GROSSETO. Seleziona la nicchia, predisponi le combinazioni in modo che sculture e dipinti risultino intrecciati e connessi, quasi complici, aggomitola l’estro degli artisti con le naturali emozioni che diffondono, avvolgi il loro cammino con la fantastica carta dorata della genialità e chiudi gli occhi.
Una coppia vincente
Riaprendoli ti ritrovi a villa Elena Maria di via Cimabue a Grosseto dove Maria Teresa Ferrini, pittrice, e Luca Tavarnesi, scultore, hanno mostrato le loro opere sotto il titolo “Tava e Terry”. Una coppia vincente.
Muoversi In quella nicchia ha il sapore di tela e creta, di colori a olio mischiati al ferro, di pennelli eleganti e mani ingegnose, di colori fatati, di Maremma antica e presente. Assaggi prelibati.
Tele che offrono opzioni
«Nei miei dipinti si alternano energia e tranquillità – decifra Terry – sono istanti da analizzare, pongono sempre delle alternative personali legate allo stato d’animo dell’osservatore. Metterli accanto alle sculture di Luca è un fattore aggiunto dove anima e potenza si fondono in abbracci di alto spessore artistico».
Sculture in sintonia con la Maremma
L’evoluzione di Tavarnesi è tangibile: «Ho voluto creare figure molto più grandi rispetto al passato – spiega Tava – questo ha significato realizzare robusto telai su cui elaborare un maggior volume di creta. I temi sono rimasti inalterati, cioè la Maremma con i suoi attori principali come i butteri e i suoi animali. Mandrie e butteri nella loro quotidianità sono la sintesi perfetta del nostro territorio, il fango e la fatica sono i custodi di questa terra, che non ha bisogno di ulteriori contorni. Uomini e cavalli, tori, cinghiali, questo è l’universo della mia Maremma. La novità è l’utilizzo di ferro povero, riciclato ad una nuova vita. Ho voluto dare – conclude Tava – una dimensione tridimensionale a vecchie immagini del passato con la terra cotta del presente».
La nicchia ha visto una vivace risposta della gente consapevole di trovarsi davanti a due artisti di indiscusso spessore.




