GROSSETO. C’è anche un grossetano in prima linea nell’emergenza sanitaria internazionale legata all’Hantavirus. Si tratta di Ettore Severi, 50 anni, epidemiologo dell’European Centre for Disease Prevention and Control, l’Ecdc, il centro europeo che coordina la risposta alle minacce infettive nel continente.
Martedì 5 maggio, mentre stava tornando a Stoccolma, città dove ha sede l’Ecdc, è stato contattato urgentemente per raggiungere la nave coinvolta nel caso dell’Hantavirus, il virus che nelle ultime settimane ha acceso l’attenzione delle autorità sanitarie internazionali.
Per Grosseto, il nome di Severi è conosciuto da generazioni. Appartiene infatti alla storica famiglia dei farmacisti Severi. Dopo la laurea in farmacia, però, il suo percorso professionale lo ha portato ben oltre i confini della Maremma, trasformandolo in uno degli esperti europei più autorevoli nella gestione delle epidemie e delle emergenze sanitarie.
Cos’è l’Ecdc e quale ruolo ha in Europa
L’Ecdc, con sede a Stoccolma, è l’agenzia dell’Unione europea incaricata di monitorare, prevenire e coordinare la risposta alle malattie infettive. È considerata una vera e propria cabina di regia sanitaria europea, impegnata ogni giorno nella raccolta dei dati epidemiologici provenienti dai Paesi membri e nell’analisi dei rischi sanitari emergenti.
Durante la pandemia da Covid, l’Ecdc è stato uno degli organismi centrali nella gestione delle informazioni epidemiologiche europee e nella valutazione dei rischi per i governi nazionali.
Ed è proprio qui che Ettore Severi lavora da oltre tredici anni. Dal 2023 ricopre il ruolo di Group Leader EPR Readiness and Support, dopo essere stato principal expert nella preparedness and response e responsabile di missioni internazionali per la gestione dei focolai epidemici.
La carriera internazionale di Ettore Severi
Dopo la laurea in farmacia, Severi ha scelto di specializzarsi in epidemiologia alla prestigiosa London School of Hygiene and Tropical Medicine, uno dei centri più importanti al mondo per la sanità pubblica.
Da lì è iniziata una carriera internazionale che lo ha portato a lavorare nei contesti sanitari più complessi del pianeta. Ha collaborato con la World Health Organization, con Médecins Sans Frontières e con la Health Protection Agency, partecipando direttamente alla gestione di epidemie e crisi sanitarie globali.
Tra le sue esperienze più importanti c’è anche la partecipazione alle attività di risposta contro l’Ebola in Africa occidentale, con studi scientifici pubblicati sulla prestigiosa rivista Nature. Uno dei suoi lavori più conosciuti riguarda infatti la sorveglianza genomica in tempo reale del virus Ebola, diventata un punto di riferimento mondiale nel settore epidemiologico.
Nel corso degli anni Severi ha lavorato su epidemie di epatite A, salmonella, malattie trasmesse dagli alimenti e sistemi di monitoraggio sanitario internazionale, compreso quello delle Olimpiadi di Londra 2012.
Oggi è anche PhD al Karolinska Institutet, uno degli istituti medici più prestigiosi del mondo.
Cos’è l’Hantavirus e perché preoccupa
L’Hantavirus è una famiglia di virus trasmessi principalmente dai roditori all’uomo. L’infezione avviene generalmente attraverso il contatto con ambienti contaminati da urine, saliva o escrementi di animali infetti.
I sintomi iniziali possono assomigliare a quelli di una forte influenza, con febbre alta, dolori muscolari, mal di testa e nausea. Nei casi più gravi, però, il virus può provocare serie complicazioni respiratorie o forme emorragiche che richiedono cure intensive.
Proprio per questo il caso della nave monitorata dalle autorità sanitarie internazionali è seguito con particolare attenzione dall’Ecdc e dagli specialisti europei impegnati nella gestione delle emergenze infettive.
E tra gli esperti chiamati a intervenire c’è anche il grossetano Ettore Severi, oggi uno dei nomi italiani più autorevoli nel panorama dell’epidemiologia europea.
Un grossetano ai vertici della sanità pubblica europea
Da Grosseto ai più delicati scenari sanitari internazionali. La storia di Ettore Severi racconta il percorso di un professionista partito dalla tradizione familiare della farmacia e arrivato ai vertici della sanità pubblica europea.
Un lavoro spesso lontano dai riflettori, ma fondamentale nella gestione delle emergenze sanitarie mondiali. E che oggi porta ancora una volta un nome grossetano al centro di una vicenda internazionale.




