Colpo nella villa dell'avvocato, la titolare del compro oro patteggia due anni | MaremmaOggi Skip to content

Colpo nella villa dell’avvocato, la titolare del compro oro patteggia due anni

Due anni con pena sospesa e multa da 3.300 euro nell’inchiesta sul colpo da 35mila euro. I preziosi sarebbero finiti in un negozio di Grosseto
L’aula d’assise del tribunale (foto Aldo Giuliani)

GROSSETO. Una cassaforte tagliata con il frullino, un bottino da decine di migliaia di euro e una scia di gioielli che da Siena avrebbe portato fino a Grosseto. È uno dei dettagli dell’inchiesta nata dopo il furto nella villa di un avvocato, colpo che oggi registra un primo punto fermo in tribunale.

Una commerciante grossetana, amministratrice di fatto e socia di un’attività di compravendita di preziosi, ha infatti patteggiato due anni di reclusione, con pena sospesa, e una multa da 3.300 euro. La donna, difesa dall’avvocato Roberto Baccheschi, era accusata di riciclaggio nell’ambito dell’indagine coordinata dal sostituto procuratore Carmine Nuzzo.

Il furto nella villa dell’avvocato

Tutto era iniziato la sera del 25 luglio 2024, quando i ladri erano entrati in azione in una villa alla periferia di Siena. Approfittando dell’assenza dei proprietari, avevano preso di mira la cassaforte murata, aprendola con un frullino e portando via gioielli, monete d’oro e altri preziosi per un valore di circa 35mila euro.

L’allarme era scattato subito, ma i malviventi erano riusciti a fuggire prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Le telecamere e la pista fino a Grosseto

Determinanti per le indagini erano state le immagini della videosorveglianza. Gli investigatori della polizia di Stato erano riusciti a individuare un’auto sospetta, noleggiata con documenti riconducibili a un uomo di 37 anni, ritenuto un prestanome.

L'avvocato Roberto Baccheschi
Roberto Baccheschi

Successivamente l’attenzione si era spostata su altri uomini considerati coinvolti nella gestione delle vetture utilizzate per il colpo. Attraverso il Gps e le intercettazioni, gli agenti avevano ricostruito diversi spostamenti fino a Grosseto, individuando anche una sosta notturna vicino all’abitazione di un uomo di 43 anni.

Secondo la procura, proprio lui avrebbe affidato parte dei gioielli rubati a una donna di 29 anni, che si sarebbe occupata della rivendita.

L’accusa di riciclaggio

Le indagini hanno poi portato gli investigatori a ricostruire il passaggio di alcune delle sterline d’oro rubate nella villa dell’avvocato.

Secondo l’accusa, la commerciante grossetana avrebbe acquistato quei preziosi pur essendo consapevole della loro provenienza illecita. Gli inquirenti contestano anche la registrazione di operazioni fittizie, effettuate indicando nomi diversi da quelli reali, in violazione delle norme antiriciclaggio.

Parte dell’oro, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stata destinata alla fusione per essere trasformata in nuovi gioielli da rimettere sul mercato.

Il negozio era stato posto sequestrato e successivamente riaperto. Per la donna è stata inoltre disposta l’interdizione dall’attività per un anno.

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