Papa, sottolinea come la mostra sia il risultato di un lavoro condiviso tra istituzioni, studiosi e territorio.
«L’obiettivo — spiega — è offrire non soltanto un’esposizione di opere, ma un racconto fatto di relazioni, contesti e percorsi culturali, capace di coinvolgere anche le nuove generazioni».
Orari e biglietti
La mostra “Il tempo del realismo. Guttuso, Levi, Treccani e gli artisti maremmani” sarà visitabile fino al 6 settembre 2026.
- Polo culturale Le Clarisse: ingresso 5 euro, ridotto 3 euro
- Palazzo della Provincia: ingresso gratuito
Sono previsti inoltre eventi collaterali e un convegno di approfondimento in programma il 28 e 29 maggio al Palazzo della Provincia.





