«Sono un pubblico ufficiale», ma lui non ci casca: 84enne smaschera la truffa al telefono | MaremmaOggi Skip to content

«Sono un pubblico ufficiale», ma lui non ci casca: 84enne smaschera la truffa al telefono

I malviventi volevano far uscire di casa Giorgio Bellaviglia con la scusa della carta d’identità replicata. Ma l’uomo è stato più sveglio dei truffatori
Truffa telefonica
Un anziano al telefono durante una truffa (foto d’archivio)

ROCCASTRADA. Lo hanno chiamato sul telefono fisso di casa dicendogli che stava parlando con un maresciallo dei carabinieri e che era stata duplicata la carta d’identità della moglie. Quando Giorgio Bellaviglia, 84 anni, ha spiegato che la donna non era in casa, il finto maresciallo gli ha detto che allora era la sua carta d’identità ad essere stata “rubata”.

L’uomo vive nella campagna del roccastradino e a pochi chilometri da casa sua hanno provato a truffare un’altra donna anziana.

«Hanno provato a truffarmi e a farmi uscire di casa, ma quando è caduta la linea e mi hanno richiamato con il numero sconosciuto mi sono insospettito – dice Giorgio – E anche la storia non reggeva molto».

«Io sono un pubblico ufficiale!»

Giorgio era in casa quando ha ricevuto la chiamata dei truffatori, che inizialmente cercavano sua moglie. L’uomo ha spiegato che la donna non era presente e loro gli hanno detto che doveva andare per forza in caserma. A quel punto, improvvisamente, il documento clonato non era più quello della moglie, ma il suo.

«È saltata la linea e mi hanno richiamato, questa volta con il numero sconosciuto. Mi hanno detto che sarei dovuto andare al comando provinciale per sporgere denuncia, altrimenti rischiavo una denuncia perché qualcuno faceva dei furti con i miei documenti – dice Giorgio – Quando gli ho fatto notare che un maresciallo che chiama con il numero sconosciuto è una cosa strana, lui si è arrabbiato dicendomi, con un tono molto alterato, che era un pubblico ufficiale. A quel punto ho chiamato i carabinieri di Braccagni, che mi hanno confermato che si trattava di una truffa».

Se Giorgio fosse uscito di casa, probabilmente, qualcuno avrebbe tentato di introdursi nell’abitazione. Ma all’uomo non tornavano diversi particolari della storia, soprattutto la chiamata con il numero sconosciuto, e fortunatamente ha deciso di contattare i carabinieri, quelli veri.

«Non è la prima volta che mi succede qualcosa del genere. Già un paio di anni fa mi chiamarono dicendomi che mia figlia aveva avuto un incidente e che servivano dei soldi – dice Giorgio – Ma fortunatamente avevo appena finito di parlare con lei al telefono e non ci sono cascato».

Come difendersi dalle truffe 

È importante ricordarsi che chi prova a truffare qualcuno utilizza storie studiate nei dettagli, o comunque verosimili. L’obiettivo è quello di allontanare il malcapitato da casa oppure convincerlo a consegnare contanti o gioielli ai truffatori. E spesso ci riescono facendo leva su ansia, paura e confusione, con parole difficili da decifrare e situazioni create apposta per mettere pressione alla vittima.

Per questo è importante ricordare che nessun professionista o appartenente alle forze dell’ordine chiederà mai contanti o gioielli come pagamento. In caso di dubbi basta chiamare il 112 oppure la caserma dei carabinieri più vicina, dove gli operatori potranno verificare la situazione e dare indicazioni corrette.

Inoltre, nessun pubblico ufficiale comunicherà telefonicamente il motivo preciso di una convocazione in caserma o in centrale, anche perché non può sapere con certezza chi si trovi realmente dall’altra parte del telefono.

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